Asia del Nord

Articolo in evidenza

  • La crisi del petrolio tra Mosca ed Astana

    Le sanzioni Usa contro il colosso petrolifero Lukoil sono destinate ad avere contraccolpi anche in Asia Centrale. Il gigante russo ha annunciato l'intenzione di vendere le sue attività all'estero, molto significative in un Paese come il Kazakistan che vende l'80% del suo petrolio attraverso infrastrutture di Mosca ma non può perdere l'accesso ai sistemi bancari occidentali.

  • La desertificazione fa crollare i raccolti nel Sud della Russia

    Gli effetti dei cambiamenti climatici stanno portando quest'anno a un drastico calo nella produzione di cereali, settore cruciale per l'economia russa. Nella regione di Rostov si è ormai desertificato il 17,5% del territorio. Ma nella repressione di qualsiasi voce di dissenso anche gli ambientalisti che lottano per salvaguardare le aree boschive vengono presi di mira.

  • Guerra e Castigo della Russia in Ucraina

    Ripercorrendo nel suo nuovo libro attraverso una galleria di personaggi gli ultimi trent’anni dell’Unione Sovietica, lo scrittore Mikhail Zygar aiuta a leggere il presente di Mosca a partire dall’idea che nessuna dittatura è eterna e che il futuro offre sempre una chance per cambiare.

  • Il contributo di Ulan Bator alla cura dell'ambiente

    Il governo mongolo sta ampliando le collaborazioni internazionali per progetti sulla tutela del suo delicato ecosistema e la lotta al cambiamento climatico. Varate una serie di iniziative con il governo tedesco tra cui un censimento delle aree boschive del Paese e un laboratorio sull'individuazione dei metalli pesanti nell'atmosfera. Nell'agosto 2026 la Mongolia ospiterà la conferenza dell'Onu sulla lotta alla desertificazione.

  • Quando i lavoratori di Pyongyang alzano la testa

    I tagli nelle commesse dalla Cina e il crollo degli stipendi stanno facendo esplodere in Corea del Nord il lavoro informale. Ma anche tra gli operai che Kim vende come mano d'opera a Pechino crescono le tensioni alimentate dalla trattenute sempre più alte sui loro stipendi per garantire entrate al governo di Pyongyang. Così il nuovo eldorado del regime oggi è diventata la Russia, dove è più forte l'isolamento linguistico e culturale.

  • L’inarrestabile crollo demografico della Russia

    Nonostante i dati segretati da Rosstat diversi osservatori sostengono che la popolazione russa sia ormai scesa sotto la soglia dei 140 milioni con le morti che costantemente superano le nascite. Proprio le regioni con una demografia tradizionalmente di maggiore crescita sono quelle che contano la maggiore quantità di caduti sul fronte ucraino

  • La sovranità perduta del Baškortostan

    Nel contesto del disfacimento dell’Unione Sovietica, 35 anni fa la regone dei baškiri - a ridosso degli Urali - proclamava la propria autonomia, poi cancellata dalla "verticale del potere" di Vladimir Putin. Nella Urfa di oggi, da dove partono migliaia di soldati per il fronte ucraino, ben poco è rimasto di quei sogni e la parola "sovranità" è ormai bandita dai discorsi.

  • Il ‘miraggio della vittoria’ nella lunga campagna di guerra russa in Ucraina

    Si avvia alla conclusione la campagna militare 2025 prima del gelo invernale, la più violenta e sistematica. Per gli esperti “il contesto strategico della guerra sta cambiando”, mentre l’economia scivola verso la stagnazione. La tentazione di Trump di concludere con Putin un “affare reciproco”. Né la Russia, né l’Ucraina sono veramente in grado di modificare il corso e il carattere della guerra.

  • La stretta sugli artisti di strada a San Pietroburgo

    Arrestata la giovane cantante Diana Loginova, nota con lo pseudonimo di Naoko, e altri due membri di un gruppo rock per aver attirato molti spettatori e curiosi ad ascoltare le loro canzoni, pur essendo essi riconosciuti come “agenti stranieri”. Riproponevano brani del grande cantautore Bulat Okudžava, morto alla fine degli anni Novanta e che cantava contro la “guerra vigliacca”.

  • Dissidenti russi in Europa: prove (difficili) di unità

    La formazione al Consiglio d'Europa di una piattaforma per il dialogo con le forze democratiche della Russia che si oppongono al regime di Vladimir Putin si scontra con le divisioni interne tra i diversi gruppi, comprese le critiche al Fondo per la Lotta alla Corruzione creato da Aleksej Naval’nyj. L'appello di Vladimir Kara-Murza: "Ogni prigioniero politico deve poter contare sul fatto di non essere dimenticato”.

  • Papa ai pellegrini russi: siate ‘esempio di amore, fraternità, solidarietà e rispetto’

    Questa mattina al Palazzo Apostolico Leone XIV ha ricevuto un gruppo di cattolici a Roma per il pellegrinaggio giubilare. L’invito ad “accendere il fuoco dell’amore” capace di riscaldare i cuori “più induriti” in un mondo insanguinato dalle guerre. Con carità e speranza dalle “rovine” si può costruire “un mondo nuovo”. L’icona della Salus Populi Romani “il segno dell’Anno Santo”.

  • I 'lavori forzati' dei medici in Russia

    La riforma della formazione approvata dalla Duma prevede per i laureandi in medicina l'obbligo di tre anni di servizio per ripagare i fondi spesi dallo Stato per gli studi. Dietro la misura le sempre maggiori difficoltà di bilancio ma anche l'intento di ottenere classi sociali e professionali sempre più sottomesse in un contesto dove le proteste sono ormai impossibili.

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