Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Paolo Manna, missionario del Pime, superiore generale, fondatore della Pontificia unione missionaria, ha anticipato molte intuizioni del Concilio: lo slancio missionario di tutta la Chiesa; l’impegno dell’unità fra tutti i cristiani come la via più eloquente per la missione… Un quadro della sua vita e del suo contributo alla vita della Chiesa.
E’ “il seme dell’anticristo, il seme del nemico”. “Il Signore a tutti noi ci dia la grazia della povertà cristiana”. “Che il Signore ci dia la grazia di questa povertà di operai, di quelli che lavorano e guadagnano il giusto e non cercano di più”.
Gesù piange perché ricorda la storia del “suo popolo”. Da una parte questo “amore pazzo di Dio per il suo popolo” e dall’altra “la risposta del popolo egoista, sfiduciata, adultera, idolatrica”.
La visita in Vaticano di Mar Gewargis III, Catholicos- Patriarca della Chiesa Assira dell’Oriente. “In mezzo a tanto dolore, di cui imploro la fine, ogni giorno vediamo cristiani che percorrono la via della croce seguendo con mitezza le orme di Gesù, unendosi a Lui, che con la sua croce ci ha riconciliati, eliminando in sé stesso l’inimicizia”.
Un’opera di misericordia “che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo: sopportare pazientemente le persone moleste”. “Nella Bibbia vediamo che Dio stesso deve usare misericordia per sopportare le lamentele del suo popolo”. E “Gesù: quanta pazienza ha dovuto avere nei tre anni della sua vita pubblica!”.
In un videomessaggio ai vescovi degli Stati Uniti, Francesco parla del quinto Encuentro pastorale nazionale Ispanico. “La nostra grande sfida è creare una cultura dell’incontro, che incoraggi gli individui e i gruppi a condividere la ricchezza delle loro tradizioni ed esperienze”.
Messaggio alla COP22, in corso a Marrakesh dal 7 al 18 novembre. “Possiamo e dobbiamo veicolare la nostra intelligenza per indirizzare la tecnologia, nonché coltivare e anche limitare il nostro potere, e metterli al servizio di un altro tipo di progresso, più sano, più umano, più sociale e più integrale”. “Lo stile di vita basato sulla cultura dello scarto è insostenibile e non deve avere spazio nei nostri modelli di sviluppo e di educazione”.
“Il Signore cerca di svegliarli, di aiutarli a convertirsi. Ma il Signore sta anche “in un’altra maniera: sta per invitarci: ‘Ecco, sto alla porta e busso’”. “L’importanza dell’essere capaci di “sentire quando il Signore bussa alla nostra porta”, “perché vuole darci qualcosa di buono, vuole entrare da noi”.
La celebrazione del Giubileo delle persone socialmente escluse nel giorno in cui nel mondo si chiudono le porte sante. “Chi segue Gesù non presta ascolto ai profeti di sventura, alle vanità degli oroscopi, alle prediche e predizioni che ingenerano paure, distraendo da ciò che conta”.
Ultima udienza giubilare del sabato, alla vigilia della chiusura di tutte le porte sante, esclusa san Pietro. Nessuno è escluso dall’amore e dalla misericordia di Gesù, “neppure il più grande peccatore. Nessuno”. Ieri per l’ultimo “Venerdì della misericordia” ha incontrato sette famiglie formate da giovani che hanno lasciato il sacerdozio.
Francesco ha ricevuto i partecipanti al Giubileo delle persone socialmente escluse. “Povero sì, schiavo no! La povertà è nel cuore del Vangelo, per essere vissuta. La schiavitù non è nel Vangelo per essere vissuta, ma per essere liberata!". “Abbiamo bisogno di pace nel mondo! Abbiamo bisogno di pace nella Chiesa; tutte le Chiese hanno bisogno di pace; tutte le religioni hanno bisogno di crescere nella pace".
“L’unica maniera di amare come ha amato Gesù è uscire continuamente dal proprio egoismo e andare al servizio degli altri”. E questo perché l’amore cristiano “è un amore concreto, perché è concreta la presenza di Dio in Gesù Cristo”.
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