Terremoto di grado 7,7 a Flores, decine di morti

La scossa ha colpito alle 5 del mattino l'isola indonesiana abitata da una popolazione a maggioranza cattolica. Tra le vittime anche un seminarista della diocesi di Labuan Bajo. Il sisma ha riportato alla memoria la tragedia del 1992 quando uno tsunami con onde alte fino a 26 metri provocò la morte di oltre 2500 persone.

di Mathias Hariyadi

 

Jakarta (AsiaNews) - Un violento terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito nelle prime ore di sabato 15 agosto la provincia di East Nusa Tenggara (NTT), sull’isola indonesiana di Flores, provocando vittime, crolli e un’immediata allerta tsunami. Le autorità hanno invitato gli abitanti delle zone costiere interessate a evacuare anche se trascorse ormai alcune ore non sono stati segnalati danni dal mare.

La scossa è stata registrata alle 4,58 del mattino, ora locale, con epicentro a circa 30 chilometri a nord-est di Mbay, nella reggenza di Nagekeo, a una profondità di 15 chilometri. Secondo i primi bilanci, il numero delle vittime è salito a 38, anche se i dati sono ancora in fase di verifica e potrebbero aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso e la raccolta delle informazioni.

Il governatore di NTT, Emanuel Melkiades Laka Lena, aveva inizialmente riferito di 33 morti: tre nella reggenza di Sikka, uno a Ende, 14 a Manggarai, 14 a East Manggarai e uno a West Manggarai. Altre segnalazioni successive hanno portato il bilancio provvisorio a 38 vittime. A Maumere, inoltre, una parte del porto Lorens Say sarebbe crollata. L’isola di Flores è una regione indonesiana dove la maggior parte della popolazione è cattolica: tra le vittime accertate risulta esservi anche un giovane seminarista della diocesi di Labuan Bajo, che frequentava il seminario maggiore di Ritapiret. La struttura ha riportato gravi lesioni.

Il terremoto ha riacceso il ricordo del devastante sisma che colpì Flores il 12 dicembre 1992. Allora una scossa di magnitudo 7,8 al largo dell’isola generò uno tsunami con onde alte fino a circa 26 metri. Almeno 2.500 persone morirono o risultarono disperse, tra cui circa 1.490 a Maumere e 700 sull’isola di Babi. Oltre 500 persone rimasero ferite e circa 90.000 furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.

La tragedia del 1992 mise inoltre in evidenza le limitate capacità dell’Indonesia nel campo della ricerca e del monitoraggio degli tsunami. Dopo il devastante terremoto e tsunami dell’Oceano Indiano del 2004, tuttavia, il Paese ha rafforzato notevolmente la ricerca scientifica e i sistemi di preparazione e prevenzione. Flores affronta ora una nuova emergenza mentre squadre di soccorso e autorità locali continuano a valutare i danni e a cercare eventuali dispersi.

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