Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La dichiarazione finale della Delegazione della Santa Sede alla 24ma Sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici giudica insufficiente il regolamento uscito dall’incontro, in quanto “sembra minimizzare i diritti umani”.
“Stare in silenzio davanti al presepe: questo è l’invito per Natale: vai davanti al presepe e stai in silenzio e vedrai le sorprese. Purtroppo, però, si può sbagliare festa, e preferire alle novità del Cielo le solite cose della terra”. Non sia una festa, dove al centro ci siamo noi e non Lui. “Per favore, non mondanizziamo il Natale! Non mettiamo da parte il Festeggiato”.
“Il sogno è un posto privilegiato per cercare la verità, perché lì non ci difendiamo dalla verità. Vengono, e... E Dio anche parla nei sogni. Non sempre, perché di solito è il nostro inconscio che viene, ma Dio tante volte scelse di parlare nei sogni”.
Il messaggio di Francesco per la 52ma Giornata mondiale della pace. In tempi nei quali viviamo “in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dell’estraneo”, la società ha bisogno di “artigiani della pace che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana”.
Nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della pace, il pontefice chiede una conversione del cuore perché la politica torni ad essere preoccupazione per il bene comune. Le “beatitudini del politico”, inattese in ogni parte della terra. Ovunque è evidente una profonda divisione fra le classi politiche e le popolazioni. Essere “artigiani di pace”.
Francesco ha ricevuto la Commissione internazionale contro la pena di morte. “L’accettazione di questa forma di punizione era la conseguenza di una mentalità contemporanea, più legalistica che cristiana, che sacralizzava il valore di leggi prive di umanità e misericordia”. La legittima difesa è legittima, ma deve essere sempre proporzionata.
All’Angelus papa Francesco commenta le letture liturgiche della domenica di “Gaudete”. “In un borgo sperduto della Galilea, nel cuore di una giovane donna ignota al mondo, Dio accende la scintilla della felicità per il mondo intero. E oggi lo stesso annuncio è rivolto alla Chiesa”. ““Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscirà mai a toglierci la serenità che ci viene dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, sempre”. L’invito alla comunità internazionale ad attuare le direttive della conferenza di Marrakech sulla migrazione. La benedizione dei “Bambinelli” portati dai bambini di Roma.
Ricevendo gli artisti del concerto di Natale in Vaticano, Francesco ha detto che “fare rete con l’educazione significa permettere alle persone di rialzarsi in piedi, di rimettersi in cammino con piena dignità” ed è anche “una soluzione valida per spalancare i cancelli dei campi-profughi, consentire ai giovani migranti di inserirsi nelle società nuove”.
Francesco si recherà a Skopje, capitale della Macedonia, nel corso di un viaggio che lo vedrà anche in Bulgaria.
In un messaggio a un convegno promosso dalla Fao, Francesco scrive in molti luoghi “l’acqua è contaminata, la spazzatura si accumula, la deforestazione avanza, l’aria è viziata e il suolo acidificato. Tutto questo genera un cumulo nocivo di mali e miserie”.
“Le lezioni” apprese dalle due grandi mondiali possano “continuare a convincere i popoli del mondo e i loro leader dell’inutilità dei conflitti armati e della necessità di risolvere le controversie attraverso paziente dialogo e trattativa”. Nessuna efficace soluzione umanitaria di fronte alla crisi delle migrazioni di massa “può ignorare la nostra responsabilità morale” per “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.
Nel giorno dedicato alla Vergine di Guadalupe, Francesco parla del protagonismo autentico”, non quello della prepotenza o dell’umiliazione degli altri, ma quello che non ha paura della tenerezza e della carezza, per ridare dignità a ciò che è caduto”.
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