Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
All’Angelus, papa Francesco mette in luce la necessità che nella Chiesa ci sia sempre il “fuoco” dello Spirito che “ci rende creativi e ci sprona a metterci in movimento per camminare anche su strade inesplorate o scomode, offrendo speranza a quanti incontriamo”. L’invito a prendere “cinque minuti e domandarci: Come va il mio cuore? È freddo, è tiepido o è capace di ricevere questo fuoco?”. Il grazie ai “numerosi sacerdoti e religiosi che, in tutto il mondo, si dedicano all’annuncio del Vangelo con grande amore e fedeltà, non di rado anche a costo della vita”. Il ricordo di san Massimiliano Kolbe.
Iniziato ieri, il raduno dura fino al 14 agosto. Sono presenti giovani da Hong Kong, Macao, Cina, Taiwan, Corea del Sud e Giappone. Dalla Cina, giovani da Guangdong, Hebei, Pechino. Educare i partecipanti a essere portatori di misericordia e pace nella società.
Le autorità cinesi vogliono che sia riconosciuta la legittimità del loro controllo assoluto. Fiducia in papa Francesco, “difensore della comunione e dell’unità della Chiesa”. Terza e ultima parte di una serie di commenti sugli articoli del card. Tong e del card Zen a proposito dei dialoghi fra la Cina e la Santa Sede.
All’udienza generale in aula Paolo VI, papa Francesco applica il miracolo per la vedova di Nain al cambiamento di ogni persona che passa attraverso la Porta santa. “Avviandoci alla Porta della Misericordia, ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Dio, di Gesù”. “Questa è la Porta dell’incontro tra il dolore dell’umanità e la compassione di Dio”. Dal cambiamento del “cuore” alle “mani” che compiono “opere di misericordia”. Porte sante “in entrata” e “in uscita”.
Fanno discutere in Cina e nel mondo gli articoli pubblicati nella scorsa settimana a firma del card. John Tong, sui dialoghi fra Cina e Santa Sede, e quello del card. Joseph Zen, che enuclea dubbi e difficoltà. AsiaNews ha chiesto un commento a molte sue fonti in Cina. Preoccupazioni verso vescovi "troppo politicizzati" e per l'ideologia "imperiale " e "oppressiva" del governo cinese. Prima parte di una serie di tre.
All’Angelus, papa Francesco fa pregare per “le vittime civili della guerra”. “È inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto”. “Tante ingiustizie, violenze e cattiverie quotidiane nascono dall’idea di comportarci come padroni della vita degli altri”.
Alla cerimonia di inizio, fischiato Michel Temer, presidente ad interim, per il suo ruolo nell’empeachement di Dilma Roussef. All’esterno manifestanti chiedevano “lavoro, sanità, educazione”. La prima volta della squadra dei rifugiati. Il doping e gli scandali di Russia, Cina e altri Paesi.
La crisi del Medio oriente nasce dal fatto che si è mescolato il Corano con gli hadith (i detti di Maometto). L’autore, un giovane musulmano siriano “né sunnita, né sciita”, segue il movimento dei Coranisti, che rigetta le Hadith (i detti del profeta), pieni di violenza e legati non strettamente al messaggio religioso del Corano. Tutti i coranisti sono esuli all’estero perché la società sunnita li reputa “miscredenti”. Un islam variegato che si apre all’ecumenismo: Non ci può essere costrizione nella religione.
In visita alla Porziuncola, per l’VIII centenario del “Perdono di Assisi”, papa Francesco spiega che il perdono va dato agli altri perché noi siamo stati perdonati. Dire “Me la pagherai!” non è cristiano. E fuori programma, si avvia verso un confessionale per offrire il sacramento della riconciliazione.
Il vescovo emerito di Hong Kong mette in luce le ambiguità che si trascinano nei dialoghi e nelle aspettative dei rapporti diplomatici fra Cina e Vaticano: l’appartenenza all’Associazione patriottica, che Benedetto XVI definiva “incompatibile” con la dottrina cattolica (e che Francesco ha confermato); i silenzi verso la persecuzione subita da fedeli e sacerdoti; le ambiguità sulle nomine dei vescovi. Una critica al ritorno in auge della Ostpolitik vaticana.
Alla ripresa delle udienze del mercoledì, papa Francesco ripensa al suo recente viaggio in Polonia. La fraternità dei giovani è “segno di speranza”. “Bandiere di nazioni in conflitto sventolano vicine”. La Polonia dice all’Europa che “non può esserci futuro per il continente senza i suoi valori fondanti”, fra cui vi è la misericordia, testimoniata da Giovanni Paolo II e s. Faustina Kowalska. L’abisso di male ad Auschwitz e il male di oggi “si assomigliano”. L’augurio al popolo brasiliano per le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Domani il pontefice si recherà alla Porziuncola (Assisi).
La condivisione e la preghiera fra cristiani e musulmani è la via per sconfiggere la violenza e il nichilismo delle frange fondamentaliste. Gli integralisti sono musulmani? Essi compiono tutto ciò che non è islamico: uccidere vecchi, bambini, distruggere luoghi di culto. Eppure si fregiano di frasi del Corano e dell’aura di giustizieri, sfruttando una lettura letteralista del Corano. Per i musulmani è tempo di lanciare un’interpretazione teologica del libro sacro. Da Paolo Nicelli, missionario Pime docente ed esperto di islam.
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