MEDIO ORIENTE
L'esercito statunitense ha annunciato di aver condotto una vasta ondata di attacchi contro obiettivi dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, in risposta al tentato lancio di missili balistici contro forze USA in Giordania e navi nello Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani, i raid hanno causato tre morti, tra cui un bambino. Per diversi giorni entrambe le parti avevano sospeso gli attacchi, mentre sembravano riprendere i colloqui nella speranza di trovare una soluzione diplomatica. Nel frattempo un nuovo rapporto di Amnesty International mette sotto i riflettori le forniture di armi dall’India a Israele. L’organizzazione documenta 2.596 spedizioni effettuate tra ottobre 2023 e novembre 2025, comprendenti parti per armi leggere, componenti per munizioni e veicoli militari. Il rapporto individua inoltre nove aziende indiane coinvolte, tra cui tre imprese statali del settore della difesa.
GIAPPONE
Il numero di cittadini giapponesi residenti in Giappone è sceso sotto i 120 milioni per la prima volta in 42 anni, secondo i dati diffusi dal governo. Al 1° gennaio la popolazione era di 119,74 milioni, in calo dello 0,76% rispetto all’anno precedente, segnando il diciassettesimo anno consecutivo di diminuzione dopo il picco del 2009. Il calo è attribuito al basso tasso di natalità e all’invecchiamento della popolazione. Al contrario, i residenti stranieri hanno raggiunto il livello più alto dall’inizio delle rilevazioni nel 2013, portando la popolazione totale a 123,8 milioni. Con un’età mediana di 49,9 anni, il Giappone è il secondo Paese più anziano al mondo dopo Monaco.
MALAYSIA
Il primo ministro Anwar Ibrahim ha annunciato che il Myanmar ha accettato di riaccogliere 5.000 rifugiati Rohingya attualmente presenti in Malaysia grazie ai “buoni rapporti esistenti tra i due Paesi”. La Malaysia ospita attualmente circa 126mila Rohingya registrati presso l’UNHCR, ma negli ultimi tempi sono aumentate le tensioni tra i rifugiati e le comunità locali. I Rohingya, privati della cittadinanza in Myanmar da decenni, costituiscono la più grande popolazione apolide al mondo secondo l’ONU. Restano però dubbi sulla loro disponibilità a rientrare, viste le persecuzioni subite. Né il governo del Myanmar né l’UNHCR hanno commentato l’annuncio.
HONG KONG
Althea Suen, ex presidente dell’Unione degli studenti dell’Università di Hong Kong, è stata rilasciata dopo aver scontato una condanna di quattro anni e nove mesi per il suo ruolo nell’assalto all’Assemblea legislativa di Hong Kong il 1° luglio 2019, durante le proteste pro-democrazia. All’uscita dal carcere ha ringraziato i sostenitori per il sostegno ricevuto. Prima della condanna aveva dichiarato che, per il governo, il vero “crimine” era la ricerca di democrazia, libertà e diritti umani. L’assalto al parlamento locale rappresentò uno dei momenti simbolo delle proteste del 2019. Altri imputati, tra cui Ventus Lau e Gregory Wong, restano detenuti.
COREA DEL SUD
Il popolarissimo gruppo coreano dei BTS ha annunciato che non presenterà la propria musica ai Grammy Awards 2027. La decisione è stata comunicata con un messaggio identico pubblicato da tutti e sette i membri su Instagram. Nel testo spiegano di voler promuovere una musica apprezzata per il suo valore, senza distinzioni legate a lingua o provenienza. Nonostante il grande successo dell’album Arirang e del singolo Swim, entrambi considerati favoriti per importanti candidature, il gruppo ha scelto di rinunciare perché l’introduzione di una nuova categoria ad hoc dedicata al pop asiatico, che richiede un uso significativo di una lingua locale, ha suscitato critiche tra molti fan
RUSSIA-COREA DEL NORD
Il primo ponte automobilistico in assoluto tra Russia e Corea del Nord è nelle fasi finali di costruzione, e potrebbe rappresentare un'altra seria sfida per l'Ucraina. Come appreso dai giornalisti, il ponte sul fiume Tumen è lungo circa un chilometro e largo 7 metri, avrà due corsie e farà parte di un'infrastruttura di trasporto lunga 4,7 km, ufficialmente per promuovere il commercio e il turismo, ma la sua realizzazione servirebbe anche a creare un corridoio logistico militare.
GEORGIA-IRAN
Secondo i dati di Sakstat, nel periodo gennaio-giugno 2026 gli scambi commerciali tra Georgia e Iran hanno superato i 231 milioni di dollari, rispetto ai 139 milioni di dollari dell'anno precedente. Questo trend nettamente positivo è stato trainato da un significativo aumento delle esportazioni georgiane; l'Iran rifornisce la Georgia principalmente di metalli ferrosi, materiali da costruzione e materie plastiche, mentre i prodotti agricoli, le materie prime e il legname costituiscono la maggior parte delle esportazioni georgiane.


















