Myanmar

Articolo in evidenza

  • Aung San Suu Kyi sarebbe rimasta ferita nel terremoto di marzo

    La denuncia degli avvocati e della sua Fondazione che - nel giorno dell'ottantesimo compleanno - rilanciano informazioni ricevute da "fonti concordanti" sui danni subiti in marzo dalla prigione di Naypyidaw dove la leader democratica birmana è tenuta in isolamento assoluto. "Temiamo possa morire: chiediamo un rilascio immediato e incondizionato". Intanto il quotidiano The Guardian ha diffuso alcune immagini e dettagli sulle sue giornate in carcere forniti da alcuni disertori.

  • In carcere gli 80 anni di Aung San Suu Kyi. Il figlio: 'Resta un faro per il Myanmar'

    Il 19 giugno la premio Nobel per la Pace e leader democratica birmana compirà 80 anni in prigione, dove si trova dal colpo di Stato militare del febbraio 2021. Nonostante il silenzio forzato, il figlio Kim Aris spiega ad AsiaNews come sua madre continui ad essere fonte di speranza per il suo popolo. Negli ultimi mesi ha organizzato iniziative di solidarietà per raccogliere fondi e mantenere viva l'attenzione sulla crisi.

  • Pechino contratta con Washington, ma stringe la presa sulle terre rare birmane

    Mentre gli occhi del mondo sono puntati sui negoziati tra Cina e Stati Uniti, le milizie etniche sostenute da Pechino in Myanmar controllano nuovi giacimenti di terre rare non regolamentati. La priorità di Pechino è chiara: assicurarsi il controllo di risorse strategiche, anche attraverso un crescente interventismo che alimenta la guerra civile birmana e provoca gravi danni ambientali.

  • Travel ban di Trump: un duro colpo alle speranze dei rifugiati birmani

    Le restrizioni migratorie imposte dall'amministrazione Trump hanno avuto un impatto devastante sui cittadini del Myanmar, colpendo in modo sproporzionato rifugiati e studenti. Molti di loro, in attesa da anni nei campi profughi, vedono ora infrangersi i loro sogni di una vita migliore negli Stati Uniti, mentre le nuove politiche rischiano di creare un precedente pericoloso a livello globale.

  • L'esercito birmano proroga cessate il fuoco (ampiamente violato) ma ammassa rinforzi

    Raccolto l'invito dei Paesi dell'Asean, ma il governo ombra delle opposizioni denuncia almeno 300 civili uccisi dal terremoto a oggi. Intanto proprio nella regione di Mandalay il regime dei generali sta mobilitando nuove truppe intorno ad alcuni gasdotti cinesi conquistati dai ribelli. La preoccupazione per le nuove inondazioni nei campi profughi dovute alla stagione dei monsoni.

  • Da Kuala Lumpur l'agenda per i prossimi 20 anni del Sud-est asiatico

    La dichiarazione adottata dal vertice dell'Asean su proposta del presidente di turno Anwar Ibrahim delinea una serie di obiettivi per il 2045, puntando a rafforzare il ruolo dell'organismo regionale. Nuovo appello al Myanmar per estendere un cessate il fuoco che apra a un dialogo vero tra le parti. Chiesto un incontro a Trump sui dazi. Ma avanza anche la cooperazione trilaterale con Pechino e i Paesi del Golfo.

  • Rohingya tra due fuochi: la repressione in Myanmar e i respingimenti in India

    Nel Rakhine, anche l’Arakan Army – oltre alla giunta militare – recluta forzatamente uomini e donne, aggravando il conflitto civile e la crisi umanitaria. Intanto, in fuga verso l’estero, i Rohingya affrontano continui abusi: il governo indiano è accusato di respingimenti illegali in mare e detenzioni arbitrarie, alimentando una crescente stigmatizzazione contro i rifugiati musulmani.

  • Ribelli birmani accusano l’India: 'Dieci nostri combattenti torturati e uccisi in Manipur'

    Il Governo di unità nazionale in esilio ha denunciato l’uccisione sommaria di membri delle squadre di protezione locale da parte di un battaglione dell'Assam Rifles nello Stato nord-orientale del Manipur, da due anni percorso da violenze etniche. Mentre Delhi parla di “militanti armati” e rivendica il sequestro di un arsenale di armi, la resistenza birmana chiede un’indagine e la sospensione della costruzione delle recinzioni al confine indo-birmano.

  • Sri Lanka, religioni insieme per i monaci buddhisti colpiti dal terremoto in Myanmar

    All’indomani del Vesak Poya, si è svolta a Colombo una grande iniziativa di solidarietà, presenti 80 monaci birmani. Hanno aderito anche musulmani, indù e cristiani. Dopo il sisma in Myanmar, la comunità srilankese si è mobilitata con donazioni, raccolte e aiuti concreti per gli oltre 400 monaci in formazione nel Paese. I loro sostenitori colpiti non possono più aiutarli. P. Rohan Silva: “Tendiamo le mani alle vittime, come fu per noi dopo lo tsunami del 2004”.

  • Bo: volto di ‘sinodalità e misericordia’ in un Myanmar ferito dalla guerra

    La giunta al potere, il nodo Rohingya emerso in occasione del viaggio di papa Francesco nel 2017, le ricchezze del territorio e le violenze dei militari. Luci e ombre di una nazione nata nello stesso anno del porporato. L’invito a combattere “odio e divisione”, il volto moderato in politica interna e gli attacchi a Pechino per le violazioni a diritti e libertà religiosa, come nell’arresto del card. Zen.

  • Un mese dal terremoto, migliaia di persone ancora senza assistenza in Myanmar

    Le agenzie Onu stimano che circa 17 milioni di persone siano in qualche modo state colpite dagli effetti del sisma, inattendibile il bilancio delle vittime fermo a 3700 morti. Timori per la stagione delle pioggie ormai in arrivo. Disattese le dichiarazioni ufficiali sul cessate il fuoco: sono stati centinaia i bombardamenti in queste settimane. Continua la raccolta fondi promossa dalla Fondazione Pime.

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