Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
All’Angelus, papa Francesco ricorda la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che ‘ora in poi si celebrerà alla seconda domenica di settembre. La prossima sarà l’8 settembre 2019. ““Non basta costruirsi un’immagine di Dio basata sul sentito dire; bisogna andare alla ricerca del Maestro divino e andare dove Lui abita”. “È fondamentale il ruolo di un vero testimone”. “Superare una religiosità abitudinaria e scontata”. Preghiere per il viaggio del pontefice in Cile e Perù, che inizia domani.
Papa Francesco celebra la Messa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Una presenza internazionale di fedeli, sacerdoti e cori africani, asiatici, latinoamericani. Attorno all’altare della Confessione le bandiere di 49 Stati da cui provengono i migranti, i rifugiati e richiedenti asilo. E’ urgente “accogliere, conoscere e riconoscere l’altro”. Per i rifugiati significa “rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti”; per le comunità di accoglienza, “aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti”. Le “paure” sono presenti nelle comunità ospitanti e nei profughi. “Avere dubbi e timori non è un peccato. Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte”.
Tre chiese di Santiago del Cile sono state colpite e bruciate; per una si è disinnescato l’ordigno in tempo. È la prima volta di una protesta contro Francesco durante un viaggio apostolico. I problemi dei preti pedofili e degli indigeni dell’Amazzonia. Si attendono 1,2 milioni di fedeli a Santiago.
Ci vuole coraggio per “arrivare al Signore” e coraggio per “sfidare il Signore” come il lebbroso che disse a Gesù: “Se tu vuoi puoi guarirmi”. “Il Signore ci ha detto: ‘Chiedete e vi sarà dato’. Prendiamo anche questa Parola e abbiamo fiducia, ma sempre con fede e mettendoci in gioco. Questo è il coraggio che ha la preghiera cristiana. Se una preghiera non è coraggiosa non è cristiana”.
La morte di alcune personalità che hanno difeso la libertà della Chiesa, come mons. Luca Li Jinfeng e p. Sun Zhenhua; il “voltafaccia” di mons. Ma Daqin e il suo rientro nell’Associazione patriottica; la difesa della chiesa di Wangcun, per salvarla dalla demolizione… E soprattutto l’ordinazione di 97 sacerdoti della Chiesa ufficiale e di alcuni della comunità sotterranea. Un anno “che vede intrecciate difficoltà e sfide, insieme a opportunità e speranze”.
Nella messa, dopo l’Atto penitenziale, la preghiera prende forma particolare nell’orazione denominata ‘colletta’. “Con l’invito «preghiamo», il sacerdote esorta il popolo a raccogliersi con lui in un momento di silenzio, al fine di prendere coscienza di stare alla presenza di Dio e far emergere, ciascuno nel proprio cuore, le personali intenzioni con cui partecipa alla Messa”.
Quello che dà autorità a un pastore è la vicinanza: vicinanza a Dio nella preghiera e vicinanza alla gente. “L’autorità: l’autorità, dono di Dio. Solo viene da Lui. E Gesù la dà ai suoi. Autorità nel parlare, che viene dalla vicinanza con Dio e con la gente, sempre tutti e due insieme”.
Nel discorso ai diplomatici Francesco ha chiesto la soluzione di conflitti – a partire dalla Siria – e tensioni – dalla Corea a Ucraina, Yemen , Sud Sudan e Venezuela – e auspicato accoglienza per i migranti e per gli “scartati”, come i bambini non nati o gli anziani e rispetto per i diritti alla libertà religiosa e di opinione, al lavoro.
“Quando abbiamo un buon desiderio di fare un’opera buona, un’opera di carità, diciamo ‘è lo Spirito Santo che mi ispira a fare questo’, quando noi ci accorgiamo che abbiamo dentro di noi questo desiderio di aggredire quello perché è debole, non dubitiamo: c’è il diavolo, lì”.
All’Angelus nella festa del Battesimo del Signore, papa Francesco invoca “la materna protezione della Madre di Dio” per i bambini battezzati stamattina e per quelli battezzati di recente. “La grande umiltà di Gesù”, la sua disponibilità “a immergersi nel fiume dell’umanità, a prendere su di sé le mancanze e le debolezze degli uomini”. “È lo Spirito che apre gli occhi del cuore alla verità, tutta la verità”. Ricordare la data del nostro battesimo. Il saluto ai fedeli provenienti dalla Corea del Sud.
Alla messa nella festa del Battesimo del Signore, papa Francesco battezza 34 bambini nella Cappella Sistina. “Il dialetto” è la “lingua dell’amore”. “Poi verranno i catechisti a sviluppare questa trasmissione della fede con idee e spiegazioni”. “Il dialetto dei bambini” è “una lingua che piace tanto a Gesù”.
All’Angelus, papa Francesco augura che la festa di Natale “sia fonte di nuovo vigore spirituale e di comunione tra tutti noi cristiani”. La Giornata Missionaria dei Ragazzi. “Seguire l’esempio dei Magi: pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita”.
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