Il Sud-est asiatico leader globale dei veicoli elettrici

Meno gravata di Stati Uniti ed Europa dai combustibili fossili e spaventata dalle conseguenze della crisi di Hormuz, la regione ha attuato un mix aggressivo di incentivi e sanzioni. L’obiettivo è di vincere la corsa al dominio settore. Esperto Ember Energy: risposta alla “volatilità del mercato petrolifero globale e alle turbolenze geopolitiche”.

di Terry Friel

Phnom Penh (AsiaNews) - Il Sud-est asiatico si sta sempre più affermando come leader mondiale nel settore dei veicoli elettrici (EV), superando anche i Paesi sviluppati appesantiti dalle tecnologie obsolete. Secondo un rapporto pubblicato a giugno dal think tank globale Ember Energy, nel 2025 quattro nazioni ASEAN - Singapore, Thailandia, Vietnam e Indonesia - hanno superato gli Stati Uniti e le principali nazioni europee in termini di quota di veicoli elettrici sulle vendite di auto nuove. A Singapore e in Vietnam, i veicoli elettrici rappresentano ormai il 40% di tutte le vendite di auto nuove. Cinque anni fa, la percentuale relativa al Vietnam era inferiore allo 0,05%. 

Al riguardo basti considerare il dato degli Stati Uniti secondo cui la quota dei veicoli elettrici in rapporto alla vendite complessive di auto nuove è inferiore al 6%.

Oltre che da fattori economici, il notevole risultato raggiunto dall’Asia è guidato da un forte impegno globale contro il cambiamento climatico, volto a raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050 insieme a otto degli undici membri dell’ASEAN. Altro obiettivo è quello di ridurre drasticamente la forte dipendenza dalle importazioni di petrolio greggio, col 55% del totale delle forniture dirette all’Asia che transita attraverso il Medio oriente e che potrebbe essere interrotto all’improvviso dalla Casa Bianca.

La crisi dello Stretto di Hormuz ha interrotto il 28% del consumo di petrolio dell’ASEAN, secondo Ember Energy, che ha sede nel Regno Unito ed è specializzata nel settore della transizione globale verso l’energia pulita. “Molti governi del Sud-Est asiatico considerano l’adozione dei veicoli elettrici non solo come un obiettivo di politica climatica o industriale, ma anche come misura strategica di sicurezza energetica” spiega ad AsiaNews Lam Pham, analista energetico di Ember. “Riducendo la dipendenza dai prodotti petroliferi importati, i veicoli elettrici - prosegue - possono contribuire a migliorare la resilienza di fronte alla volatilità del mercato petrolifero globale e alle turbolenze geopolitiche”. In questo quadro, aggiunge, sono “comprese quelle che interessano le principali rotte di approvvigionamento come lo Stretto di Hormuz”.

In una regione caratterizzata da una rapida urbanizzazione e da città sempre più sovraffollate, i veicoli elettrici possono svolgere un ruolo fondamentale nella riduzione dell’inquinamento atmosferico, con conseguente riduzione dei costi sanitari. Il primo ministro della Malaysia Anwar Ibrahim afferma che la produzione locale di veicoli elettrici riunisce la fondamentale “trilogia” di economia, ambiente e sicurezza energetica. “Dobbiamo imprimere - ha dichiarato lo scorso aprile - una svolta decisiva nella nostra strategia energetica verso fonti più sostenibili, diversificate ed economicamente vantaggiose”. “Non si tratta solo - avverte il premier - di una necessità ambientale. È una necessità strategica”. 

Molti paesi del Sud-Est asiatico hanno introdotto incentivi, agevolazioni fiscali e altre misure per accelerare l’adozione dei veicoli elettrici. Il piccolo Laos, incastonato tra Cina, Vietnam, Thailandia, Cambogia e Myanmar, ha addirittura vietato l’importazione di tutti i veicoli alimentati a benzina e diesel per il resto dell’anno. La storia del sorpasso nel settore dei veicoli elettrici è ben nota nella regione: nel 1993, la Cambogia - con le sue infrastrutture distrutte da decenni di guerra - è diventata il primo Paese al mondo in cui il numero di abbonamenti alla telefonia mobile ha superato quello delle linee fisse. Allo stesso modo, a differenza degli Stati Uniti e dell’Europa, i mercati del Sud-est asiatico non sono ostacolati da una rete vasta e consolidata di stazioni di servizio, il che apre la strada alla creazione di una rete di stazioni di ricarica per l’elettrico.

Inoltre, il Sud-est del continente non è solo un leader mondiale nell’adozione dei veicoli elettrici, perché possiede pure riserve fondamentali di diversi metalli chiave, tra cui il nichel e il rame; ancora, l’Indonesia e le Filippine detengono la metà delle riserve accertate mondiali di nichel, ma controllano i tre quarti della produzione globale. Il nichel conferisce alle batterie elettriche maggiore potenza e autonomia in un formato più piccolo e leggero. I due Paesi figurano inoltre tra i primi cinque produttori mondiali di rame, materiale fondamentale per motori, batterie e cablaggi.

L’avanzata del Sud-est asiatico verso il predominio nel settore dei veicoli elettrici è alimentata in modo preponderante dal leader mondiale in questo campo, la Cina, che rappresenta il 70% della produzione globale e il 60% delle vendite. Le principali case automobilistiche cinesi di veicoli elettrici, come BYD e SAIC Motor, stanno inondando i mercati regionali con modelli economici e investendo miliardi di dollari nella produzione locale.

BYD sta spendendo un miliardo di dollari solo per un unico stabilimento di 126 ettari nella provincia indonesiana di West Java. Gli investimenti cinesi hanno reso il Sud-est asiatico in gran parte immune alle due principali critiche mosse ai veicoli elettrici nei paesi sviluppati: i prezzi elevati e la mancanza di una rete di ricarica capillare.

Anche i produttori locali stanno acquisendo forza, guidati dalla vietnamita VinFast, una divisione del più grande conglomerato privato del Paese, Vingroup, guidata dall’uomo d’affari più ricco del Paese (e primo miliardario in dollari), Pham Nhat Vuong. Egli stesso ha sottolineato più volte che i veicoli elettrici rappresentano il futuro, mostrandosi il primo a credere nella tecnologia. “La nostra posizione di leader di mercato non solo riflette i solidi risultati aziendali, ma sottolinea anche il passaggio irreversibile dai veicoli con motore a combustione interna a quelli elettrici in Vietnam” ha spiegato durante un’assemblea degli azionisti lo scorso dicembre. Un discorso preceduto dal record di vendite mensili fatto registrare a novembre.

Pham, di Ember, sostiene che la combinazione unica di vantaggi offerti dal Sud-est asiatico garantisce alla regione di rimanere all’avanguardia nella rivoluzione del mercato portata dai veicoli elettrici. “Il Sud-Est asiatico - afferma - è destinato a diventare un mercato e un polo produttivo sempre più importante per i veicoli elettrici”. “La combinazione di domanda in crescita, capacità produttive nel settore automobilistico, risorse minerarie strategiche e sostegno governativo nella regione crea opportunità significative. La direzione a lungo termine è chiara: l’elettrificazione dei trasporti - conclude l’esperto - è destinata a continuare ad accelerare man mano che i veicoli elettrici diventeranno più accessibili ed economicamente competitivi”.


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