Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Videomessaggio di Francesco alla vigilia del viaggio che compirà dal 26 al 30 novembre. “Vengo a proclamare il Vangelo di Gesù Cristo, un messaggio di riconciliazione, di perdono e di pace”.
Per alcuni questa chiamata sarà improvvisa, per altri dopo una lunga malattia, non lo sappiamo. Ma “la chiamata ci sarà!” E sarà una sorpresa, ma poi ci sarà l’altra sorpresa del Signore: la vita eterna. Per questo “la Chiesa in questi giorni ci dice: fermati un po’, fermati per pensare alla morte”.
In un messaggio a un meeting sul fine-vita, Francesco scrive che si deve “accompagnare” con amore il malato verso la fine dell’esistenza, anche informandolo e facendolo decidere. La questione richiede “attento discernimento, che consideri l’oggetto morale, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti” e sottolineando l’utilità della medicina palliativa.
Il regno di Dio è sempre “una sorpresa” perché è “un dono dato dal Signore”. Gesù spiega che “il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: ‘Eccolo qui oppure eccolo là’”. “Non è uno spettacolo o più brutto ancora”.
“Il silenzio è tanto importante. ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo: andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù”.
Più di quattromila bisognosi parteciperanno alla messa. Verranno oltre che da Roma e dal Lazio, da diocesi tra le quali Parigi, Lione, Nantes, Varsavia, Cracovia, Malines-Bruxelles e Lussemburgo. Tra le iniziative, un Presidio sanitario solidale che effettuerà gratuitamente analisi cliniche, visite mediche specialistiche di cardiologia, di dermatologia, di infettivologia, di ginecologia e di andrologia.
“Quanti cristiani col loro esempio allontanano la gente”, “l’incoerenza dei cristiani è una delle armi più facili che ha il diavolo per indebolire il popolo di Dio”. “Ogni pastore deve chiedersi: come è la mia amicizia con i soldi? O il pastore che cerca di andare su, la vanità lo porta ad arrampicarsi, invece di essere mite, umile”.
All’Angelus, papa Francesco spiega la parabola delle dieci vergini. “Tenerci pronti all’incontro con Lui”. “Vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati”. “La lampada è il simbolo della fede che illumina la nostra vita”. “L’olio è il simbolo della carità che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede”. Il ricordo di 60 beatificati a Madrid, martiri della guerra civile spagnola tra il 1936 e il ‘37.
Francesco ricevendo i partecipanti al simposio su Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale ha parlato di uno scenario caratterizzata da “un clima instabile di conflittualità” e una corsa agli armamenti che “non conosce sosta”. “Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà”.
Rappresentanti del governo affermano che il passaggio da sotterraneo a ufficiale è frutto di un negoziato con il Vaticano. La cerimonia si è svolta con la lettura della “lettera di approvazione” del Consiglio dei vescovi e con il giuramento “patriottico” del candidato. Mons Han Zhihai è un “manager intelligente”. Il 16 novembre un altro insediamento ufficiale ad Handan.
“Le cordate della corruzione sono potenti; persino arrivano anche ad atteggiamenti mafiosi”. Ma esiste una “scaltrezza cristiana”, fatta di “sana sfiducia”, riflessione e preghiera per avere “la grazia di essere furbi”.
“Siamo tutti peccatori: tutti. Tutti”. E per questo dobbiamo purificarci continuamente. E anche purificare la comunità: la comunità diocesana, la comunità cristiana, la comunità universale della Chiesa. Per farla crescere”.
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