Jimmy Lai e Gao Zhisheng: in carcere per diritti e libertà

Le notizie di oggi: le autorità iraniane hanno circondato la chiesa evangelica di San Pietro a Teheran. Dhaka intensifica le misure di risparmio energetico. Onu: lo Yemen rischia (ancora) una guerra di larga scala. Quattro morti e migliaia di viaggiatori bloccati per piogge record in Giappone.

HONG KONG - CINA
Il vescovo James Curry, vescovo capo per la libertà di religione e credo, ha scritto al primo ministro Andy Burnham per chiedergli di seguire l'esempio dei suoi predecessori nel fare tutto il possibile per garantire il rilascio di Jimmy Lai. Il magnate cattolico dell’editoria, anche cittadino britannico, è stato condannato a 20 anni di carcere ai sensi delle Leggi sulla sicurezza nazionale del governo di Hong Kong, imposte da Pechino. In tema di diritti e libertà, ieri sono trascorsi nove anni dalla scomparsa dell’avvocato cinese per i diritti umani Gao Zhisheng, con la moglie che non ha da tempo notizie e non sa se sia vivo, dove sia detenuto o quando la loro famiglia potrebbe rivederlo. Per Geng He, l'anniversario della sua scomparsa il 13 agosto porta un rinnovato dolore, ma anche “gratitudine” che i sostenitori di tutto il mondo continuino a ricordare suo marito, fra i più celebri attivisti cristiani nella difesa della libertà religiosa e dei diversi gruppi di credenti, fra cui i fedeli della Falun Gong, perseguitati dal governo comunista cinese. 


IRAN
Le autorità iraniane hanno stanziato guardie davanti alla chiesa evangelica di San Pietro a Teheran, la più antica protestante del Paese, un mese dopo che il luogo di culto è stato sequestrato per impedire ai membri di tornare. Ai capi della chiesa era stato detto che avevano tempo fino al 12 agosto per lasciare i locali; tuttavia, esattamente un mese prima, il 12 luglio, un gruppo di funzionari del ministero dell’Intelligence ha assaltato l’edificio e cacciato a forza gli ultimi residenti rimasti, circa una ventina di famiglie caldee e armene. Anche i restanti locali usati come uffici e appartenenti alla chiesa sono stati sequestrati dagli agenti.


VIETNAM
Banche straniere cercano di ampliare la presenza in Vietnam, estendendo prestiti in valuta forte a istituti di credito locali schiacciati tra aumenti dei costi per i finanziamenti e la pressione del governo per espandere il credito e raggiungere gli obiettivi di crescita. La crescente dipendenza dai finanziamenti offshore evidenzia una sfida centrale per l'agenda del capo del Partito Comunista To Lam. Gli istituti dovrebbero finanziare la maggior parte dei progetti infrastrutturali per un valore di circa 200 miliardi di dollari e sostenere una crescita annuale di almeno il 10% fino al 2030, nonostante le crescenti tensioni nei finanziamenti. Banche cinesi, taiwanesi e mediorientali sono tra quelle che hanno mostrato maggiore interesse mentre i finanziatori cercano risorse offshore.


BANGLADESH - GOLFO
Dhaka sta intensificando le misure di risparmio energetico mentre il Paese è alle prese con carenze di gas, interruzioni di corrente e con le più ampie ricadute della guerra nel Golfo che ha bloccato i traffici nello Stretto di Hormuz. Secondo una direttiva del governo in vigore dal 13 agosto negozi, mercati e centri commerciali devono chiudere entro le 20 ora locale, un’ora prima dell’orario consueto. Gli stabilimenti commerciali sono ora autorizzati a operare solo tra le 11 e le 20 mentre ospedali, farmacie e attività legate al cibo sono esentati. La carenza di gas naturale continua a limitare la produzione di energia. Le limitate forniture hanno ridotto la generazione di elettricità, lasciando la rete nazionale di fronte a un deficit di diverse centinaia di megawatt.


YEMEN - ONU
Lo Yemen affronta la sua più grave minaccia di un ritorno ad una guerra su larga scala dalla tregua mediata dalle Nazioni Unite nel 2022. È l’allarme lanciato ieri dall'inviato Onu Hans Grundberg, con l’organismo globale che avverte del rischio di insicurezza alimentare acuta per oltre metà della popolazione. L'avvertimento segue un'escalation delle ostilità tra le milizie filo-iraniane ribelli Houthi e il suo governo sostenuto dall’Arabia Saudita e riconosciuto dalla comunità internazionale.


INDIA
Air India intende da subito avviare test su tutti i suoi piloti per sostanze vietate. Una decisione collegata all’incidente della scorsa settimana in cui un volo da Phuket a Delhi ha improvvisamente perso altitudine. Il pilota più anziano sarebbe stato sottoposto a un secondo test per l’uso di sostanze proibite, con rapporti preliminari che evidenziano la positività alla marijuana. Anche i piloti del braccio economico della compagnia aerea, Air India Express, saranno soggetti ai test. Le regole esistenti richiedono che almeno il 10% dei piloti sia testato a caso. Diciassette fra passeggeri e membri dell’equipaggio sono rimasti feriti quando l'Airbus ha perso circa 91 metri di altezza poco dopo la partenza il 4 agosto. 


GIAPPONE
Precipitazioni record hanno lasciato migliaia di viaggiatori bloccati questa mattina all'aeroporto di Narita di Tokyo, mentre le inondazioni nell'area circostante hanno interrotto i trasporti, l'elettricità alle case e causato almeno quattro vittime. Gli acquazzoni torrenziali hanno innescato frane e interruzioni di corrente, con i meteorologi che hanno emesso per la prima volta l'avviso di pioggia pesante di più alto livello per la regione di Chiba. Più di 360 millimetri sono caduti in 24 ore in alcune parti della prefettura di Chiba, che confina con la capitale Tokyo, inondando strade e ferrovie. La Tokyo Electric Power Company ha detto che alle 5.30 di venerdì circa 27mila famiglie nelle prefetture di Chiba, Ibaraki e Tochigi erano senza elettricità.


RUSSIA - KAZAKHSTAN
Gli attacchi ucraini contro varie infrastrutture in profondità nel territorio russo, dalle raffinerie petrolifere ai magazzini dei mercati, hanno spinto Mosca a valutare il trasferimento di alcune delle sue attività in Kazakistan. Il Paese che sta cercando di conciliare la cooperazione con Mosca, con il desiderio di rimanere neutrale nella guerra più sanguinosa e lunga d’Europa degli ultimi decenni. Nel contesto di una crisi petrolifera e di carenza di benzina, Mosca ha avviato negoziati con Astana sulla raffinazione del petrolio russo presso le raffinerie kazake.

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