Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Il portavoce dei cattolici, p. Rafic Greiche, offre condoglianze e preghiere per i morti e i feriti. Un appello alle forze di sicurezza. Per il Fronte democratico per la liberazione della Palestina vi è l'influenza di Israele. La condanna da parte di Al Azhar. Interrotti i festeggiamenti per la nascita del profeta Maometto. Il papa Tawadros II interrompe il suo viaggio in Grecia.
All’Angelus in piazza san Pietro, papa Francesco chiede “una scelta di civiltà” per la protezione dei civili nel feroce conflitto in Siria. La guerra è “un cumulo di soprusi e di falsità”. La preghiera per gli attentati terroristi in Turchia, Somalia, Egitto. La vicinanza a papa Tawadros. “Oggi siamo invitati a gioire per la venuta imminente del nostro Redentore e a condividere questa gioia con gli altri, donando conforto e speranza ai poveri, agli ammalati, alle persone sole e infelici”. A Vientiane (Laos) sono stati beatificati p. Mario Borzaga, missionario Omi, il catechista Paolo Thoj Xyooj e 14 compagni, tutti uccisi dai guerriglieri del Pathet Lao nel 1960. La benedizione dei Bambinelli.
Il sacerdote autentico “è un mediatore molto vicino al suo popolo”, l’intermediario invece fa il suo lavoro, ma poi ne prende un altro “sempre come funzionario”, “non sa cosa significhi sporcarsi le mani” in mezzo alla realtà. Ed è per questo che quando “il sacerdote cambia da mediatore a intermediario non è felice, è triste”. E cerca un po’ di felicità “nel farsi vedere, nel far sentire l’autorità”.
Nell’omaggio a Maria in piazza di Spagna, papa Francesco porta idealmente tutta la città di Roma e tutto il mondo. La richiesta di un “cuore immacolato per amare senza “maschere e trucchi”. La certezza della Grazia che vince lo “scoraggiamento”. La visita a S. Maria Maggiore.
Nella solennità dell’Immacolata Concezione, papa Francesco mette a confronto i “no” dell’uomo davanti a Dio e il “grande sì” di Maria, il “più importante della storia”. Noi “esperti di mezzi sì” o di “sì mancati”. Il ricordo delle vittime del terremoto ad Aceh (Indonesia). L’invito a partecipare all’omaggio a Maria in piazza di Spagna nel pomeriggio. Il papa si recherà anche a S. Maria Maggiore.
In una intervista a un settimanale belga Francesco critica il laicismo che “chiude la porta alla trascendenza”, che invece fa parte della natura umana. “Nessuna religione come tale può fomentare la guerra”, perché in questo caso “starebbe proclamando un dio di distruzione, un dio di odio”. Sinodalità è “non calare dall’alto in basso, ma ascoltare le Chiese, armonizzare, discernere”.
“Che il Signore ci dia questa grazia, di aspettare il Natale con le nostre ferite, con i nostri peccati, sinceramente riconosciuti, di aspettare la potenza di questo Dio che viene a consolarci, che viene con potere ma il suo potere è la tenerezza, le carezze che sono nate dal suo cuore, il suo cuore tanto buono che ha dato la vita per noi”.
“Dio aveva creato il mondo; l’uomo è caduto in peccato; viene Gesù a ri-creare il mondo”. Il Signore “ci aiuti a prepararci al Natale con grande fede” perché “per la guarigione dell’anima, per la guarigione esistenziale la ri-creazione che porta Gesù ci vuole grande fede”.
“Si tratta lasciare le strade, comode ma fuorvianti, degli idoli di questo mondo: il successo a tutti i costi, il potere a scapito dei più deboli, la sete di ricchezze, il piacere a qualsiasi prezzo. E di aprire invece la strada al Signore che viene: Egli non toglie la nostra libertà, ma ci dona la vera felicità”.
La Commissione mista con il Gran rabbinato contro la decisione di definire i luoghi santi di Gerusalemme est solo col nome arabo, negando di fatto il rapporto tra gli ebrei e il Monte del Tempio.
“Chi ha il dono di poter studiare ha anche una responsabilità di servizio per il bene dell’umanità. Il sapere è una via privilegiata per lo sviluppo integrale della società”. “Alla concezione moderna dell’intellettuale, impegnato nella realizzazione di se stesso e in cerca di riconoscimenti personali, spesso senza tener conto del prossimo, è necessario contrapporre un modello più solidale, che si adoperi per il bene comune e per la pace”. Con “valide opportunità occupazionali” nella società, è possibile evitare la cosiddetta ‘fuga di cervelli’.
Oggi ricorre il centesimo anniversario dell’assassinio del beato Charles de Foucauld, avvenuto in Algeria il primo dicembre 1916. Era “un uomo che ha vinto tante resistenze e ha dato una testimonianza che ha fatto bene alla Chiesa. Chiediamo che ci benedica dal cielo e ci aiuti a camminare sulle sue tracce di povertà, contemplazione e servizio ai poveri”.
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