Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La “guerra mortale contro il cristianesimo” è giunta quasi al termine, poiché i sogni di Nietzsche stanno influenzando e orientando i governi dei paesi cristiani (cioè occidentali) e l’Onu. L’Occidente, con profonde radici cristiane, che si ritiene libero, laico, democratico, istruito, evoluto, popolare, è incamminato, senza forse averne coscienza, sulla via che conduce al nichilismo, alla distruzione della natura umana e alla morte
“Nel Padre Nostro preghiamo: ‘Perdona i nostri debiti come noi perdoniamo ai nostri debitori”. E’ un’equazione, vanno insieme. Se tu non sei capace di perdonare, come potrà Dio perdonarti? Lui ti vuole perdonare, ma non potrà se tu hai il cuore chiuso, e la misericordia non può entrare”.
L’incontro è avvenuto a 10mila km di distanza da Mosca, forse per evitare le contestazioni dei tradizionalisti. Kirill accusato di essere “nikodimico”, troppo ecumenico. Un “Appello alla gioventù ortodossa” accusa la “svendita" dell’ortodossia al Papa di Roma. Altri dicono che papa Francesco si sta per “convertire” all’ortodossia russa. È urgente l’informazione e l’educazione.
“Ci farà bene, prendere un po’ di tempo – oggi, domani – leggere le Beatitudini, leggere Matteo 25, e stare attenti a cosa succede nel nostro cuore: se c’è qualcosa di sdegno e chiedere la grazia al Signore di capire che l’unica via della salvezza è la ‘pazzia della Croce’, cioè l’annientamento del Figlio di Dio, del farsi piccolo.
All’Angelus Francesco chiede negoziati che per permettano di distribuire equamente il peso che stanno affrontando i Paesi “in prima linea” nel soccorso ai migranti. “Dio non permette le tragedie per punire le colpe”, non “castiga” per qualche colpa grave e le vittime delle tragedie non sono peggiori degli altri.
Al centro di ogni impresa vi sia l’uomo: “non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze e le sue fatiche”, facendo in modo che “il lavoro crei altro lavoro, la responsabilità crei altra responsabilità, la speranza crei altra speranza, soprattutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno più che mai bisogno”.
La Deus Caritas est di Benedetto XVI “indica la prospettiva sempre attuale per il cammino della Chiesa”. “Come vorrei che ognuno nella Chiesa, ogni istituzione, ogni attività riveli che Dio ama l’uomo! La missione che i nostri organismi di carità svolgono è importante, perché avvicinano tante persone povere ad una vita più dignitosa, più umana, cosa quanto mai necessaria; ma questa missione è importantissima perché, non a parole, ma con l’amore concreto può far sentire ogni uomo amato dal Padre”.
Commentando la parabola dell’uomo ricco, Francesco evidenzia che il Vangelo non ne riporta il nome. “Questo è ricco, questo è potente, questo può fare tutto, questo è un prete di carriera, un vescovo di carriera… Quante volte noi… ci viene di nominare la gente con aggettivi, non con nomi, perché non hanno sostanza”.
Monito di Francesco ai “potenti che per avere più soldi sfruttano i poveri, la gente; è la storia della tratta delle persone, del lavoro schiavo, della povera gente che lavora in nero con il minimo, è la storia dei politici corrotti che vogliono sempre più e più e più”. E “sarebbe bello” se “i potenti sfruttatori di oggi” si pentissero e chiedessero perdono. Gesù dice “chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo”.
Durante la Quaresima, un appello ai nostri lettori per un aiuto ad AsiaNews. Al servizio dei popoli e delle Chiese perseguitate dell’Asia.
Dio dice: “Soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”. “Questa è la vita cristiana. Invece il solo dire ci porta alla vanità, a quel fare finta di essere cristiano. Ma no, non si è cristiani così”.
Nel rapporto 2015 del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) stupisce l’incremento di importazioni di armi in Vietnam (699%), in Arabia saudita (275%) e in Qatar (279%). La Cina conquista il terzo posto come esportatore, dopo Stati Uniti e Russia, aumentando dell’88% le sue esportazioni, anche in Africa. Cinque Paesi dell’Europa occidentale (Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Italia) garantiscono il 21% delle esportazioni di armi al mondo.
Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.
Iscrivitialla newsletter