Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Francesco celebra la Messa “in coena Domini” in un Centro per richiedenti asilo. “Anche oggi qui ci sono due gesti: questo, tutti noi, insieme, musulmani, indi, cattolici, copti, evangelici, fratelli, figli dello stesso Dio, che vogliamo vivere in pace”. “Tre giorni fa un gesto di guerra, di distruzione, in una città dell’Europa, da gente che non vuole vivere in pace”. Ma dietro quel gesto “ci sono i fabbricatori, i trafficanti delle armi che vogliono il sangue non la pace”.
La febbre islamista si diffonde dappertutto, sempre con il carattere salafita. La lotta al terrorismo rischia di essere farisaica, se non condanna i Paesi che sostengono e finanziano il wahhabismo, cioè Arabia saudita, Qatar e Turchia. L’integrazione va fatta con regole precise. L’esempio di Austria e Svezia: no a finanziamenti di moschee dall’estero; predicazione solo nella lingua del luogo; diploma di imam attraverso scuola europea. Francia e Belgio, Stati laici, penalizzano i cattolici e favoriscono i musulmani in cambio di voti o di contratti economici.
Celebrando la messa crismale Francesco invita a portare ovunque la “Misericordia del nostro Dio”. E’ compito di ogni cristiano e, nei sacerdoti, mandato a incarnarla in modo da farla giungere nella esperienza di vita di ognuno, in particolare degli “scartati e oppressi”. “Siamo oppressi, ma non da minacce e spintoni, come tanta povera gente, ma dal fascino di mille proposte di consumo che non possiamo scrollarci di dosso”.
Lo sostiene un sondaggio di WIN/Gallup International. Il pontefice è rispettato non soltanto dai cristiani, ma dagli esponenti di tutte le religioni: anche atei e agnostici sono “per la maggior parte” colpiti dalla sua figura. Le Filippine sono la nazione più entusiasta: il 93% degli intervistati vede il papa “con molto favore”.
Appello di Francesco che chiede di di “perseverare nella preghiera e nel chiedere al Signore in questa settimana santa di confortare i cuori afflitti e di convertire i cuori di queste persone accecate dal fondamentalismo crudele”. Nel Triduo pasquale “tutto parla di misericordia”, dell’amore di Dio che “non ha limiti”, è “fino alla fine”.
Messaggio di Francesco. Per Al- Azhar “questi crimini efferati violano gli insegnamenti di tolleranza dell'Islam”. Esplosioni all’aeroporto e nella metro hanno provocato 34 morti e quasi 200 feriti. La testimonianza di un libanese: “Per 20 minuti siamo rimasti fuori, senza sapere cosa fare… Non c’era niente, né polizia, né ambulanze”.
All’inizio dei riti della Settimana Santa, papa Francesco esorta a guardare al Crocifisso, la “cattedra di Dio”, dove il Figlio di Dio “«svuotò» e «umiliò» sé stesso" e insieme ci spinge a “imparare l’amore umile, che salva e dà la vita, per rinunciare all’egoismo, alla ricerca del potere e della fama”. Il ricordo dei “tanti emarginati, tanti profughi” lasciati morire nell’indifferenza. Decine di migliaia di giovani in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù a Cracovia nel prossimo luglio.
Incontrando 10mila appartenenti al Cammino neocatecumenale Francesco parla di unità, gloria e mondo. La centralità della comunione nella Chiesa , che esprime la sua fecondità “attraverso il ministero e la guida dei Pastori”. La gloria è quella che “si rivela sulla croce: è l’amore, che lì risplende e si diffonde”. “Dio non è attirato dalla mondanità, anzi, la detesta; ma ama il mondo che ha creato, e ama i suoi figli nel mondo così come sono, là dove vivono, anche se sono ‘lontani’”.
C’è un “filo di speranza” che comincia con la promessa di Dio ad Abramo e finisce con Gesù. E una virtù che “scorre sotto l’acqua della vita, ma che ci sostiene per non annegare nelle tante difficoltà, per non perdere quel desiderio di trovare Dio, di trovare quel volto meraviglioso che tutti vedremo un giorno”.
“Anche noi possiamo vivere a volte una sorta di esilio, quando la solitudine, la sofferenza, la morte ci fanno pensare di essere stati abbandonati da Dio, ma “Dio non è assente” neppure nelle situazioni più drammatiche. “Dio è vicino, e fa opere grandi di salvezza per chi confida in Lui”.
L’arcivescovo della metropoli al tempo della missione della nuova santa, mons. Henry Sebastian D’Souza, racconta ad AsiaNews gli ultimi giorni della Madre e la sua eredità per l’India e per il mondo: “La bellezza della vita e della missione di Madre Teresa sta nel fatto che è stata in grado di trascendere le barriere di razza, lingua, cultura, status sociale… Qualunque barriera. Era l’immagine di Gesù, la Sua faccia nel mondo”.
La decisione di Francesco nel Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione di beati di oggi. La vita della “piccola suora” dedicata ai più poveri tra i poveri. Dalla capanna nella periferia di Calcutta al Nobel per la pace alla diffusione mondiale della Missionarie della carità.
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