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Vladimir Rozanskij

  • Le terre uzbeke consegnate ai cinesi

    La Cina è il principale investitore straniero in Uzbekistan, con grandi flussi di capitale in arrivo per nuovi progetti, ma la presenza sempre più estesa dei cinesi sta suscitando grandi preoccupazioni tra gli agricoltori. I dati dell’Istituto nazionale di statistica dell’Uzbekistan l’anno scorso contavano 17.900 aziende agricole con partecipazione straniera, delle quali quasi 7 mila con capitale cinese

  • I cambiamenti nelle istituzioni di Astana secondo Tokaev

    Intervenendo alla quinta assemblea nazionale di Kyzylorda il presidente ha presentato i parametri fondamentali delle modifiche costituzionali per far uscire il Paese dal dominio dei clan che lo hanno dominato per oltre un trentennio. Insistendo sulla necessità di mettere al primo posto la disciplina amministrativa, con la velocizzazione tecnologica al suo servizio.

  • Nesta, da Bishkek al Consiglio dei ragazzi in Francia

    Una dodicenne kirghiza immigrata con la famiglia 7 anni fa è stata eletta a Sommières nell'organismo che promuove la partecipazione dei giovani alla vita pubblica. L'orgoglio dei genitori: "In Asia Centrale non c'è libertà di espressione neanche per gli adulti. Spero che un giorno mia figlia possa dare un contribto significativo alla vita del Kirghizistan".

  • I vecchi e nuovi oligarchi del Kazakistan

    Una figura totalmente sconosciuta al grande pubblico come il giovane costruttore Šakhmurat Mutalip si propone come acquirente per diversi miliardi di dollari della principale compagnia kazaca nel settore minerario, nuovo passo di una fulminea ascesa ad Astana. Il sospetto è che abbia ricevuto in dote l'eredità dei gruppi di potere che prosperavano all'ombra di Tokaev.

  • La fine delle 'lampadine di Lenin' in Kirghizistan

    A Majluu-Suu è a un passo dalla chiusura definitiva la storica fabbrica simbolo dell'elettrificazione dell'Unione Sovietica promossa da Vladimir Ilič. Le lampadine a incandescenza un tempo esportate anche all'estero oggi sono soppiantate da quelle a Led prodotte in Cina. Le autorità kirghize stanno cercando una riconversione degli stabilimenti, ma quasi il 60% degli abitanti della città ormai è emigrato in cerca di lavoro.

  • Il Sogno Georgiano e la libertà di espressione

    Il premier Kobakhidze si dichiara “disponibile in qualsiasi momento a dibattitti con i membri delle opposizioni filo-occidentali”. Ma queste stesse forze, che non riconoscono la legittimità del suo governo, gli ricordano i loro leader in carcere e l'approvazione della legge contro gli "agenti stranieri". Intanto Tbilisi viene tagliata fuori dagli accordi commerciali tra Azerbaigian e Armenia.

  • Le minacce russe ai Paesi dell’Asia centrale

    Per Dugin e Solov’ev le ex Repubbliche sovietiche “non hanno il diritto all’indipendenza” e devono riunirsi alla Russia per non finire schiave della Cina, dell’America o dell’Europa. Dai governi locali solo flebili proteste richiamando lo "spirito del partenariato strategico". Il sospetto che i due propagandisti dicano “quello che la dirigenza russa non vuole esprimere apertamente, ma che in realtà corrisponde ai suoi piani”

  • Droga e corruzione: le minacce alla sicurezza di Tashkent

    La relazione del capo del Servizio della sicurezza dell'Uzbekistan: narcotraffico in costante crescita soprattutto sul fronte della diffusione delle droghe sintetiche tra i giovani. Nel 2025 sospesi 1083 collaboratori degli organismi statali per corruzione e altri reat legati all'abuso di potere. Nel mirino anche le "idee distruttive" diffuse attraverso le reti digitali.

  • il silenzio di Putin sul Venezuela e sull'Iran

    Come già successo per il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria, anche su quanto sta avvenendo in Venezuela e in Iran, due storici alleati, Mosca non sta andando oltre le dichiarazioni di circostanza. Gli strali del Cremlino si rivolgono ogg quasi esclusivamente all’Europa e alla Nato, senza coinvolgere più di tanto le responsabilità di Washington.

  • La dolcezza sconosciuta del miele del Tagikistan

    La produzione dell'apicoltura di Dushanbe è molto quotata alle fiere internazionali per il gusto e la purezza ed è molto cresciuta anche nella quantità disponibile. Ma fatica ancora ad entrare nei mercati europei per le carenze nei sistemi di certificazione e nell'organizzazione logistica a sostegno dell'esportazione.

  • La lotta al radicalismo islamico nel Caucaso settentrionale

    Dalla Kabardino-Balkaria alla Cecenia negli ultimi mesi si sono registrati nuovi attacchi da parte di singoli o gruppi islamisti. Ma fanno discutere anche le modalità di repressione con il ricorso alla tortura e gli stessi dati che alcuni ritengono ingigantiti per replicare il senso di insicurezza che portò all'ascesa di Putin. Mentre sono proprio la guerra e l'instabilità economica ad alimentare le spinte radicali.

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