Thimphu (AsiaNews) - Il sindaco uscente Ugyen Dorji è stato riconfermato alla guida di Thimpu, la capitale del Bhutan; ma le elezioni municipali del 15 luglio hanno messo in evidenza soprattutto un altro dato: la partecipazione al voto è scesa ai livelli più bassi mai registrati, alimentando il dibattito sulla crescente disaffezione politica nel piccolo regno himalayano.
Con 1.846 voti, Dorji ha ottenuto il secondo mandato consecutivo come thrompon (sindaco, in lingua dzongkha), dopo essere stato eletto per la prima volta nel 2021, quando aveva sconfitto Kinlay Dorjjee, alla guida dell'amministrazione cittadina per un decennio. A contendergli la carica questa volta era Sonam Choden, professionista della comunicazione e delle pubbliche relazioni al debutto in politica. La sua candidatura era stata salutata da molti come un possibile passo avanti verso una maggiore presenza femminile nella politica bhutanese, ma Dorji ha ottenuto il 67% dei voti contro il 33% della sfidante.
A preoccupare gli osservatori è però soprattutto il crollo dell'affluenza. Alle urne si è recato appena il 32% degli aventi diritto, pari a circa il 2% dell'intera popolazione della capitale. Sebbene Thimphu conti circa 141mila abitanti, solo 9mila risultano infatti iscritti alle liste elettorali per le elezioni municipali. Una situazione analoga si è registrata anche a Phuentsholing, principale centro commerciale del Paese, dove ha votato una percentuale analoga della popolazione, confermando come il fenomeno non riguardi soltanto la capitale.
Il calo della partecipazione è relativamente recente. Nelle elezioni municipali del 2011 l'affluenza aveva raggiunto circa il 49% a Thimphu e il 72% a Phuentsholing. Cinque anni più tardi era già scesa rispettivamente al 31% e al 62%, fino ai minimi registrati quest'anno.
Secondo la Commissione elettorale del Bhutan, a disertare maggiormente le urne sono stati soprattutto i giovani. Nella capitale hanno votato soltanto 217 elettori tra i 18 e i 24 anni, mentre a Phuentsholing il numero si è fermato a poco più di sessanta.
Per diversi analisti, questi dati riflettono una crescente distanza tra cittadini e istituzioni, con una politica percepita come sempre meno capace di incidere sulla vita quotidiana. La Commissione elettorale ha annunciato una campagna nazionale di educazione civica per contrastare l'astensionismo e favorire una maggiore partecipazione, oltre a nuove iniziative digitali come la piattaforma Know Your Candidate, che permette agli elettori di consultare i profili dei candidati. Secondo la presidente della Commissione, il calo della partecipazione è legato anche ai cambiamenti demografici, alla migrazione interna ed esterna e all'evoluzione della società bhutanese.
Ma nel dibattito emerso online dopo il voto è affiorata anche un'altra spiegazione. Diversi elettori sostengono infatti che il sindaco uscente abbia beneficiato di un sistema elettorale che rende difficile votare a una parte consistente della popolazione urbana. In Bhutan, infatti, i cittadini possono esprimere il proprio voto soltanto nel luogo di registrazione civile (o mkhong). Migliaia di persone che vivono e lavorano stabilmente nelle città risultano però ancora registrate nei villaggi d'origine e, per votare, devono affrontare lunghi e costosi spostamenti. Per molti il costo economico e il tempo necessario rappresentano un ostacolo sufficiente a rinunciare al voto.
A incidere ulteriormente sulla partecipazione è stata anche l'abolizione, nel 2023, del voto postale per i cittadini residenti all'estero. La misura impedisce alla diaspora bhutanese di partecipare alle elezioni locali e ha suscitato critiche soprattutto tra i numerosi giovani emigrati che vivono in Australia.



















