I nuovi patrimoni dell'Unesco in Asia Centrale

Nell'ultima sessione tenutasi a Busan sono stati inseriti gli edifici modernisti di Taškent e le moschee scavate nella roccia della regione di Mangistau in Kazakistan. Mentre il Kirghizistan vorrebbe far cancellare il suo unico sito - la montagna sacra di Sulayman-Too a Oš - per costruirci una funivia.

di Vladimir Rozanskij

Taškent (AsiaNews) - Nelle scorse settimane l'Asia centrale ha ricevuto due importanti notizie dall'Unesco: nella lista dei patrimoni dell’umanità sono stati inseriti dieci edifici modernisti di Taškent - dal museo di storia alla stazione della metropolitana Kosmonavtov nella capitale dell'Uzbekistan - e cinque complessi sacri a Mangistau in Kazakistan. L'iscrizione è avvenuta durante la 48ª sessione del Comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco tenutasi in luglio a Busan, in Corea del Sud; in questo modo, l'Uzbekistan ha portato a otto il numero dei suoi monumenti in questa lista, e il Kazakistan a sette. Il Kirghizistan, invece, ne ha attualmente solo tre, e questo numero potrebbe diminuire ulteriormente.

Uno dei siti più discussi recentemente iscritti nella lista del patrimonio mondiale in Uzbekistan è la stazione della metropolitana Kosmonavtov di Taškent: ceramiche smaltate di blu, ritratti di cosmonauti e lampade che ricordano un cielo stellato hanno da tempo reso la città una meta turistica molto popolare. Altri nove edifici sono stati candidati al premio per il modernismo di Taškent: il museo statale di storia dell'Uzbekistan, la sala espositiva centrale dell'Accademia delle Arti, il museo statale delle Arti, il Bazar Khorsu, il cinema Ališer Navoj, il palazzo dell'Amicizia dei Popoli, la grande fornace solare, il circo statale dell'Uzbekistan e il palazzo residenziale Žemčug. Il modernismo di Taškent è uno stile architettonico degli anni '60-'80, che combinava idee futuristiche sovietiche con motivi tradizionali orientali e influenze locali. Questo stile emerse dopo il devastante terremoto del 1966, durante la ricostruzione della città; le sue caratteristiche distintive includono motivi nazionali, griglie intagliate, cupole e mosaici sulle facciate. I principi modernisti, come sottolineato nella documentazione Unesco, furono adattati alle condizioni climatiche, sismiche e culturali locali. Secondo l'artista uzbeko Šukrat Babajanov, il modernismo di Taškent non si limita a soli dieci edifici, ma il fatto che questi siano stati inclusi nella lista del patrimonio mondiale rappresenta un traguardo significativo.

Quanti invece ai cinque complessi sacri unici nella regione di Mangistau, in Kazakistan, si trovano a Šakpak-Ata, Beket-Ata, Karaman-Ata, Šopan-Ata e Sultan-Epe. Scavate nella roccia calcarea e gessosa, le moschee risalgono al periodo compreso tra il XII e il XVIII secolo. Ogni complesso comprende moschee sotterranee, necropoli, mausolei e luoghi di sepoltura di seguaci della tradizione sufi, percorsi di pellegrinaggio, pozzi sacri e altri siti religiosi. Secondo l'Unesco, ciò che rende unico questo complesso è la combinazione della tradizione sufi islamica, di antiche concezioni della sacralità del paesaggio e della cultura nomade. Le autorità kazake hanno definito l'inserimento dei complessi di Mangistau nella lista un traguardo storico: “L'ultima volta che un sito del nostro patrimonio culturale nazionale era stato incluso nella prestigiosa lista dell'Unesco risale a 22 anni fa: il Mausoleo di Khoža Ahmed Yasawi fu aggiunto nel 2003, e i petroglifi di Tanbaly nel 2004. Ottenere un posto è per noi motivo di grande orgoglio; allo stesso tempo, questo traguardo storico ci impone un'enorme responsabilità”, ha dichiarato Erlan Karin, vice-capo dell'amministrazione presidenziale del Kazakistan.

Mentre l'Uzbekistan e il Kazakistan aggiungono nuovi siti, il Kirghizistan rimane ultimo nella regione in termini di numero di monumenti materiali riconosciuti di valore universale per tutta l'umanità. La sacra montagna di Sulayman-Too a Oš è l'unico sito che appartiene interamente al Kirghizistan; per oltre 1.500 anni, la montagna è servita da faro per i viaggiatori ed è stata venerata come sacra, ma a causa di costruzioni abusive nel 2012 e nel 2021, le stesse autorità locali chiedono la rimozione della montagna dalla lista dell'Unesco. Il sindaco di Oš, Žanar Akaev, ha dichiarato che “lo status internazionale del Sulayman-Too ostacola lo sviluppo del turismo”; in gioco c’è il progetto per la costruzione di una funivia con funicolare fino alla cima, in modo che le persone possano salire e scattare foto. L'Unesco ha negato il permesso, dichiarando che costruire in quella zona è vietato. Un'altra storia spesso citata dagli esperti è la mancata candidatura del lago di alta montagna Issyk-Kul. La perla del Kirghizistan è stata aggiunta alla lista provvisoria nel 2001, ma si chiede la creazione di una zona cuscinetto di 100 metri lungo la costa e l'ammodernamento degli impianti di depurazione delle acque reflue, per impedire che le acque di scarico confluiscano nel lago.  Il Kirghizistan ha molto da mostrare al mondo, ma deve impegnarsi a conservare i suoi tesori.

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