Scienziato sino-americano da due anni agli arresti in Cina

Le notizie di oggi: terza notte di raid Usa contro l’Iran, mentre torna ad incendiarsi fronte Houthi-Arabia Saudita. L’Asean chiede al Myanmar “progressi tangibili” su piano di pace nel primo incontro tra ministri degli Esteri dal golpe del 2021. Premier iracheno incontra patriarca Nona e assicura impegno per ritorno cristiani.

di Dario Salvi

CINA - USA
Un sismologo americano di origine cinese, che ha pubblicato un lavoro finanziato dagli Stati Uniti sul rilevamento di test nucleari nordcoreani, da quasi due anni è agli arresti in Cina e deve affrontare un processo in cui è accusato di spionaggio. A rivelare la storia è la moglie, dopo averla tenuta segreta nella speranza che diplomazia e governi dei due Paesi giungessero a un accordo per la liberazione. Il caso di Youlin Chen, riportato per la prima volta, rappresenta una ulteriore fonte di criticità nei rapporti fra Pechino e Washington, potenze nucleari e rivali nel commercio globale. A marzo il segretario di Stato Marco Rubio ha designato Chen, 54 anni e cittadino Usa dal 2011, come “ingiustamente detenuto”, rendendo il suo rilascio una priorità assoluta per la Casa Bianca. Di base a Boston, nel Massachusetts, è l’unico americano attualmente detenuto “ingiustamente” in Cina.


GOLFO
Terza notte consecutiva di raid aerei statunitensi contro la Repubblica islamica, mentre oggi è previsto il ripristino del blocco navale dei porti iraniani, sebbene il presidente Usa Donald Trump lasci aperti spiragli per un accordo ancora “possibile” con Teheran. Nel mirino “obiettivi militari” in diverse città portuali del sud tra cui Bushehr e Bandar Abbas, colpiti sistemi di difesa costiera, installazioni di droni e missili e infrastrutture marittime. In risposta i Pasdaran hanno rivendicato un’azione in Bahrein, incluso un edificio che ospitava truppe statunitensi, e Giordania, oltre ad aver colpito due petroliere degli Emirati Arabi Uniti (Eau) nello stretto di Hormuz, che avrebbero provato la morte di un marinaio. Intanto il fronte del conflitto si allarga, coinvolgendo zone in cui da tempo vigeva una relativa calma: ieri, infatti, i ribelli Houthi in Yemen hanno sparato missili contro l’Arabia Saudita dopo aver accusato il regno di aver bombardato un aeroporto sotto il loro controllo, rompendo una tregua di quattro anni nel conflitto tra il regno e il gruppo allineato all’Iran.


MYANMAR - ASEAN
L’Asean spera di vedere progressi tangibili dal Myanmar in merito al Five-Point Consensus (5PC), il piano di pace in cinque punti che prevede fra gli altri il rilascio di tutti i detenuti politici i quali la leader democratica agli arresti Aung San Suu Kyi. È quanto ha affermato il ministro degli Esteri di Singapore Vivian Balakrishnan, nel primo incontro di persona fra i ministri degli Esteri delle nazioni del blocco con il massimo rappresentante diplomatico del Myanmar dal colpo di stato del 2021 in Myanmar. “Il punto più centrale è stato che tutti abbiamo riaffermato il ruolo chiave del consenso in cinque punti” che “era e rimane valido” ha detto Balakrishnan. 


BANGLADESH
Dhaka e il Fondo monetario internazionale hanno concordato un nuovo programma di prestiti di ampia portata, con riforme da introdurre in modo graduale in modo da riflettere le difficili condizioni economiche del Paese. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, nell’ambito dei negoziati avviati dalla nazione dell’asia meridionale per sostituire l’attuale piano di salvataggio del Fmi da 5,5 miliardi di dollari. Un passo necessario dopo che il nuovo governo eletto ha scelto di uscire dal programma precedente, dicendo che alcune condizioni contrastavano con le sue priorità.


COREA DEL SUD
Nuova condanna ieri per l’ex presidente Yoon Suk Yeol a due anni di carcere, perché giudicato colpevole di aver ricevuto illegalmente servizi di sondaggi d’opinione per un valore di circa 180mila dollari in modo gratuito da un broker politico. Il tribunale distrettuale centrale di Seoul ha stabilito che ha violato le leggi sui finanziamenti politici ricevendo 14 diversi rilevamenti a costo zero ed esercitando poi influenza sulla nomina di un ex legislatore per rimborsarlo. Yoon, 65 anni, è coinvolto in otto cause. Attualmente si sta appellando contro l’ergastolo emesso a febbraio per il reato di insurrezione legato alla sua breve dichiarazione di legge marziale nel 2024. Altri casi includono una sentenza della Corte Suprema la scorsa settimana che ha emesso una pena detentiva di sette anni per aver ostacolato il tentativo delle autorità di arrestarlo.


IRAQ 
Il premier Ali Falih al-Zaidi promette ampio sostegno governativo per incoraggiare il ritorno dei cristiani fuggiti da decenni di guerra, terrorismo e instabilità, dichiarando che il loro ritorno è ora una priorità nazionale. Ricevendo il patriarca caldeo Mar Paolo III Nona a Baghdad, il capo dell’esecutivo ha definito la “diversità etnica e religiosa” come uno dei maggiori “punti di forza” del Paese e ha ribadito che i cristiani rimangono “un partner essenziale” nel plasmare la storia e il futuro della nazione. Egli ha inoltre invitato gli imprenditori e gli investitori cristiani iracheni residenti all’estero a partecipare alla ricostruzione, in particolare nella sanità e istruzione. Un tempo composta da circa 2 milioni di persone, la popolazione cristiana irachena si è ridotta a circa 250mila unità dopo oltre 20 anni di violenze, conflitti settari, sfollamenti forzati ed emigrazione di massa.


RUSSIA - UE
Un servizio di Radio Svoboda mostra che i fisici sperimentali e gli informatici russi sono tra i più ricercati nel mercato accademico globale. In Europa il principale ostacolo è rappresentato dalla rigida estensione della legislazione europea sui controlli delle esportazioni e sulle tecnologie a duplice uso. Di conseguenza, gli studenti e i dottorandi pacifisti che hanno lasciato la Russia tra il 2022 e il 2023 non riescono a trovare lavoro presso aziende e università occidentali, e sono costretti a trasferirsi in Cina e nei Paesi arabi.


TAGIKISTAN - AFGHANISTAN
Le autorità del Tagikistan hanno riferito che nella prima metà del 2026 le forze di sicurezza si sono scontrate sette volte con presunti narcotrafficanti afghani, provocando la morte di 17 persone. Il presidente dell’Agenzia per il controllo della droga, Samad Zafar, ha informato che negli ultimi sei mesi sono stati sequestrati 1.513 chilogrammi di stupefacenti al confine fra i due Paesi. Egli ha aggiunto che “l’analisi delle informazioni indica che la produzione di droga e anche di sostanze psicotrope sintetiche è in costante aumento in Afghanistan”.


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