Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La radice del “cancro” terrorista nell’islam è da ricercare nell’insegnamento wahhabita, sostenuto dall’Arabia saudita. Il rifiuto dell’integrismo deve avvenire a tre livelli: affermare la fraternità fra tutti, senza assorbire le divisioni dell’odio; proibire espressioni pubbliche dell’islam integrista, che si contrappone alla cultura ospitante; tagliare i rapporti commerciali e diplomatici con gli Stati che sostengono il fondamentalismo (Arabia saudita e Iran). La denuncia del filosofo francese-arabo Abdennour Bidar, seguace dell’islam sufi, dopo i massacri di Nizza e l’uccisione di p. Jacques Hamel.
Luca ha 32 anni, viene dal Molise ed ha seguito la Giornata mondiale della Gioventù di Cracovia mentre frequenta l’ultimo anno di seminario. La chiamata del Signore “è arrivata mentre ero a Madrid, alla Gmg del 2010, in tenda con la mia ragazza. Non ho potuto ignorarla, e spero di arrivare a Panama per la mia ultima Giornata in veste da sacerdote”. I centri vocazionali a Cracovia “avamposto” del discernimento: “La Chiesa deve impegnarsi di più nell’aiutare i giovani in ricerca. È vero che esistono sacerdoti frustrati, ma sono molti di più i giovani che non capiscono da dove viene la loro inquietudine”.
I giovani che sono partiti per la Polonia hanno avuto difficoltà ad ottenere il visto. Ma nei prossimi giorni torneranno in Pakistan e possono essere di esempio per tutti i cattolici. Il sacerdote invita i vertici ecclesiastici a preparare in anticipo la prossima Giornata mondiale della gioventù.
Francesco è partito da Cracovia. Ultimo appuntamento con i 20mila volontari della 31ma Giornata mondiale della gioventù. I giovani “speranza del futuro” a condizione che abbiano memoria del passato e abbiano coraggio.
Più di un milione di giovani alla messa conclusiva della Gmg di Cracovia. La prossima, nel 2019 sarà a Panama. La Gmg ““comincia oggi e continua domani, a casa, perché è lì che Gesù vuole incontrarti d’ora in poi. Il Signore non vuole restare soltanto in questa bella città o nei ricordi cari, ma desidera venire a casa tua, abitare la tua vita di ogni giorno: lo studio e i primi anni di lavoro, le amicizie e gli affetti, i progetti e i sogni”.
Alla Veglia di Cracovia, vissuta da un milione di giovani, papa Francesco invita a rispondere di persona all’appello di Gesù per trasformare il mondo. Superare la paura e la paralisi conseguente, non essere “imbambolati” e “intontiti” dal consumismo, dalla felicità comoda come un divano. Gli adulti hanno bisogno del coraggio e del rischio dei giovani. Toccanti testimonianze di una ragazza polacca, una siriana di Aleppo, un giovane paraguayano ex tossicodipendente.
Nella spianata di Brzegi Wieliczka iniziano ad arrivare giovani pellegrini da tutto il mondo. Questa sera veglieranno con papa Francesco e adoreranno il Santissimo Sacramento. Fra le testimonianze previste, quelle di un giovane siriano di Aleppo e quella di un ex tossicodipendente.
Francesco celebra messa nel santuario dedicato a san Giovanni Paolo II. “Gesù manda. Lui desidera, fin dall’inizio, che la Chiesa sia in uscita, vada nel mondo. E vuole che lo faccia così come Lui stesso ha fatto, come Lui è stato mandato nel mondo dal Padre: non da potente, ma nella condizione di servo”. “Gesù cerca cuori aperti e teneri verso i deboli, mai duri; cuori docili e trasparenti, che non dissimulano di fronte a chi ha il compito nella Chiesa di orientare il cammino”.
“Dov’è Dio, se nel mondo c’è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre?”. “Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita”. “Quanto vorrei che, come cristiani, fossimo capaci di stare accanto ai malati alla maniera di Gesù, con il silenzio, con una carezza, con la preghiera”. L’abbraccio ai “nostri fratelli siriani, fuggiti dalla guerra”.
In una giornata che appare dedicata al dolore Francesco ha visitato Auschwitz e Birkenau e nel pomeriggio andrà in un ospedale pediatrico, prima della Via Crucis di questa sera. In silenziosa preghiera nella cella di san Massimiliano Kolbe. L’incontro con alcuni sopravvissuti e 12 “giusti tra le nazioni”.
Francesco alla “cerimonia di accoglienza” della Giornata mondiale della gioventù. La Chiesa “vuole imparare dai giovani per rinnovare la sua fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane”.
Francesco a Jasna Gora per celebrare i 1050 anni del “Battesimo” della Polonia. “Essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano, ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque; donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino”.
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