Karachi (AsiaNews) - L’Assemblea del Sindh, provincia meridionale del Pakistan, ha compiuto un passo significativo verso la riforma delle leggi sulla famiglia cristiana, chiamato “Christian Family Laws Bill, 2026”: di recente, infatti, è stato infatti presentato un disegno di legge volto a sostituire una legislazione di epoca coloniale del XIX secolo, con un quadro normativo locale completo, in grado di disciplinare i matrimoni cristiani e ogni altra questione riguardante le nozze.
Il vicepresidente dell’Assemblea provinciale del Sindh e deputato del Partito Popolare Pakistano (PPP) Anthony Naveed ha presentato il disegno di legge ai colleghi, descrivendolo come un passo importante verso la tutela dei diritti delle famiglie cristiane, in particolare di donne e bambini. La proposta di legge arriva 154 anni dopo l’entrata in vigore della Legge sul matrimonio cristiano del 1872, mentre anche la Legge sul divorzio del 1869 ha continuato a far parte del quadro giuridico che disciplina le questioni matrimoniali cristiane in Pakistan.
Il disegno di legge è stato elaborato a seguito di consultazioni coi leader della minoranza e i rappresentanti delle principali chiese e confessioni religiose. La sottocommissione del “Minority Caucus” composta da Anthony Naveed, dall’assistente speciale del Ministro Capo, Sham Sunder Advani, e dal deputato Mahesh Kumar Hasija ha tenuto discussioni approfondite sulle riforme proposte prima della presentazione finale del testo.
Il processo di consultazione ha coinvolto rappresentanti e leader della Chiesa cattolica, della Chiesa del Pakistan, della Chiesa Presbiteriana Riformata Associata (ARP), dell’Esercito della Salvezza e delle principali chiese pentecostali. Le discussioni hanno cercato di riflettere la diversità delle tradizioni cristiane presenti nel Paese asiatico, affrontando al contempo i problemi giuridici concreti che le famiglie cristiane si trovano ad affrontare anche nella vita quotidiana.
In base alla legge proposta, l’età minima per contrarre matrimonio sarebbe di 18 anni sia per gli uomini che per le donne di fede cristiana. Un matrimonio valido richiederebbe inoltre il consenso libero e volontario di entrambe le parti. Il testo propone anche una procedura giuridica unificata per la celebrazione e la registrazione delle nozze cristiane e introduce disposizioni relative a una serie di questioni familiari. Tra queste figurano lo scioglimento del matrimonio, la separazione giudiziaria, il mantenimento e gli alimenti, la tutela dei beni, nuove nozze, nonché l’affidamento, mantenimento e l’istruzione dei figli minorenni.
Il testo definisce inoltre i motivi per cui un matrimonio cristiano potrebbe essere sciolto. Tra questi figurano l’adulterio, la contrazione di un altro matrimonio, la crudeltà, lo stupro o la violenza e l’abbandono per più di due anni, insieme ad altri motivi specificati nella proposta di legge.
Uno degli obiettivi dichiarati della legge è quello di ridurre la durata dei contenziosi nelle controversie familiari. Esso propone che le istanze presentate ai sensi della nuova legge siano, ove possibile, definite dai tribunali entro sei mesi. La normativa proposta mira infine a garantire una maggiore certezza giuridica, salvaguardando al contempo la dignità e i diritti delle famiglie cristiane. Particolare enfasi è stata posta sulla tutela delle donne e dei minori e sulla garanzia di uguaglianza, giusto processo e non discriminazione, nel rispetto delle credenze religiose, delle tradizioni e delle pratiche della comunità cristiana.
Se approvato, il disegno di legge abrogherebbe la Legge sul matrimonio cristiano del 1872 e la Legge sul divorzio del 1869 nella misura in cui si applicano nel Sindh, sostituendo il quadro normativo esistente con una legge provinciale consolidata. La Dichiarazione degli obiettivi e delle motivazioni chiarisce come la normativa sia intesa a salvaguardare i diritti della famiglia in conformità con i principi di uguaglianza, dignità, giusto processo e non discriminazione, nel rispetto delle tradizioni religiose dei cristiani.
Anthony Naveed, promotore e relatore del disegno di legge, ha espresso la speranza che esso riceva “sostegno trasversale” da tutte le forze politiche. Egli ha quindi affermato che il suo partito ha sempre posto l’accento sulla tutela dei diritti delle minoranze sotto la guida del presidente PPP Bilawal Bhutto Zardari e ha auspicato che l’Assemblea del Sindh approvi la legge all’unanimità, col sostegno dei legislatori di entrambi gli schieramenti.
Il disegno di legge entra ora nell’iter legislativo, durante il quale le sue disposizioni saranno esaminate prima della sua definitiva approvazione. Per i cristiani del Sindh la riforma proposta segna un cambiamento significativo nel modo in cui le controversie matrimoniali e familiari sono regolate giuridicamente, allineando maggiormente il quadro normativo provinciale ai principi contemporanei su diritti familiari e tutela giuridica.




















