Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Il papa celebra la messa della prima domenica di Quaresima a Ecatepec, la “grande periferia” di Città del Messico. Davanti a centinaia di migliaia di persone, Francesco sottolinea l’importanza del tempo quaresimale come “momento prediletto” per ricacciare le tentazioni del demonio.
Celebrando la messa nel santuario mariano di Guadalupe, il più grande del mondo, Francesco ricorda la “scelta preferenziale” della Vergine, che appare al piccolo Juan “non contro qualcuno, ma per tutti”. Basta camminare per le strade del quartiere “per essere Suoi messaggeri, innalzando santuari”.
I capi di due tradizioni religiose ieratiche, si sono abbracciati in un ambiente spoglio e “sovietico”, sterilizzato e senza popolo, alla sola presenza di dignitari, politici e giornalisti. Molto ricche le proposte della Dichiarazione comune, che traccia un impegno missionario che potrà andare avanti per secoli. L’eco di Putin sulla questione siriana; la “vittoria” di Kirill sull’uniatismo e l’Ucraina. La verifica dell’accordo nell’impegno verso il mondo reale.
Atmosfera distesa e fraterna nel primo incontro dopo secoli fra il papa e il patriarca di Mosca. Due ore di colloquio in privato, poi la firma della Dichiarazione comune. Un grazie a Raul Castro: “Se continua così Cuba sarà la capitale dell’unità”. Un impegno per difendere i cristiani nel mondo e sostenere “le fondamenta della morale, della famiglia e della persona”.
Nella Dichiarazione comune firmata a l’Avana, il papa e il patriarca di Mosca sottolineano i “mali” del mondo e la necessità per i cristiani di dare testimonianza comune. Il matrimonio naturale, composto da uomo e donna; il diritto alla vita; la necessità del dialogo interreligioso; lo scandalo della divisione. Un appello per la fine della persecuzione religiosa, per la pace in Ucraina e per l’unità “fatta di gesti concreti”. Il testo completo della Dichiarazione.
Una lettera di mons. Fisichella non li elenca tra i peccati “riservati alla Santa Sede” che i Missionari possono assolvere. Il problema riguarda i vescovi ordinati in Cina e nella comunità lefebvriana “senza il mandato papale”.
La raccolta destinata al mantenimento dei santuari nel Luoghi Santi, ma anche al sostegno ad attività educative, realizzazione di alloggi per giovani famiglie, interventi di aiuto per i profughi siriani e iracheni.
Francesco nel Mercoledì delle ceneri sottolinea che in questo tempo liturgico Dio invita a “lasciarci riconciliare” da Lui e a “tornare” a Lui “con tutto il cuore”. Al termine della celebrazione il Papa ha affidato il “mandato” ai Missionari della misericordia: “, possiate aiutare ad aprire le porte dei cuori, a superare la vergogna e a non fuggire dalla luce”.
“Preghiamo, perché in questo giubileo il Signore tolga dal cuore di tutti noi questa voglia di avere di più”. “Ognuno nel suo cuore pensi se ha troppe cose. Ma perché non lasciare a quelli che non hanno niente?”. Per l’usura “tante volte, nella disperazione quanti uomini finiscono nel suicidio”.
“Siamo chiamati ad essere espressione viva della Chiesa che come madre accoglie chiunque si accosta a lei”. “Essere confessore secondo il cuore di Cristo equivale a coprire il peccatore con la coperta della misericordia, perché non si vergogni più e possa recuperare la gioia della sua dignità filiale”. “Si può fare tanto male a un’anima se non viene accolta come da un padre, come da una madre Chiesa”.
“Il perdono è un seme, è una carezza di Dio”. Quando una persona si avvicina al confessionale: “è perché sente qualcosa che gli pesa, che vuole togliersi”, forse non sa come dirlo, ma “lo dice con il gesto di avvicinarsi”. “Non è necessario fare delle domande”.
A essi Francesco domani concederà la facoltà di perdonare chi ruba ostie consacrate, usa violenza contro il papa, assolve il complice, ordina illecitamente un vescovo, tenta di ordinare sacerdote una donna, viola il segreto del conclave, e anche chi è complice di un aborto o commette atti di pedofilia.
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