Thailandia, sparatoria in una scuola: almeno sei morti

Le notizie di oggi: il governo indonesiano si inserirà nel progetto di costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità finanziata dalla Cina. In Corea del Sud sono state recuperate 15 mine trasportate dal Nord dalle piogge monsoniche. Arabia Saudita, Turchia e Pakistan verso la firma di un accordo di difesa.

THAILANDIA

Almeno sei persone sono morte in una sparatoria avvenuta nella scuola di Debsirin a Nonthaburi, alla periferia di Bangkok. Anche il presunto autore, uno studente di 14 anni, è stato trovato morto, hanno riferito le fonti di polizia. Il ragazzo è passato da una stanza all’altra prima di sparare a un insegnante, ha riferito un testimone, mentre secondo la polizia il ragazzo avrebbe ucciso anche i propri nonni prima di andare a scuola. La Thailandia registra uno dei tassi di possesso di armi da fuoco tra i civili più alti del sud-est asiatico.

MYANMAR

Il 5 agosto il presidente Min Aung Hlaing (oggi in Thailandia per una visita ufficiale) ha ricevuto a Naypyidaw una delegazione della Conferenza episcopale cattolica del Myanmar guidata dal cardinale Charles Bo, che – secondo i resoconti ufficiali – ha espresso gratitudine per la concessione di un terreno di circa due acri a Naypyidaw per costruire una nuova chiesa cattolica.

INDONESIA

Il governo indonesiano acquisirà una quota del 60% nella società PT KCIC, che gestisce la linea ferroviaria ad alta velocità da 7,3 miliardi di dollari finanziata dalla Cina, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze e da un alto funzionario del fondo sovrano Danantara. Conosciuta commercialmente come "Whoosh", la ferrovia, lunga 142 km, collega Jacarta a Bandung, città che si trova a sud-est della capitale indonesiana.

PENISOLA COREANA

Le autorità sudcoreane hanno recuperato 15 mine antiuomo provenienti dalla Corea del Nord che si ritiene siano state trasportate dalle piogge monsoniche. La Zona Demilitarizzata che divide le due Coree dalla fine della guerra del 1950-53 è uno dei luoghi più minati al mondo e secondo le stime, nella zona ci sarebbero circa 800mila persone sepolte, molte delle quali dai tempi della guerra. Tuttavia l’attività di posa delle mine è continuata anche negli ultimi anni.

GUERRA IN MEDIO ORIENTE

Un attacco degli Houthi contro l’Arabia Saudita ha ferito 11 persone ieri. Oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è in visita a Riyadh e secondo fonti della Reuters i due Paesi insieme al Pakistan (con cui l’Arabia Saudita ha già siglato un accordo di mutua difesa) dovrebbe firmare un’intesa di cooperazione in materia di difesa.

SIRIA

Almeno due persone sono state uccise e altre 14 sono rimaste ferite da un’esplosione in un minibus poco fuori da Damasco, nella zona di Jaramana a maggioranza drusa e cristiana. L'esplosione è avvenuta durante l'ora di punta in via Al-Rawda, un’arteria principale molto trafficata nel centro di Jaramana. Un addetto alla sicurezza presente sul posto ha riferito al corrispondente che l’ordigno era stato piazzato all'interno del veicolo. Nessun gruppo ha rivendicato l’attentato, l’area è da tempo attraversata da tensioni e ostilità verso il nuovo governo. Alcuni giorni fa le forze di sicurezza avevano arrestato un uomo accusato di aver glorificato il precedente governo di Bashar al-Assad.

GUERRA RUSSIA - UCRAINA

Secondo quanto riportato dal governatore Dmitrij Miljaev, i droni ucraini hanno attaccato un magazzino nella regione di Tula, dove è scoppiato un incendio. L'ufficio stampa di Wildberries ha confermato l'attacco ucraino, affermato che tutto il personale era stato “evacuato in anticipo”. Il centro di Tula è l'ottavo più grande per superficie dell’Amazon russo, e l'Ucraina ha già attaccato 14 dei 15 magazzini più grandi, danneggiando anche due edifici residenziali nella provincia di Venevskij e due impianti industriali in quella di Uzlovskij.

GEORGIA

Secondo un rapporto della società di investimenti Galt & Taggart, la Georgia ha rivisto al rialzo le proprie previsioni economiche per il 2026. Gli analisti hanno alzato le aspettative di crescita del Pil reale dal 7% al 7,5%, per la forte crescita economica registrata nella prima metà dell'anno, con un tasso medio da gennaio a giugno pari al 7,9%. Anche le previsioni sull'inflazione sono state riviste al rialzo, passando dal 4,8% al 5,1%, a causa del forte incremento dei prezzi globali del petrolio a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz.

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