Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco all’Angelus sottolinea: “Con la Sua nascita, Gesù ha creato un mondo nuovo che può essere sempre rinnovato”. Dopo la preghiera mariana l’annuncio: “Dal 24 al 26 mi recherò ad Amman, Betlemme e Gerusalemme per commemorare l’incontro fra Paolo VI e Atenagora, pregate per questo pellegrinaggio”. Previsto un Incontro Ecumenico presso il Santo Sepolcro con il Patriarca Bartolomeo e i rappresentanti delle altre confessioni.
Celebrando messa nella chiesa del Gesù, Francesco dice che "la forza della Chiesa non abita in se stessa e nella sua capacità organizzativa, ma si nasconde nelle acque profonde di Dio". Una celebrazione di ringraziamento per l'iscrizione al catalogo dei Santi, il 17 dicembre scorso, di Pietro Favre, primo sacerdote gesuita.
Nella messa dell'Ottava di Natale, e ricorrenza della 47a Giornata Mondiale della Pace ("Fraternità, fondamento e via per la pace"), papa Francesco sottolinea che la fede della Chiesa è modellata su quella di Maria, che sotto la croce di Gesù è divenuta Madre di tutti, "buoni e cattivi". Maria ha camminato "sulle stesse strade frequentate da noi, a volte difficili e oscure". "A Lei affidiamo il nostro itinerario di fede, i desideri del nostro cuore, le nostre necessità, i bisogni del mondo intero, specialmente la fame e la sete di giustizia, di pace e di Dio". L'invito a pregarla come i fedeli al Concilio di Efeso: "Madre di Dio!". Il vero augurio pieno di forza, "non una speranza illusoria, basata su fragili promesse umane"
All'Angelus, papa Francesco ricorda il tema della 47ma Giornata mondiale per la pace e sottolinea che "siamo tutti figli dell'unico Padre celeste, facciamo parte della stessa famiglia umana e condividiamo un comune destino". "Cosa succede nel cuore dell'uomo? Nel cuore dell'umanità? E' ora di fermarsi!". Costruire la pace "a cominciare dalla propria casa". I ringraziamenti a Caritas, Pax Christi, Comunità di S.Egidio, Movimento dell'amore familiare, Sternsinger, Fraterna Domus. Gli auguri al presidente e al popolo dell'Italia.
Al Te Deum di ringraziamento la riflessione di papa Francesco sul trascorrere del tempo nella visione cristiana. "Domandiamoci: come abbiamo vissuto il tempo che Lui ci ha donato? Lo abbiamo usato soprattutto per noi stessi, per i nostri interessi, o abbiamo saputo spenderlo anche per gli altri? E Dio?". I "contrasti" che esistono nella città di Roma.
All'Angelus papa Francesco paragona la fuga in Egitto alla "condizione drammatica dei profughi" e gli "esiliati" nascosti, come gli anziani. "Dio è là dove l'uomo soffre". "Permesso, grazie, scusi", le tre parole chiave per costruire la pace in famiglia. La preghiera a Gesù, Maria e Giuseppe in preparazione al Concistoro e al Sinodo sulla famiglia. Il collegamento con Nazareth, Loreto e Barcellona.
All'Angelus papa Francesco chiede un momento di silenzio e preghiere per i cristiani perseguitati. "Sono più oggi che nei primi tempi della Chiesa" E' necessaria la testimonianza e la denuncia delle violazioni alla libertà religiosa e alla discriminazione. Contemplare il presepe perché cresca nelle famiglie e nelle comunità "quel clima di intesa e di fraternità che tanto giova al bene comune".
I conflitti in Siria, Iraq, Terra Santa e Paesi africani nel primo messaggio natalizio di Francesco. Dio "tocchi il cuore" di quanti sono coinvolti nel traffico di esseri umani o nel fenomeno dei bambini soldato. "Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome". "Auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù". "E ognuno di noi possa dare gloria a Dio soprattutto con la vita, con una vita spesa per amore suo e dei fratelli".
Nell'omelia alla casa Santa Marta, papa Francesco ricorda che le venute di Gesù sono tre: a Betlemme, alla fine dei tempi e nella nostra vita. Imitare la Madonna nell'attesa e nella domanda "Vieni!". Il rischio di vivere non da pellegrini, ma come persone che stanno ferme "chiuse in un albergo" con la scritta "Non disturbare!".
All'Angelus, Francesco commenta la frase di uno striscione: "I poveri non possono aspettare", ricordando la miseria di chi non ha una casa. "Famiglia e casa vanno insieme". L'invito ai "forconi" di "difendere i loro diritti" prendendo "la via del dialogo". Giuseppe è stato provato come Abramo. Egli "non si è ostinato a perseguire quel suo progetto di vita, non ha permesso che il rancore gli avvelenasse l'animo, ma è stato pronto a mettersi a disposizione della novità che, in modo sconcertante, gli veniva presentata".
Nell'udienza alla Curia romana, per lo scambio di auguri natalizi, papa Francesco sottolinea la professionalità, il servizio e la santità come le qualità del membro della Curia. Attenzione alla "mediocrità" e al ridurre la Curia a una "pesante dogana burocratica". E soprattutto, fare "obiezione di coscienza alle chiacchiere!". Il saluto a mons. Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato.
L'esortazione apostolica di papa Francesco è di grande conforto per chi cerca di costruire ponti con l'altro, senza paura di andare contro il sentire comune. La "luce mite di Cristo" riesce a confondere e infine annullare la luce artificiale del mondo. Gli auguri di AsiaNews ai suoi lettori e amici, che possano divenire "collaboratori" del Salvatore che nasce.
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