Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Cerimonia ecumenica a Riga, dove le Chiese cristiane “sono riuscite a generare unità mantenendo la ricchezza e la singolarità proprie di ciascuna”. Alla piccola comunità cattolica “voi siete stati sottoposti ad ogni sorta di prove: l’orrore della guerra, e poi la repressione politica, la persecuzione e l’esilio”.
Per gli ottimisti l’accordo provvisorio è “storico”; per i pessimisti è l’inizio della svendita totale della Chiesa al Partito. Il papa è inserito nelle nomine dei vescovi. Ma non sappiamo nulla del diritto di veto. È buona la cancellazione della scomunica, ma i fedeli si aspettano una richiesta pubblica di perdono. La Cina non ha chiesto la rottura con Taiwan come condizione previa. I martiri lituani elogiati, mentre c’è silenzio su quelli cinesi.
Papa Francesco si sofferma in silenzio e offre dei fiori al ghetto e una lampada dorata al museo che ricorda i torturati e giustiziati dal Kgb. “Il delirio di onnipotenza di quelli che pretendevano di controllare tutto”. La preghiera perché non siamo sordi “al grido di tutti quelli che oggi continuano ad alzare la voce al cielo”.
Papa Francesco ha incontrato sacerdoti, consacrati, consacrate e seminaristi nella cattedrale di Kaunas. “Gemere” per la sete di Dio e ascoltare il gemito degli uomini. La “tristezza” nella vocazione è una “malattia”, che rende “zitelloni e zitellone” senza fecondità. Essere padri e madri di misericordia. “Se voi fate così, da vecchi, avrete un sorriso bellissimo e degli occhi brillanti”.
All’Angelus a Kaunas, papa Francesco invita i fedeli all’attenzione “agli esclusi, alle minoranze, per allontanare dai nostri ambienti e dalle nostre culture la possibilità di annientare l’altro, di emarginare, di continuare a scartare chi ci dà fastidio e disturba le nostre comodità”. Un pensiero speciale alla comunità ebraica. La visita al ghetto di Vilnius, distrutto 75 anni fa.
Prima messa di papa Francesco nei Paesi baltici, celebrata al parco Santakos di Kaunas, insieme a centinaia di migliaia di fedeli. Il ricordo dei “momenti di croce” e di persecuzione. “Quanti di voi hanno visto anche vacillare la loro fede perché non è apparso Dio per difendervi”. “Il desiderio di potere e di gloria” è “un atteggiamento sterile e vano”. L’attenzione alle minoranze etniche, ai disoccupati che emigrano, agli anziani soli, ai giovani che… hanno perso le loro radici”.
L’incontro con migliaia di giovani che hanno benedetto Francesco. “Non permettere che il mondo vi faccia credere che è meglio camminare da soli. Da soli non si arriva mai. Potrai avere un successo nella vita, ma senza amore, senza compagni, senza un popolo”.
Card. Zen sull'accordo Cina-Vaticano: Dire niente con tante parole
Card. Parolin: L’importanza dell’accordo fra Cina e Santa Sede sulla nomina dei vescovi
All’inizio del suo viaggio nei Paesi baltici, papa Francesco ricorda i 25 anni dal viaggio di san Giovanni Paolo II. La Lituania ha una popolazione di circa 2,9 milioni, dei quali il 79% è cattolico.“Ospitare le differenze” è il modello vissuto dalla Lituania nel suo passato, da riproporre oggi al mondo. I giovani “sono non solo il futuro, ma il presente di questa Nazione, se rimangono uniti alle radici del popolo”.
L’accordo provvisorio riguarda le nomine dei vescovi. Proprio oggi, il Global Times citava il ministero degli esteri cinese che smentiva la presenza a Pechino di una delegazione vaticana. Le divisioni della leadership cinese sull’accordo. “L’obbiettivo di questo accordo non è politico ma pastorale”.
Anche il card. Pietro Parolin sembra prendere le distanze dall’imminente firma dell’accordo sulle nomine dei vescovi. Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontifica accademia delle scienze, in un nuovo elogio della Cina, “un potere influente che rispetta la dignità umana e il pianeta”. Per lui, i critici verso l’accordo sino-vaticano sono “una piccolo minoranza”: “gridano forte…, ma non sono tanti”.
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