Milano (AsiaNews) - Han Hong è una cantante di notevole successo in Cina e, negli ultimi anni, è stata considerata anche una figura di riferimento nel mondo della beneficenza e della filantropia. Il mese scorso, tuttavia, una semplice frase di cortesia pronunciata in dialetto durante la première di un film ha inaspettatamente scatenato una tempesta mediatica sul web, attirando una valanga di critiche. La catena dell'opinione pubblica è partita dall'accusa di “ricatto emotivo”, per poi estendersi rapidamente ad attacchi contro la falsità del tema del film e l'integrità morale del regista, fino a coinvolgere la stessa Fondazione benefica di Han Hong. Il risultato finale è che gli incassi del film sono rimasti finora intorno ai 120 milioni di yuan, mentre il tasso di cancellazione delle donazioni mensili alla fondazione ha raggiunto il 27%.
Han Hong ha curato la produzione della colonna sonora del film Catturare le spie (抓特务). Il 17 giugno, durante la première del film a Pechino, ha rivolto al pubblico un appello nel tipico dialetto pechinese: “走个面儿” (zǒu ge miànr), espressione che significa “venite a far presenza”, “venire a sostenerci”, con l'intento di invitare i cittadini di Pechino ad affollare il botteghino. In origine si trattava di una frase di circostanza, tipica dei rapporti personali all'interno dell'ambiente dello spettacolo, ma ha innescato una reazione a catena nell'opinione pubblica le cui dinamiche psicologiche e le difficoltà sociali che riflette meritano di essere approfondite.
La pressione dei video brevi sulle sale cinematografiche
Nella percezione del pubblico, gli incassi di un film dovrebbero dipendere dalla qualità dell'opera e dalla sua corrispondenza con il mercato, e non dal fatto che una celebrità utilizzi la propria credibilità pubblica per “metterci la faccia” e chiedere agli spettatori di pagare il biglietto. L'espressione “fare presenza” è stata interpretata come una forma di pressione morale calata dall'alto. Essendo Catturare le spie, un film su un tema particolare, in un momento in cui i video brevi in Cina stanno mettendo sotto pressione le sale cinematografiche e la volontà generale di andare al cinema è in calo, difficilmente avrebbe potuto suscitare un forte impulso al consumo da parte del pubblico. Inoltre il regista Feng Xiaogang, pioniere dei film di Capodanno, nei tempi del massimo successo al botteghino non aveva mai chiesto agli spettatori di “restituire qualcosa”; oggi, in una fase di debolezza del mercato, sembra invece aver bisogno che i rapporti personali facciano da rete di sicurezza, il che suscita ancora più facilmente una reazione psicologica di rifiuto da parte del pubblico.
Sul piano più generale, il contesto è quello di centinaia di milioni di lavoratori con occupazioni flessibili, i cui redditi sono instabili; in questa situazione, la soglia economica per entrare in un cinema è già aumentata. L'industria cinematografica e televisiva è sempre più in declino sotto la duplice pressione delle piattaforme di streaming e delle tecnologie di intelligenza artificiale; gli attori con ruoli secondari perdono il lavoro e la polarizzazione degli incassi si accentua. In questo contesto, rivolgersi al pubblico chiedendo di “fare presenza” può apparire fuori luogo, ma è anche comprensibile. Il declino dell'industria audiovisiva tradizionale, però, non è certo qualcosa che si può invertire con il sostegno pubblico di poche celebrità. Han Hong, facendo leva sulla reputazione costruita in anni di attività benefica per garantire, sconfinando dal proprio ruolo, i rapporti personali del mondo dello spettacolo, è stata percepita come oltrepassare i limiti, rafforzando ulteriormente l'impressione di un “ricatto emotivo”.
Gli attacchi online nonostante le scuse
Nonostante poi Han Hong abbia rapidamente presentato pubbliche scuse per le proprie dichiarazioni inappropriate, la vicenda ha continuato a evolversi in una direzione incontrollabile. Gli utenti della rete hanno recuperato il bilancio annuale della sua fondazione: nel 2025 essa ha raccolto circa 783 milioni di yuan, ne ha spesi 289 milioni e presenta un saldo di circa 800 milioni; ogni mese 74 milioni di yuan vengono impiegati in investimenti a basso rischio, mentre oltre un milione di donatori mensili la sentono spesso affermare che “raccogliere fondi è difficile”. Da qui sono emersi numerose domande: i compensi degli amministratori sono eccessivamente elevati? Alcune donazioni non risultano registrate? La società di revisione contabile non possiede qualifiche sufficienti? La fondazione non ha mai fornito assistenza a singoli individui: che cosa dimostrano questi fatti? Il 12 luglio, il blogger Sima Sanji, che già sei anni prima aveva presentato una denuncia, ha nuovamente depositato documentazione, sollevando il dubbio che le ambulanze speciali acquistate dalla fondazione provenissero da una società collegata priva delle necessarie autorizzazioni. Da quel momento, la crisi di fiducia nei confronti della Fondazione benefica Han Hong è esplosa completamente.
Parallelamente agli interrogativi sulla fondazione, anche gli attacchi personali contro Han Hong hanno raggiunto il culmine: il suo percorso scolastico interrotto alle scuole medie, voci di corridoio, controversie sui diritti d'autore e dubbi sulla sua immagine pubblica sono affiorati uno dopo l'altro. La supervisione dell'opinione pubblica e l'occhio critico sono, di per sé, legittimi; non sono mancati nemmeno quanti hanno sfruttato la popolarità della celebrità per attirare attenzione, diffondere false notizie e monetizzare il traffico online. Tuttavia, questa ostilità collettiva, amplificata all'infinito da una sola frase, è senza dubbio la manifestazione dell'attuale clima di sfiducia nella società.
Il precedente della Croce Rossa cinese
Il rigetto suscitato dall'espressione “fare presenza” forse nasce dalla distanza tra il modo di esprimersi e il divario percepito nella vita reale: una frase di circostanza, pronunciata davanti a un pubblico di estranei, finisce per essere recepita come una forma di coercizione. Anche le celebrità hanno i loro punti deboli; sotto i riflettori, i loro difetti vengono ingigantiti e la responsabilità finisce per estendersi perfino all'attività benefica coltivata per molti anni, mostrando in tutta la sua durezza il lato tagliente della violenza della rete.
La diffidenza del pubblico nei confronti della beneficenza, tuttavia, non si è formata in un solo giorno. Dopo che nel 2011 il caso Guo Meimei ha scosso la credibilità della Croce Rossa cinese, la logica della fiducia sociale si è spostata: dalla fiducia nelle istituzioni e nelle organizzazioni, alla fiducia riposta in persone percepite come sincere, modeste e vicine. Dopo il crollo della fiducia nella beneficenza ufficiale, il pubblico è diventato più incline a credere in testimonial concreti piuttosto che in grandi organizzazioni; Han Hong ha conquistato i propri sostenitori proprio grazie a questa immagine personalizzata della beneficenza. Ma una volta che l'immagine personale mostra una crepa, il contraccolpo diventa particolarmente feroce.
Per una frase si può chiedere scusa, ma il sospetto che nasce da una frattura richiede molto più tempo per essere ricucito. In un'epoca in cui la fiducia è già di per sé fragile, ogni “frase di circostanza” pronunciata da una celebrità può essere soppesata, e l'aura della beneficenza non è mai stata un capitale che ci si possa permettere di consumare con leggerezza.




















