Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Tutte le divergenze teologiche ed ecclesiologiche che ancora dividono i cristiani saranno superate soltanto camminando insieme, cioè quando “ci incontriamo come fratelli, preghiamo insieme, collaboriamo insieme nell’annuncio del Vangelo e nel servizio agli ultimi”.
Non si debbono cercare “cose nuove, rivelazioni, messaggi… Dio ha parlato in Gesù Cristo: questa è l’ultima Parola di Dio”. E mentre aspettiamo che venga la pienezza del regno di Dio dobbiamo “custodire” la speranza. “Il regno di Dio diviene forte nella speranza. Domandiamo a noi stessi: ‘Io ho speranza? O vado avanti, vado avanti come posso e non so discernere il buono dal male, il grano dalla zizzania”.
Prime reazioni sul 45mo presidente degli Stati Uniti. L'amicizia fra Trump e Putin. Turchia, Egitto e Arabia Saudita vogliono rilanciare i vecchi legami. Timori da Teheran per l’accordo nucleare. In Cina si discute delle “incertezze” che emergono dopo il voto. Putin apre a nuove relazioni. Dal card. Parolin l’invito a lavorare per la pace in una “situazione mondiale di grave lacerazione”.
All’udienza generale Francesco parla della visita a malati e carcerati. “Proprio nella malattia si fa esperienza più profonda della solitudine che attraversa gran parte della vita”. “Qualunque cosa un carcerato possa aver fatto, egli rimane pur sempre amato da Dio. Chi può entrare nell’intimo della sua coscienza per capire che cosa prova? Chi può comprenderne il dolore e il rimorso? È troppo facile lavarsi le mani affermando che ha sbagliato”.
Tutte le borse sono in discesa, con Mumbai che perde fino al 6%. Sale il valore dell’oro come bene di rifugio. Le futures del Dow Jones perdono il 4%. Sorprese a Shenzhen. Trump dichiarato 45mo presidente degli Stati Uniti.
Sono molti gli ostacoli che impediscono di servire il Signore con libertà. “Uno è la voglia di potere”, ma “Gesù ci ha insegnato che colui che comanda diventi come colui che serve. O, se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti”. L’altro ostacolo, presente “anche nella vita della Chiesa”, è “la slealtà”. Questo avviene “quando qualcuno vuol servire il Signore, ma anche serve altre cose che non sono il Signore”. “Il Signore ci ha detto che nessun servo può avere due padroni”.
In gioco rapporti economici, alleanze militari e interessi strategici. La Clinton vista come naturale prosecuzione delle politiche di Obama. Trump è giudicato un candidato “imprevedibile”, che però piace a Cina e Corea del Nord. Secondo un sondaggio in Medio oriente la metà degli interpellati non voterebbe alcun candidato. Ma le scelte di Washington continueranno a condizionare la regione.
Il riferimento è all’ordinazione illecita (e “privata”) di p. Dong Guanhua nell’Hebei, subito condannata dalla Chiesa sotterranea. C’è chi riversa sui cattolici non ufficiali la responsabilità e chi pensa che il sacerdote auto-ordinatosi sia una spia del governo che vuole dividere la Chiesa.
Lo ricorderà a istituti di ricerca, responsabili politici ed economici la 31ma conferenza internazionale promossa dal Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, che avrà per tema “Per una Cultura della Salute accogliente e solidale a servizio delle Persone affette da patologie rare e neglette”.
I fedeli della Chiesa sotterranea sono frustrati dalla “dimenticanza” della Santa Sede verso di loro. Da circa 20 anni, non si fanno vescovi sotterranei, ma solo amministratori apostolici. Agli occhi dei fedeli questa decisione rappresenta una specie di condanna a morte delle loro comunità. “Carezze”, incontri e foto-ricordo col papa per gli ufficiali; nessun incontro, né benedizione per sacerdoti e vescovi sotterranei. La questione dell’iscrizione all’Associazione patriottica. Un vescovo ufficiale: “Siamo tutti delle marionette. Facciamo solo quello che ci dicono di fare”. Una doppia sconfitta: per il Vaticano e per la Cina.
Papa Francesco rivolge un appello alle autorità civili di tutto il mondo per un miglioramento delle condizioni carcerarie, una giustizia “non solo punitiva”, ma tesa al reinserimento del reo nella società. Senza il riferimento “al Paradiso e alla vita eterna, il cristianesimo si ridurrebbe a un’etica, a una filosofia di vita”. I 38 martiri del regime comunista ateo in Albania beatificati ieri. L’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sul clima “per porre l’economia al servizio delle persone e per costruire la pace e la giustizia”.
Alla celebrazione del Giubileo dei carcerati, insieme a detenuti, familiari, personale penitenziario, associazioni di sostegno, cappellani delle carceri, papa Francesco esorta alla speranza di “rinascere a una vita nuova”. “Dio spera! La sua misericordia non lo lascia tranquillo. È come quel Padre della parabola, che spera sempre nel ritorno del figlio che ha sbagliato”. Non vi è stato un appello per indulto o un’amnistia: “Il Giubileo, per sua stessa natura, porta con sé l’annuncio della liberazione. Non dipende da me poterla concedere”. I prigionieri "chiusi nei propri pregiudizi". La Madre e il Bambino che ha in mano una catena spezzata, “la catena della schiavitù e della prigionia”.
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