Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Nella Veglia della notte di Pasqua Francesco dice che “celebrare la Pasqua significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie, sfidando i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti”. “E’ risorto! E’ l’annuncio che sostiene la nostra speranza e la trasforma in gesti concreti di carità. Quanto abbiamo bisogno di lasciare che la nostra fragilità sia unta da questa esperienza!”.
L’inferno non è abitato da diavoli, forconi e fiamme eterne: è un luogo lugubre, senza colore, grigio; una specie di paesaggio lunare senza moto, né luce. È il luogo che Cristo visita, portando il suo corpo martoriato per amore come segno dell’amore estremo di Dio verso le ombre inaridite che gli hanno detto di no. L’inferno in occidente ha il carattere dell’indifferenza. L’inferno in Asia è l’immobilità di situazione dolorose che non trovano soluzioni per la cattiveria dei potenti e degli uomini. In Iraq e in Cina, i segni della compassione e della preghiera sono annuncio di resurrezione.
La preghiera di Francesco al termine di un rito i testi del quale, nell’anno del Sinodo dedicato ai giovani, sono stati scritti da 15 giovani. Vergogna perché anche sacerdoti "si sono lasciati ingannare dall’ambizione e dalla vana gloria ". “Speranza perché la tua Chiesa, santa e fatta da peccatori, continua, ancora oggi, nonostante tutti i tentativi di screditarla, a essere una luce che illumina, incoraggia, solleva e testimonia il tuo amore illimitato”.
Francesco ha celebrato la messa in Coena Domini nel carcere romano legato in particolare alla visita che vi compì nel 1958 papa Giovanni XXIII. Nella struttura si sono recati anche Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 2000.
Lo ha dichiarato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke.
Celebrando la Messa crismale, Francesco ha invitato i preti a meditare sulla “vicinanza sacerdotale”. “Quando la gente dice di un sacerdote che ‘è vicino’, di solito fa risaltare due cose: la prima è che ‘c’è sempre’ (contrario del ‘non c’è mai’: ‘Lo so, padre, che Lei è molto occupato’ – dicono spesso). E l’altra è che sa trovare una parola per ognuno”.
Domani comincia il Triduo pasquale che ripropone i grandi eventi della salvezza operati da Cristo. “La giustificazione di Gesù ci salva dalla corruzione”, ma “ci sono i cristiani finti, dicono io sono giustificato da Gesù, ma vivo un vita corrotta e questi finiranno male. Tutti siamo peccatori, ma il cristiano corrotto ha la morte nell’anima. Per non andare lontano pensiamo ai cristiani mafiosi”.
Nella parrocchia di Amadiya e nei villaggi circostanti vi sono 158 famiglie di rifugiati che hanno bisogno di cibo, vestiti, scarpe, sostegno scolastico, kerosene. Molte famiglie cristiane, yazidi e arabe, tornate a Mosul, sono dovute ritornare indietro. Sempre in atto la campagna “Adotta un cristiano di Mosul”.
Pubblicati in occasione del centenario della Congregazione per le Chiese orientali, i tre volumi vogliono far conoscere la ricca e variegata realtà delle Chiese orientali ai cristiani in genere e a coloro che se ne occupano per studio ed essere “un omaggio alle Chiese dell’Oriente cristiano, cattoliche e ortodosse, e ai loro numerosi martiri e confessori della fede”.
Funzionari del Fronte unito lo hanno scortato fino al suo villaggio, costringendolo ad abbandonare il suo ministero. Minacce e allettamenti in denaro se si fosse iscritto all’Associazione patriottica. “Anche la Santa Sede ha fatto ormai dei compromessi”. L’attuazione dei nuovi regolamenti, per distruggere tutte le comunità non ufficiali.
Alla celebrazione della Domenica delle Palme, che coincide con la 33ma Giornata mondiale della gioventù, papa Francesco fa notare “la gioia suscitata da Gesù” nei giovani e il “fastidio” e “l’irritazione” che essa provoca in molti, fino a manipolare le folle e far gridare: “Crocifiggilo”. “Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano ‘rumore’, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione”. Consegnato il documento della Riunione pre-sinodale in preparazione al Sinodo sui giovani.
Alla sua stesura ed elaborazione hanno partecipato 300 giovani da tutto il mondo e 15mila in contatto virtuale. I giovani desiderano una Chiesa aperta, credibile ed educatori che possono guidarli, riconoscendo le loro fragilità.
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