Al Lucca Comics la fede dei coniugi Nagai e l’olocausto atomico a Nagasaki

Nel 60mo della rassegna in mostra al padiglione Nagasaki ‘45 “l’eredità” del dottor Takashi e sua moglie Midori, discendente dei cristiani nascosti morta nell'esplosione. Una graphic novel della vignettista Nathalie Fourmy ripercorre la loro storia di fede e speranza. Paola Marenco: messaggio attualissimo nel mondo di oggi.

di Dario Salvi

Lucca (AsiaNews) - “L’eredità di Takashi e Midori Nagai” è una testimonianza di fede cristiana in un mondo segnato dall’olocausto nucleare, tragedia che a distanza di oltre 80 anni è attuale per le molte guerre che si consumano nel mondo (da quella russo-ucraina all’Iran) e il rischio di escalation atomica. In occasione dei 60 anni del Lucca Comics&Games, la cui edizione 2026 dal 28 ottobre al 1 novembre è dedicata al tema “Legacy” (eredità), al padiglione “Nagasaki ‘45”sarà possibile ripercorrere la storia di Takashi Paolo Nagai, radiologo sopravvissuto alla bomba che ha ucciso la moglie Midori, discendente della comunità dei cristiani nascosti. Nelle fasi successive all’esplosione nucleare, egli si ritira a vivere in una capanna di quattro metri quadri, la Nyokodo e attraverso i suoi scritti - che diventano dei successi editoriali nel Sol Levante - ricostruisce idealmente la città e rianima la nazione. Un’opera che gli è valsa l’ambito riconoscimento di “eroe nazionale” per mano dell’imperatore Hirohito, e lo spinge a incontrare negli anni “un fiume di persone” cui non smette mai di comunicare e diffondere i valori della pace e del perdono sino alla sua morte nel 1951.

Legame che plasma le vite

Ad AsiaNews Paola Marenco, vice-presidente del comitato “Amici di Takashi e Midori Nagai”, racconta il legame fra i due coniugi, che ha plasmato le loro vite anche dopo la morte della donna per leucemia: “Senza Midori, non ci sarebbe Takashi... Non avremmo avuto il Takashi che abbiamo conosciuto né come medico, né come uomo, né come santo” sottolinea il medico ematologo, sostenitrice della causa di beatificazione e canonizzazione del collega giapponese. “Midori è una figura molto interessante - prosegue - pur essendo una persona silenziosa. È figlia di una tradizione dei cristiani nascosti ed è una donna di una fede incredibile. Dopo oltre due secoli senza un prete ha mantenuto viva una fede, una speranza e una carità incredibili. Ma è soprattutto una donna che vive una presenza, sempre, in tutte le sue decisioni della sua vita che sono prese davanti al crocefisso dei martiri. Anche quando il marito le dice che ha la leucemia, lei si ferma davanti a questo crocifisso, poi sorridendo si volta e afferma: sia che viviamo, sia che moriamo, è per la gloria di Dio”.

Parlando di Takashi Paolo, lo definisce “un uomo straordinario: è uno scienziato, è un pioniere della radiologia, con madame [Marie] Curie e gli altri. Ma è anche una persona della ragione aperta - sottolinea Paola Marenco - che si lascia porre domande dalla vita”. “Ha visto in prima persona guerre e malattie - prosegue - si poneva delle domande, ma sapeva anche accettare le risposte da qualunque parte venissero, anche da quelli che all’apparenza non stimava” come i cristiani in un primo tempo. “Quando sentiva suonare le campane (delle chiese cristiane) si irritava” spiega, eppure “è andato ad abitare accanto a loro per vedere come vivevano, e si è lasciato sorprendere”. Il suo, sottolinea, è stato “un lungo percorso, un percorso del cambiamento di se stessi”.

Oggi, prima giornata del Lucca Comics, la chiesa di San Cristoforo ospita l’inaugurazione del padiglione “Nagasaki ’45”, che si apre con una preghiera interreligiosa per la pace alla presenza dell’arcivescovo mons. Paolo Giulietti. La mostra, aperta sino al primo di novembre in concomitanza con la fiera internazionale, è incentrata sulla graphic novel di Nathalie Fourmy che racconta la storia dei coniugi Nagai, prima e dopo la bomba atomica. Al contempo, nella chiesa di San Salvatore è allestita l’iniziativa “Fede e fumetto”, con opere di giovani partecipanti al concorso, e la mostra “Francigena. Una via mille racconti” di Maria Pacini Fazzi Editore.

Olocausto nucleare

Il 6 e il 9 agosto 1945 si consumano due degli episodi più terribili della storia dell’umanità, quando l’aeronautica americana sgancia due bombe atomiche: una su Hiroshima e una su Nagasaki, nell’isola meridionale di Kyushu, dove alle 11.02 esplode l’ordigno al plutonio noto come “Fat Man” a tre giorni di distanza da “Little Boy” che aveva distrutto Hiroshima. In questo quadro di tenere in cui si accendono “piccole, ma energiche luci” Nathalie Quinterie Fourmy, pittrice e illustratrice francese appassionata di estremo Oriente, si lancia per la prima volta nell’avventura del fumetto per portare alla luce la vita di Takashi Nagai. Ne racconta la conversione al cristianesimo e la vicenda di sopravvissuto all’atomica. Da brillante e ambizioso studente di medicina, materialista e ateo, a pioniere della radiologia e della ricerca sull’atomo, scopritore della vita del popolo di Urakami (storia di fede e di martiri), poi l’incontro con Midori, che diverrà sua moglie e lo accompagnerà nella conversione al cristianesimo.

