La Cina entra nella miniera sul confine con la guerra in Sudan

La società Zijin Gold International ha acquisito una quota di minoranza della canadese Allied Gold che punta ad avviare l'estrazione a Kurmuk, in un'area dell'Etiopia vicina alla frontiera dove le Rsf hanno importanti centri logistici (e via Dubai interessi nel mercato dell'oro).

Milano (AsiaNews/Agenzie) - La scorsa settimana, dopo mesi di trattative, la società mineraria canadese Allied Gold ha venduto una partecipazione di minoranza nei propri asset alla cinese Zijin Gold International. Con l’operazione, del valore di poco meno di 300 milioni di dollari, Zijin ha acquisito circa il 9,2% delle azioni di Allied Gold. Zijin è una società privata tra i cui principali azionisti figurano almeno tre aziende statali cinesi.

L’accordo - come spiega il sito Middle East Eye - rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda che intreccia interessi minerari, investimenti degli Emirati Arabi Uniti e la guerra in Sudan, il conflitto che va avanti ormai da tre anni con decine di migliaia di morti e milioni di sfollati in quella che l’Onu definisce la più grave catastrofe umanitaria di oggi. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la concessione aurifera di Kurmuk, nell’Etiopia occidentale, nella regione di Benishangul-Gumuz, vicino al confine sudanese.

La scommessa su Kurmuk

Kurmuk si trova ad appena 20 chilometri dall’omonima località sudanese, dove sono state recentemente scoperte fosse comuni attribuite alle forze paramilitari delle Rapid Support Forces (RSF). Questa regione etiope sul confine è inoltre caratterizzata da attività minerarie informali e da una storia recente di conflitti e sfollamenti.

Allied Gold considera Kurmuk un progetto strategico e prevede di avviare le operazioni nel breve periodo, puntando a produrre già nel 2027 tra 240.000 e 270.000 once d’oro, per un valore stimato intorno a 1 miliardo di dollari.

L’accordo con Zijin arriva dopo un anno particolarmente movimentato. Nel 2025 Allied Gold aveva raggiunto un’intesa da circa 500 milioni di dollari con la società emiratina Ambrosia, che avrebbe acquisito il 50% di alcuni asset minerari. L’operazione è però fallita. Successivamente Zijin aveva tentato di acquistare l’intera Allied Gold per circa 4 miliardi di dollari, ma l’acquisizione è saltata perché non è stata ottenuta l’approvazione delle autorità cinesi. Le due società hanno quindi optato per un investimento parziale.

L’operazione crea ora una presenza congiunta, seppur indiretta, di capitali cinesi ed emiratini nel settore minerario etiope. Il fondo sovrano di Abu Dhabi, ADIA, è infatti diventato nel frattempo uno dei principali azionisti di Zijin Mining, la società madre di Zijin Gold International: nel 2026 ADIA avrebbe investito circa 680 milioni di dollari in Zijin Mining.

Il punto più controverso riguarda la vicinanza di Kurmuk alla guerra sudanese. La vicina città etiope di Asosa sarebbe secondo Middle East Eye un importante centro logistico utilizzato da Etiopia ed Emirati Arabi Uniti per addestrare e armare combattenti delle RSF, impegnate nella guerra contro l’esercito sudanese dal 2023.

Gli Emirati sono inoltre accusati di essere un importante centro del commercio dell’oro proveniente dalle aree controllate dalle RSF, che dispongono di un’apposita società per questi traffici chiamata Al-Junaid. Attraverso di essa già oggi gran parte dell’oro sudanese, prodotto soprattutto da minatori artigianali, finisce sul mercato di Dubai.

Le armi cinesi delle RSF

La Cina ha sempre dichiarato ufficialmente neutralità nella guerra sudanese, ma Pechino è criticata per non aver impedito il trasferimento alle RSF di sofisticati armamenti di produzione cinese, tra cui obici, mitragliatrici pesanti e droni armati attraverso gli Emirati Arabi Uniti. Questo avvien nonostante il continuo rinnovo da parte dell’ONU dell’embargo sulle armi destinate al Sudan e le richieste del governo sudanese affinché Pechino intervenga per limitare il flusso di armi cinesi verso il Paese.

Il timore è quindi che il salto di qualità nello sfruttamento dell’oro di Kurmuk, gestito da investitori legati a Cina ed Emirati, possa avere conseguenze strategiche sul conflitto sudanese, soprattutto se le nuove attività minerarie dovessero inserirsi nelle reti economiche e logistiche già associate alle RSF.


"LANTERNE ROSSE" È LA NEWSLETTER DI ASIANEWS DEDICATA ALLA CINA
VUOI RICEVERLA OGNI GIOVEDI’ SULLA TUA MAIL? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER A QUESTO LINK

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000