Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La santa di Calcutta è un’icona del Giubileo. Una spinta a rendere effettivo l’impegno nelle opere di misericordia corporali e spirituali. Il papa applaudito, ma non capito. Per Madre Teresa, come per Francesco, la Chiesa “non è una ong”. La Madre è anche un esempio di come mettere insieme contemplazione e azione, sacramento e missione, testimonianza e impegno nel mondo, correggendo le sfasature tradizionalistiche e chiuse e quelle liberali senza identità.
“Quando noi oggi, guardiamo tante valli oscure, tante disgrazie, tanta gente che muore di fame, di guerra, tanti bambini disabili”, viene da chiedersi “dove sta il Signore?”. “Non so: è un mistero, per me. Soltanto, mi dà qualcosa di luce – non alla mente, all’anima – Gesù al Getsemani: ‘Padre, questo calice, no. Ma si faccia la Tua volontà’. Si affida alla volontà del Padre”.
Copie del vangelo di san Luca sono state distribuite a tutti i presenti in modo gratuito. Imparare a memoria le opere di misericordia così “è più facile farle”. La donna adultera di fronte a Gesù: “la miseria e la misericordia, una di fronte all’altra”, come per noi quando andiamo al confessionale. “Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Ci vuole liberare” per renderci “creature nuove”.
All’udienza giubilare Francesco dice che “Lavando i piedi agli apostoli, Gesù ha voluto rivelare il modo di agire di Dio nei nostri confronti, e dare l’esempio del suo «comandamento nuovo» di amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amato”. Ai partecipanti a un corso della Rota romana, “la verifica della validità o meno del matrimonio rappresenta un’importante possibilità; e queste persone vanno aiutate a percorrere il più agevolmente possibile questa strada".
Vocazione adulta, ha lavorato come ispettore delle poste prima di entrare in seminario. Come missionario delle Missioni estere di Parigi ha lavorato anche in Cina. Durante la sua guida nell’istituto sono cresciute le vocazioni missionarie. Continuare a spingere alla missione in Asia fa bene anche alle Chiese di origine.
I dati dell’Annuario Pontificio 2016 e dall’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2014 mostrano che i cattolici sono il 17,8% della popolazione mondiale. I battezzati in Africa sono cresciuti del 40%, in Asia del 20%, nelle Americhe dell’11% , ma solo del 2% in Europa. Aumenta il numero di vescovi e sacerdoti, ma questi ultimi dopo una progressiva crescita fino al 2011, essi hanno registrato negli ultimi anni una lenta decrescita, tuttora in corso. I diaconi permanenti il gruppo “più forte in evoluzione”.
Prima della preghiera mariana dell’Angelus, Francesco commenta la parabola del figliol prodigo: “Come il padre del Vangelo, anche Dio continua a considerarci suoi figli quando ci siamo smarriti, e ci viene incontro con tenerezza quando ritorniamo a Lui. Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non scalfiscono la fedeltà del suo amore”. Subito dopo, un ricordo per le quattro Missionarie della Carità uccise nello Yemen e un appello per mantenere i corridoi umanitari per i profughi. Oggi iniziano gli esercizi spirituali del papa e della Curia romana.
Francesco ha celebrato una liturgia penitenziale durante la quale si è confessato e ha confessato alcuni fedeli. “Quanto è facile e sbagliato credere che la vita dipenda da quello che si ha, dal successo o dall’ammirazione che si riceve; che l’economia sia fatta solo di profitto e di consumo; che le proprie voglie individuali debbano prevalere sulla responsabilità sociale! Guardando solo al nostro io, diventiamo ciechi, spenti e ripiegati su noi stessi, privi di gioia e privi di libertà”.
Serve una preparazione “accurata e aggiornata”. Se non si può dare l’assoluzione, “prima di tutto cercare se c’è una strada: tante volte si trova. Secondo: non legarsi soltanto al linguaggio parlato, ma anche al linguaggio dei gesti”. “E terzo: se non può dare l’assoluzione, parlare come padre: ‘Ma senti, tu, per questo io non posso, ma posso assicurarti che Dio ti ama, che Dio ti aspetta!”.
Incontrando la Pontificia accademia per la vita, Francesco ammonisce che oggi ci sono conoscenze scientifiche e strumenti tecnici in grado di offrire sostegno alla vita umana e ci sono molte istituzioni “impegnate nel servizio alla vita” ma “ci sono anche tante strutture preoccupate più dell’interesse economico che del bene comune” e che “hanno paura della realtà come Dio l'ha creata".
Cinque poeti hanno recitato i loro versi raccolti nel libro “Davanti agli occhi c’è un ponte”. I proventi offerti alla campagna “Adotta un cristiano di Mosul”. P. Samir Youssef, che cura 3500 famiglie di rifugiati, racconta la solitudine e la speranza di cristiani e yazidi fuggiti davanti alla persecuzione dello Stato islamico.
Il Signore è un padre che non rifiuta neppure i “figli degeneri”. “Quando uno è ammalato va dal medico; quando uno si sente peccatore va dal Signore. Ma se invece di andare dal medico, va dallo stregone non guarisce”. Quando c’è “rifiuto di Dio”, l’esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato. “Tuttavia, anche questo momento doloroso è in vista della salvezza”. “È necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia”.
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