Dopo l’esplosione della bomba Nagasaki è rasa al suolo e Midori muore lasciandolo solo con i due figli piccoli. Egli farà conoscere al mondo la sua straordinaria resilienza all’olocausto atomico, nel 1949, con il libro La campana di Nagasaki che avrà un successo planetario. Muore il 1° maggio 1951 e ai funerali, tra le rovine della cattedrale di Nagasaki, partecipano oltre 20mila persone, la città si ferma e suonano i gong buddisti, le campane cristiane e le sirene delle fabbriche. L’opera dell’artista francese, che ne ripercorre il cammino di vita e di fede, le è valsa il premio “fumetto cristiano” al prestigioso festival international de la bande dessinée , tradotto poi in italiano nel 2025 per ITL da Paola Marenco.

Il “tesoro” della fede

La mostra “Nagasaki ‘45” è parte di un progetto internazionale più ampio intitolato “Thesaurum Fidei” incentrato sulla ricerca culturale e scientifica, avviato nel 2022 dalla Chiesa di Lucca. A idearlo e curarlo lo stesso arcivescovo mons. Giulietti insieme alla professoressa Olimpia Niglio, docente dell’università di Pavia e presidente della commissione Icomos Plesis of Religion and Rituals. Una iniziativa che ha fra i suoi obiettivi la riscoperta e la valorizzazione della storia delle missioni cattoliche in Giappone partendo dalla metà del XVI secolo, approfondendo il legame fra la città toscana e il Sol Levante. Una storia prende il via con l’opera del missionario e beato Angelo Orsucci, nato a Lucca nel 1573 e morto martire a Nagasaki nel 1622, attraversando in prima persona quello che viene definito “secolo cristiano” dal 1549 al 1638.

Un lavoro che ricostruisce le vicende dei missionari uccisi a causa della fede e dei Kakure Kirishitan (i cristiani nascosti) che per tre secoli hanno conservato nel segreto la fede in Cristo sotto le persecuzioni dello shogunato. Un progetto che ha acquisito nel tempo un’importanza crescente e ha instaurato collaborazioni e patrocini di primo piano come quello del dicastero vaticano dell’Evangelizzazione e dell’arcidiocesi di Nagasaki. Ed è proprio nell’ambito delle iniziative collegate a “Thesaurum Fidei” che l’arcidiocesi di Lucca, assieme al Comitato Amici di Takashi e Midori Nagai, ha voluto promuovere l’iniziativa “Nagasaki ‘45” valorizzando il senso della “Legacy” che è anche il tema del Lucca Comics 2026. La loro vicenda mostra come un “nuovo inizio” sia sempre possibile, richiamando le parole di papa Leone XIV nel messaggio per la 59ma Giornata mondiale della pace. Davanti alla guerra, dice il pontefice, “occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza”.

“Ripercorrendo questa storia attraverso la mostra - spiega ad AsiaNews Paola Marenco - emerge il valore della pace, che è anche il segno che [Takashi] dava a tutti quelli che venivano a trovarlo nella capanna. Egli spiegava che la pace non è pacifismo, non è uno slogan ma è una lunga lotta contro il proprio egoismo”. Ed è anche grazie a lui che Nagasaki rappresenta un unicum nella storia del Giappone, pur colpita dalla tragedia atomica: “Per i giapponesi è impensabile il perdono. Non avevano mai perso, vi era desiderio la vendetta. Molte persone sono andate a chiedergli, ma adesso cosa facciamo? A tutti rispondeva che era necessario fare un sacrificio più grande per avere la pace, che era quello del cambiamento di noi stessi”. Il bisogno e il desiderio di conversione. 

Gli eventi che ripercorrono la storia umana e di fede dei coniugi Nagai non si concludono al termine delle giornate del Lucca Comics. Il prossimo 3 dicembre, infatti, al Teatro Pime di Milano andrà in scena lo spettacolo “Nagai - L'uomo che portò la pace a Nagasaki”. Un atto unico per raccontare la storia del medico giapponese, la bomba atomica e il dialogo fra due culture: quella millenaria shintoista fatta di saggezza e cura per il creato e quella occidentale fatta di progresso e di un cristianesimo pieno di amore verso il prossimo. Lo spettacolo - con testi di Romeo Pizzol tratti dagli scritti di Takashi, la regia di Massimo Morelli e musiche originali di Marco Simoni - ne racconta la vita e le opere, ma soprattutto l’amore, fino alla fine, per la sua terra e la sua gente. La serata - nel giorno in cui la chiesa ricorda la memoria di san Francesco Saverio, il grande evangelizzatore dell'Asia - sarà anche un momento per festeggiare insieme i 40 anni della nostra agenzia.

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