Premio Magsaysasy a Bo Kyi, attivista per i prigionieri birmani

Già arrestato nei movimenti del 1988, esule in Thailandia, ha fondato l’Assistance Association for Political Prisoners. Con lui a ricevere l'edizione 2026 del Nobel dell'Asia saranno il diplomatico di Singapore Tommy Koh (negoziatore del trattato Onu sui mari) e l'imprenditrice sociale del Bangladesh Runa Khan.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - La battaglia in favore dei prigionieri politici in Myanmar è uno dei temi al centro dell’edizione 2026 del premio Ramon Magsaysay, il riconoscimento dell’omonima fondazione intitolata all’ex presidente filippino che è considerato il premio Nobel dell’Asia.

Tra i tre premiati di quest’anno annunciati oggi figura infatti l’esule birmano Bo Kyi, fondatore dell’Assistance Association for Political Prisoners. Insieme a lui a ricevere il prestigioso premio il prossimo 15 novembre saranno anche il diplomatico di Singapore Tommy Koh e l’imprenditrice sociale del Bangladesh Runa Khan.

Ex detenuto politico e attivista per la democrazia, Bo Kyi ha dedicato gran parte della sua vita a documentare la repressione del regime militare e a sostenere le persone incarcerate per le proprie convinzioni politiche e le loro famiglie in un Paese come il Myanmar, che vive da decenni sotto il peso del potere militare. Dal colpo di Stato del febbraio 2021 sono state oltre 30.000 persone arrestate di cui la metà risulta ancora in carcere.

Nel 1988, ancora studente alla Rangoon Arts and Sciences University, Bo Kyi assistette all'uccisione di altri studenti e partecipò alle proteste democratiche dell'8 agosto, passate alla storia come movimento “8888”. Il suo impegno in quelle manifestazioni gli costò due arresti e complessivamente sette anni di carcere. Anche durante la detenzione continuò a studiare e a opporsi al regime. Privato dei libri, imparò l'inglese scrivendo sul pavimento della cella con un frammento di mattone e ricevendo lezioni da un professore detenuto nella cella vicina. Quando le autorità tentarono di reclutarlo come informatore, rifiutò di collaborare, chiedendo invece la liberazione dei prigionieri politici e l'apertura di un dialogo con Aung San Suu Kyi.

Dopo la seconda scarcerazione, nel 1998 Bo Kyi è fuggito in Thailandia. Due anni più tardi, a Mae Sot, ha fondato insieme ad altri ex prigionieri politici la Assistance Association for Political Prisoners (AAPP). L'organizzazione si è impegnata a documentare gli arresti e le detenzioni politiche, sostenere i prigionieri e le loro famiglie e mantenere alta l'attenzione internazionale sulla repressione in Myanmar. Per AAPP, la liberazione dei prigionieri politici non rappresenta soltanto una questione umanitaria, ma una condizione necessaria per costruire democrazia, riconciliazione e stabilità nel Paese.

Tommy Koh, diplomatico e studioso di diritto internazionale di Singapore, è noto soprattutto per il suo ruolo nei negoziati che portarono alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). Il suo contributo si è esteso anche al mondo accademico: ha partecipato alla costruzione dell'Institute of Policy Studies, del Center for International Law e del Tembusu College presso la National University of Singapore. Il suo lavoro viene indicato come esempio di come conoscenza e progresso acquistino un significato più profondo quando vengono condivisi e messi al servizio della collettività.

 Dal Bangladesh arriva invece Runa Khan, premiata per aver sviluppato un ospedale galleggiante capace di utilizzare la vasta rete fluviale del Paese per portare direttamente l'assistenza sanitaria alle comunità più difficili da raggiungere. Da questa esperienza è nata Friendship, organizzazione non governativa impegnata nella creazione di partnership finalizzate al beneficio sociale. Il suo approccio parte dall'idea che avvicinare un servizio alle persone non significhi soltanto ridurre una distanza geografica, ma garantire a tutti il diritto a essere trattati con dignità, indipendentemente dal luogo in cui vivono.

Istituito nel 1957, il premio Ramon Magsaysay celebra ogni anno persone e organizzazioni che incarnano un servizio disinteressato alle popolazioni asiatiche, senza distinzione di razza, genere o religione. Attraverso le loro storie, i premiati mostrano come il servizio alla comunità possa trasformarsi in soluzioni concrete alle grandi sfide dello sviluppo umano.

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