Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Incontrando settemila ragazzi, Francesco raccomanda di trovare se stessi” nella ricerca del bene, di “essere in cammino” e non “restare sul divano”. “Oggi sono un po’ alla moda i populisti che non hanno niente a che vedere con il popolare che è come si esprime il popolo, che si esprime nella cultura, nella festa, anche nella festa. Il populismo è il contrario, chiusura, ‘solo noi’”.
Un comunicato vaticano replica al dossier di mons. Viganò. “Sia gli abusi sia la loro copertura non possono essere più tollerati e un diverso trattamento per i Vescovi che li hanno commessi o li hanno coperti rappresenta infatti una forma di clericalismo mai più accettabile”.
“Riduciamo il Vangelo a un fatto sociale, sociologico, e non a un rapporto personale con Gesù. Gesù parla a me, parla a te, parla a ognuno di noi”. “Chiediamo allo Spirito Santo che ci spalanchi le porte del cuore, affinché Gesù possa entrare, affinché non solo udiamo Gesù”, ma ascoltiamo il suo messaggio.
Card. de Rocha: per chi desidera accompagnare i giovani verso la vita in pienezza, ha poi sottolineato, “è imprescindibile conoscere le realtà che essi vivono, a partire da quelle più dolorose come il disagio, la guerra, il carcere, le migrazioni e tutti gli altri tipi di povertà”.
Francesco ha aperto i lavori del Sinodo dei giovani. Riconoscere, interpretare e scegliere sono la via da seguire durante i lavori per arrivare al discernimento per ascoltare ciò che lo Spirito ci suggerisce. Ogni 5 interventi circa tre minuti di silenzio per riflettere.
Alla messa per l’apertura del Sinodo, Francesco sottolinea la presenza, per la prima volta, di due vescovi della Cina continentale. L’ascolto sincero “ci difende dalla tentazione di cadere in posizioni eticistiche o elitarie, come pure dall’attrazione per ideologie astratte che non corrispondono mai alla realtà della nostra gente”.
Oggi la Chiesa festeggia gli angeli custodi. Sono "l'aiuto particolare" che il "Signore promette al suo popolo e a noi che camminiamo sulla strada della vita". “Il nostro angelo non solo è con noi, ma vede Dio Padre. È in rapporto con Lui. È il ponte quotidiano, dall’ora che ci alziamo all’ora che andiamo a letto, che ci accompagna e è un legame fra noi e Dio Padre”.
Sono mons. Giovanni Battista Yang Xiaoting, vescovo di Yan’an, e mons. Giuseppe Guo Jincai, vescovo di Chengde. Quest'ultimo era uno dei sette vescovi scomunicati, riconciliati dal papa in seguito all'accordo sino-vaticano. Giorni fa la notizia era trapelata da Pechino.
“Stiamo vivendo quasi universalmente una forte tendenza alla legalizzazione dell'eutanasia”, ma “sappiamo che quando viene fatto un accompagnamento umano sereno e partecipativo, il paziente cronico grave o il paziente malato terminale percepisce questa sollecitudine”.
Presentati i lavori dell’assemblea sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Rendere la Chiesa “credibile” alle nuove generazioni e consapevole del suo compito missionario di “accompagnare ogni giovane, nessuno escluso. verso la gioia dell’amore, che Gesù Cristo offre”. Per la prima volta, ci saranno anche due vescovi cinesi.
All’Angelus, papa Francesco prega per i defunti, i feriti e per quanti hanno perso casa e lavoro a causa del terremoto e dello tsunami. Gesù invita a superare “le categorie di ‘amico/nemico’, ‘noi/loro’, ‘chi è dentro/chi è fuori’”, per scoprire l’azione di Dio in ambiti “imprevedibili”. Nell’auto-referenzialità c’è “la radice del proselitismo”. Beatificato oggi a Marsiglia il sacerdote Jean-Baptiste Fouque, “che rimase vice-parroco per tutta la vita”.
“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Dalle community alle comunità. Questo il tema scelto da papa Francesco per la 53ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2019.
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