Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Davanti alla gloria di Dio, le parole spariscono, non si sa cosa dire, ha aggiunto Francesco. Come si narra nella liturgia di domani, Salomone, infatti, riesce solo a dire due parole: “ascolta e perdona”. E la conclusione è “adorare in silenzio con tutta la storia addosso e chiedere: “Ascolta e perdona”.
All’Angelus, papa Francesco invita cristiani e non a pregare per la pace per il mondo e soprattutto per la Repubblica democratica del Congo e per il Sud Sudan, afflitti da violente guerre civili e milioni di profughi. Domandarsi: “Che cosa posso fare io per la pace?”.” Le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti”. I miracoli di Gesù e e il risveglio della fede nelle persone che incontra. La strada è il luogo della missione della Chiesa “sotto il segno dell’’andare’”. La beatificazione di Teresio Olivelli, martire nel lager di Hersbruck. La Giornata per la Vita.
“Mai lasciare indietro, mai fare scarti generazionali, ma accompagnarsi ogni giorno, col Signore al centro” e andare nel mondo “controcorrente”. E’ la raccomandazione di Francesco a religiosi e religiose nel giorno della festa della Presentazione del Signore.
I maestri del pensiero dello Stato islamico continuano a giustificare lo schiavismo delle donne (non musulmane) come “bottino di guerra”. E sono seguiti da molti pensatori e pensatrici contemporanei. La resistenza degli ambienti conservatori per una rilettura storica e contestuale dei testi dell’islam. La seconda parte (di tre) dello studio dell’imam Hocine Drouiche. La prima parte è stata pubblicata ieri.
Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.
“Io non sono il padrone del tempo”, “ripetere questo aiuta”, ha raccomandato Francesco, perché “ci salva da quella illusione del momento, di prendere la vita come una catena di anelli di momenti, che non ha senso”.
Francesco ha dedicato l’udienza generale alla liturgia della Parola. Si ascolta quello che Dio ha fatto e intende ancora fare per noi. “Abbiamo bisogno di ascoltarlo! E’ infatti una questione di vita”. Si chiede, quindi, attenzione, niente chiacchiere e no a “scelte soggettive”, alla sostituzione della Parola con testi profani.
Il pastore che, come Gesù, “finisce la sua giornata stanco”, stanco di “fare il bene” farà sentire al popolo la presenza di Dio. “Il pastore va unto con l’olio, il giorno della sua ordinazione: sacerdotale e episcopale. Ma il vero olio, quello interiore, è l’olio della vicinanza e della tenerezza”.
A due giorni dalla Giornata mondiale della memoria, papa Francesco incontra i partecipanti alla Conferenza Internazionale sulla responsabilità degli Stati, delle Istituzioni e degli Individui nella lotta all’anti-Semitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico. Presenti anche rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane. A Caino “non gli importa del fratello: ecco la radice perversa, radice di morte che produce disperazione e silenzio”. “Abbiamo bisogno di una memoria comune, viva e fiduciosa, che non rimanga imprigionata nel risentimento”. L’informazione e la formazione dei giovani.
All’apertura dell’anno giudiziario della Rota romana, Francesco raccomanda di impedire che “la coscienza dei fedeli in difficoltà nel loro matrimonio si chiuda ad un cammino di grazia”. La necessità di un “catecumenato permanente” che miri a rivitalizzare la coscienza cristiana nella prospettiva del matrimonio, anche per superare quella fuga dalle responsabilità così frequente nelle giovani generazioni di oggi.
“L’umiltà non è giustificarsi subito di fronte all’offesa, cercando di sembrare buono: “se non sai vivere una umiliazione, tu non sei umile”. “Questa è la regola d’oro”. E “se qualcuno è coraggioso, può chiedere, come ci insegna Sant’Ignazio, può chiedere al Signore che gli invii umiliazioni, per assomigliare di più al Signore”.
Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.
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