Bhutan, un nuovo indicatore economico per dare valore anche alla natura

Il premier Tshering Tobgay ha annunciato l’adozione a livello nazionale del Gross Ecosystem Product, che nel 2024 stimava a 6,2 miliardi di dollari il valore dei servizi offerti dagli ecosistemi del Paese. La nuova metrica affiancherà il PIL e il Gross National Happiness, l'indicatore della felicità, nella valutazione dello sviluppo.

di Maria Casadei

Thimphu (AsiaNews) - Il 23 settembre, in occasione della Climate Week and Science Summit 2026 di New York, il primo ministro del Bhutan, Tshering Tobgay, ha annunciato l‘introduzione a livello nazionale del Gross Ecosystem Product (GEP), un indicatore che misurerà il valore economico dei servizi ecosistemici generati da foreste, fiumi e terreni. Mentre il PIL (prodotto interno lordo) indica il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese, il GEP attribuisce un valore monetario a servizi come lo stoccaggio del carbonio, la regolazione delle acque, la protezione dall’erosione e la produzione agricola, molti dei quali non sono pienamente rappresentati nei tradizionali indicatori economici.

“Per decenni, il Bhutan ha creduto che lo sviluppo non possa essere misurato solo attraverso la crescita economica. Con il GEP, il Paese riconosce nella natura la fonte della propria economia e del proprio benessere”, ha dichiarato Tobgay. Secondo il premier, nel 2024 il GEP ha raggiunto un valore di 6,2 miliardi di dollari (circa 5 miliardi di euro), quasi il doppio del PIL nazionale.

La nuova metrica, affiancata al PIL, si inserisce nella filosofia dell’indicatore della felicità nazionale, il Gross National Happiness (GNH), introdotta dal quarto Re del Bhutan negli anni ’70 per misurare il benessere dei cittadini oltre i soli indicatori economici. L’indice considera nove ambiti, dalla salute e dal benessere psicologico alla vitalità comunitaria e alle opinioni sul governo, e i suoi risultati contribuiscono a orientare leggi, bilanci e riforme.

L'integrazione del GEP permette al Bhutan di rimettere ancora una volta al centro il capitale naturale, legando la conservazione ambientale al benessere umano e allo sviluppo sostenibile. Il Bhutan, però, non è solo in questo percorso. A supportarlo nello sviluppo del GEP ci sono la Natural Capital Alliance, un hub di ricerca internazionale della Stanford University, e la Enlight Foundation, un’organizzazione filantropica con sede negli Stati Uniti.

Il governo bhutanese sposa così l’iniziativa “Beyond GDP”, lanciata a maggio dalle Nazioni unite a maggio, e secondo cui il prodotto interno lordo non è sufficiente a rappresentare il progresso di un Paese, soprattutto in termini di benessere umano e sostenibilità. Sebbene il Bhutan sia il primo ad aver adottato ufficialmente il GEP a livello nazionale, l’indicatore è stato sviluppato inizialmente in Cina, dove viene utilizzato da anni in diverse province e città, tra cui Shenzhen e Qinghai, per valutare l’operato delle amministrazioni locali e orientare la pianificazione territoriale.

Il Bhutan non è però l’unico Paese interessato a questo approccio. Ricercatori e istituzioni coinvolti nello sviluppo del GEP stanno lavorando con altri Paesi, tra cui Cile, Colombia, Indonesia, India e Filippine.


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