Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Le conclusioni di un Workshop organizzato dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Pontificia accademia delle scienze sociali. La responsabilità del degrado va vista nell’“enorme aumento dell’attività economica basata sul solo profitto e sull’uso di combustibili fossili” e i maggiori responsabili sono i ricchi.
Videomessaggio di Francesco per l’intenzione di preghiera del mese di marzo. Chi perseguita e uccide non distingue tra cattolici, ortodossi e protestanti.
La cultura del provvisorio, la complessità del mondo giovanile, l’idolo della ricchezza, la discesa nell’abitudinarietà portano spesso tante vocazioni all’abbandono. L’amore alla persona di Cristo è la fonte della gioa e della missione. Padre Gheddo si confessa: “Recito questa preghiera ogni mattina”.
Dio fatto carne è il fondamento delle opere di misericordia. “Le piaghe dei nostri fratelli sono le piaghe di Cristo, sono le piaghe di Dio, perché Dio si è fatto Cristo”. “Non possiamo vivere la Quaresima senza questa realtà. Noi dobbiamo convertirci, non a un Dio astratto, ma al Dio concreto che si è fatto Cristo”.
Francesco ha celebrato il rito delle Ceneri. La Quaresima è “tempo di grazia” che ricorda “il soffio” creatore, tempo per liberarci dall’asfissia dell’egoismo, per dire no per all’inquinamento causato dall’indifferenza, all’ipocrisia che tranquillizza la coscienza, per interrogarci su “che sarebbe di noi se Dio ci avesse chiuso le porte?”.
In un articolo la donna parla di mancanza di risorse, inadeguatezza delle strutture del personale, lentezza dei progressi, resistenza culturale e soprattutto della resistenza di persone e uffici della Curia romana ad accogliere le raccomandazioni della Commissione, “nonostante la loro approvazione da parte del Papa”. Continuerà però a collaborare con la Commissione in un “ruolo educativo”.
“Il fatto che Gesù ci ha aperto il cammino per la vita eterna “non vuol dire che Lui ha fatto tutto e noi non dobbiamo fare nulla, che Lui è passato attraverso la croce e noi ‘andiamo in paradiso in carrozza’. Non è così. La nostra salvezza è certamente dono suo, ma, poiché è una storia d’amore, richiede il nostro ‘sì’ e la nostra partecipazione, come ci dimostra la nostra Madre Maria e dopo di lei tutti i santi”.
Francesco, in una intervista, sottolinea la necessità di “integrare” e non “ghettizzare” coloro che fuggono da guerre o fame e che hanno “il diritto” di emigrare. La storia di un senza tetto polacco, che era un prete compagno di seminario di Giovanni Paolo II.
“Gesù dà se stesso tutto, perché la pienezza, la pienezza di Dio è una pienezza annientata in Croce”. “Questo è il dono di Dio: la pienezza annientata. E questo è lo stile del cristiano: cercare la pienezza, ricevere la pienezza annientata e seguire per quella strada”.
All’Angelus, papa Francesco chiede a tutti di riscoprire che Dio è Padre “in quest’epoca di orfanezza”. La “ricerca ossessiva dei beni terreni e delle ricchezze” è “illusoria e motivo di infelicità”. “Superare i tormenti e le avversità della vita” affidandoci all’amore del Padre, come ci dimostra “la testimonianza di tanti nostri fratelli e sorelle” perseguitati. Saluto ai gruppi della “Giornata delle malattie rare“.
Non cedere alla “logica casistica”, quella che riduce la fede in termini di “si può” o “non si può”, ma seguire il cammino di Gesù, “il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia”. Gesù dice “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei”, ma ha parlato “tante volte con un’adultera”. E alla fine le ha detto: “Io non ti condanno. Non peccare più”.
“A tutti noi, a ognuno di noi, farà bene, oggi, pensare se c’è qualcosa di doppia vita in noi, di apparire giusti, di sembrare buoni credenti, buoni cattolici ma da sotto fare un’altra cosa; se c’è qualcosa di doppia vita, se c’è un’eccessiva fiducia: ‘Ma, sì, il Signore mi perdonerà poi tutto, ma io continuo …’. Se c’è qualcosa di dire: ‘Sì, questo non va bene, mi convertirò, ma oggi no: domani’. Pensiamo a questo. E approfittiamo della Parola del Signore e pensiamo che il Signore in questo è molto duro. Lo scandalo distrugge”.
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