Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Nella messa celebrata prima di partire per Assisi, Francesco dice che le religioni, superate le loro divisioni, debbono pregare per la pace, nella comune convinzione che “Dio è pace”. ”. “Ci spaventiamo” per “qualche atto di terrorismo” ma “questo non ha niente a che fare con quello che succede in quei Paesi, in quelle terre dove giorno e notte le bombe cadono e cadono” e “uccidono bambini, anziani, uomini, donne…”.
Francesco nella messa di stamattina ha ricordato i consigli di Gesù: “Siate figli della luce e non figli delle tenebre; custodite la luce che vi è stata data in dono il giorno del Battesimo”. In tutti noi c’è “un pezzetto di mafia”, “quello che si approfitta della fiducia del prossimo per tramare il male”.
Al termine della preghiera dell’Angelus, papa Francesco, invita a vivere l’incontro di Assisi del 20 settembre come “una Giornata di preghiera per la pace”. Nella vita occorre scegliere “tra due strade: tra onestà e disonestà, tra fedeltà e infedeltà, tra egoismo e altruismo, tra bene e male”. Il saluto ai partecipanti al Congresso eucaristico nazionale di Genova. La beatificazione di Elisabetta Sanna.
Francesco celebra la messa in Santa Marta alla presenza dei rappresentanti pontifici nel mondo, a Roma per il loro Giubileo. La loro “è una vita da zingari, per i continui spostamenti. Ma dovete ricordare tre modi di uscire: fisico, culturale e la preghiera. Non li dimenticate mai”.
Francesco ha ricevuto i partecipanti all’annuale corso di formazione promosso congiuntamente dalla Congregazione per i Vescovi e dalla Congregazione per le Chiese Orientali. La misericordia “riassunto di quanto Dio offre al mondo”.
“Abbiamo paura di accettare e portare alle ultime conseguenze la carne di Cristo. E’ più facile una pietà spiritualistica, una pietà delle sfumature; ma entrare nella logica della carne di Cristo, questo è difficile. E questa è la logica del dopodomani. Noi resusciteremo come è risorto Cristo, con la nostra carne”.
Per tre giorni 106 rappresentanti pontifici avranno conferenze di aggiornamento e momenti di spiritualità. Francesco li riceverà sabato, ma sono in programma altre occasioni di incontro col Papa. Il 18 novembre una giornata giubilare anche per i collaboratori delle nunziature.
Nell’attuale “crisi di una grande orfanezza”, “Noi cristiani abbiamo una Madre, la stessa di Gesù; abbiamo un Padre, lo stesso di Gesù. Non siamo orfani!”.
“Non è lo spirito di Gesù”, che invece “si rivolge agli umili, ai piccoli, ai poveri, ai bisognosi perché Lui stesso si è fatto piccolo e umile. Comprende i poveri e i sofferenti perché Lui stesso è povero e provato dai dolori”. Coloro che passano attraverso la Porta della Misericordia cercano Gesù, l’amicizia di Gesù. “Questo cammino esprime la conversione di ogni discepolo che si pone alla sequela di Gesù. E la conversione consiste sempre nello scoprire la misericordia del Signore”.
Francesco ha celebrato la Messa in suffragio per padre Jacques Hamel, ucciso il 26 luglio nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, e di tutta la comunità di Rouen. “Oggi nella Chiesa ci sono più martiri cristiani dei primi tempi. Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo”.
“Non solo vedere: guardare. Non solo sentire: ascoltare. Non solo incrociarsi: fermarsi. Non solo dire ‘peccato, povera gente’, ma lasciarsi prendere dalla compassione. E poi avvicinarsi, toccare e dire nella lingua che ad ognuno viene in quel momento, la lingua del cuore: ‘Non piangere’, e dare almeno una goccia di vita”.
L’elaborazione di un modello per le linee guida nella protezione di minori e lo stato di avanzamento dei programmi di formazione sono stati al centro dell’assemblea plenaria della Pontificia commissione per la protezione dei minori (PCPM) tenutasi in Vaticano dal 5 all’11 settembre.
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