Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
In un rapporto presentato dalle Nazioni Unite emerge che 357 milioni di minori sono coinvolti in guerre sanguinose. La situazione peggiore in Yemen, Mali e Sud Sudan. Unicef: situazione “ben oltre l’immaginazione”. Risoluzione approvata all’unanimità considera i bambini soldato come prime vittime. Ed evidenzia le diverse esigenze di trattamento fra maschi e femmine. Nel 2017, oltre 21mila casi di violazioni.
ll messaggio a firma del card. Parolin. L'incoraggiamento e la benedizione rivolti ai soccorsi. Intanto, in Giappone si cercano sopravvissuti di casa in casa, con sempre meno speranze. Il bilancio dei morti sale a 156, ma potrebbe aumentare ancora. In migliaia nei centri di accoglienza. Autorità chiedono attenzione agli sforzi di ricostruzione: in alcuni aree si raggiungono i 35 gradi.
Il Figlio di Dio capovolge ogni schema umano: non sono i discepoli che hanno lavato i piedi al Signore, ma è il Signore che ha lavato i piedi ai discepoli. Questo è un motivo di scandalo e di incredulità, non solo in quell’epoca, in ogni epoca, anche oggi”. Da Francesco anche una battuta riferibile al campionato mondiale di calcio. “Vedo – ha detto – delle bandiere brasiliane. Coraggio – ha aggiunto – un’altra volta ci sarà!”.
Francesco a conclusione del colloquio a porte chiuse con leader delle diverse realtà cristiane ha detto che “la guerra è figlia del potere e della povertà. Si sconfigge rinunciando alle logiche di supremazia e sradicando la miseria”. Tanti conflitti sono stati fomentati anche da forme di fondamentalismo e di fanatismo. Uguali diritti per tutti i cittadini, quale che sia la loro fede.
Francesco a Bari con i patriarchi cattolici e ortodossi per una giornata di preghiera per la pace. “Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, oggi soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.
I milioni di profughi in Libano, la ricostruzione della Siria, il dramma dei migranti, la collaborazione fra le Chiese: un’intervista del “Segretario di Stato” del Patriarcato di Mosca a poche ore dall’incontro ecumenico di preghiera a Bari, insieme a papa Francesco e ai patriarchi d'Oriente.
Francesco ha celebrato messa in occasione del quinto anniversario della sua visita all'isola di Lampedusa. L’“ipocrisia sterile di chi non vuole ‘sporcarsi le mani’”, è “una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
Ricevendo i partecipanti alla Conferenza Internazionale Saving our Common Home and the Future of Life on Earth, nel terzo anniversario dell’enciclica Laudato si’, Francesco afferma che “La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti”
Washington lancia dazi aggiuntivi del 25% su 34 miliardi di dollari di beni cinesi. Colpiti prodotti dell’industria aerospaziale, telecomunicazioni, robotica, macchine industriali, automobili, nuovi materiali. La Cina “costretta” a imporre tasse aggiuntive del 25% su 545 prodotti Usa dello stesso valore, compresi soya, automobili, frutti di mare, altri prodotti agricoli. Si prevede una riduzione del Pil dello 0,5% in entrambi i Paesi. Il trasferimento forzato di proprietà intellettuali e tecnologiche e il protezionismo del mercato cinese condiviso da Usa e Europa.
Illustrata in Vaticano la giornata del 7 luglio, un evento voluto da Francesco per rafforzare il cammino di unità tra i cristiani e ribadire che non ci può essere un Medio Oriente senza cristiani. La percentuale dei cristiani nel Medio Oriente è diminuita drasticamente nell’arco di un secolo: mentre rappresentavano il 20% della popolazione del Medio Oriente prima della prima guerra mondiale, ora sono solo il 4%.
All’Angelus Francesco ha chiesto di pregare per la pace, al centro dell’incontro con capi di Chiese cristiane mediorientali. Un pensiero per i ragazzi dispersi in Thailandia e per il Nicaragua. “Sulla strada di Gesù” nessuno deve sentirsi un abusivo
“Si tratta di parlare chiaro e non voltare la faccia dall’altra parte di fronte agli attacchi al valore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto, di fronte alla dignità della persona umana, di fronte ai mali sociali, di fronte alle varie forme di povertà”.
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