Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco si recherà negli Emirati Arabi Uniti per partecipare all’Incontro interreligioso internazionale sulla “Fratellanza Umana”. La visita dal 3 al 5 febbraio 2019.
Francesco, riferendosi al passo del Vangelo odierno di Matteo e alla prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia, ha indicato tre coppie di parole in contrasto l’una con l’altra, che segnano la vita: “dire e fare”, “sabbia e roccia”, “alto e basso”.
Francesco ha iniziato un ciclo di catechesi dedicato al “Padre Nostro”, evidenziando come Gesù fosse “uomo di preghiera”. ““Anche se forse preghiamo da tanti anni, dobbiamo sempre imparare!”. “E non sappiamo nemmeno se le preghiere che indirizziamo a Dio siano effettivamente quelle che Lui vuole sentirsi rivolgere”.
“Non sparlare degli altri”. “Se tutti noi facessimo solo questo - non sparlare degli altri – la pace andrebbe più avanti. Che il Signore ci prepari il cuore per il Natale del Principe della pace. Ma, ci prepari facendo noi del tutto, la nostra parte, per pacificare: pacificare il mio cuore, la mia anima, pacificare la mia famiglia, la scuola, il quartiere, il posto di lavoro”.
“Raggiungere la soluzione dei due Stati”. “Riconoscerne e preservarne l’identità e il valore universale” di Gerusalemme, “combattere ogni forma di estremismo e di fondamentalismo”.
E’ un tempo che ha “tre dimensioni”: passato, futuro e presente. Serve a “purificare la fede”, a “purificare la speranza” e a “purificare la vigilanza”, perché il Signore tornerà.
All’Angelus, papa Francesco accende un cero come segno di speranza per i bambini della Siria. Un’Ave Maria per “l’amata Siria”. “E che Dio nostro Signore perdoni coloro che fanno la guerra, che fanno le armi per distruggersi, che il Signore converta il loro cuore”. “Stare svegli e pregare”: ecco come vivere l’Avvento. “Ma se noi pensiamo al Natale come una festa mondana, di consumismo, Gesù passerà e noi non lo vedremo”.
Sta per uscire un libro-intervista con Francesco. “Il clericalismo è la radice di molti problemi, come stiamo vedendo. Anche dietro ai casi di abusi, oltre che ad altre immaturità e nevrosi, si trova il clericalismo. Occorre fare molta attenzione a questo durante la formazione”.
Francesco ha scritto al Patriarca ecumenico nel giorno della festa di sant’Andrea. “Le nostre Chiese hanno salvaguardato la tradizione apostolica con grande cura, insieme con l'insegnamento dei primi Concili ecumenici e dei Padri della Chiesa, nonostante le differenze che si sono sviluppate nelle tradizioni locali e nelle formulazioni teologiche, che devono essere capite e chiarite più profondamente.
Chi si dice cristiano ma vive da pagano fa “tanto male al popolo di Dio”. Nell’odierna festa di sant’Andrea apostolo, patrono della Chiesa di Costantinopoli, Francesco ha invitato ad essere “vicini alla Chiesa di Andrea”, pregando “per l’unità delle Chiese”.
Le tavole sono opera del pittore Mauro Valsangiacomo. La mostra sarà aperta dalle 15.30 alle 18.30 tutti i giorni feriali dal 12 al 23 dicembre. Il Mediterraneo come luogo di incontro e di scontro fra culture e popoli; sintesi di civiltà arricchitesi via via col contributo di tutti, sedimentate nei millenni. Anche oggi, ci sono migranti che vengono dal Sud e dal Medio oriente in cerca del benessere e della tranquillità di cui gode l’Europa.
Nel giorno del giudizio, Babilonia sarà distrutta con un grido di vittoria. La “grande prostituta” cadrà, condannata dal Signore. E Gerusalemme vedrà la sua rovina per un altro tipo di corruzione, “la corruzione dell’infedeltà all’amore; non è stata capace di riconoscere l’amore di Dio nel suo Figlio”.
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