Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Messaggio di Francesco per le giornate che saranno celebrate dal 23 al 25 aprile e avranno il titolo “Crescere misericordiosi come il Padre”. “Crescere misericordiosi significa imparare a essere coraggiosi nell’amore concreto e disinteressato, significa diventare grandi tanto nel fisico, quanto nell’intimo”. Gesù “ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi testimoni. Scommettete sui grandi ideali, sulle cose grandi”.
All’udienza generale Francesco ha cominciato un ciclo di catechesi sulla misericordia secondo la prospettiva biblica. Il termine misericordioso “evoca un atteggiamento di tenerezza come quello di una madre nei confronti del figlio”. Invito a pregare per le vittime dell’attentato di Istanbul, per le vittime e perché si convertano i cuori dei violenti.
“Con quanta facilità noi giudichiamo le persone, con quanta facilità non abbiamo il rispetto di dire: ‘Ma cosa avrà nel suo cuore? Non lo so, ma io non dico nulla…’”. Quando “manca la pietà nel cuore, sempre si pensa male” e non si comprende chi invece prega “col dolore e con l’angoscia” e “affida quel dolore e angoscia al Signore”.
In un libro-intervista uscito oggi, Francesco appare ribadire o spiegare alcune idee che gli sono particolarmente care, come la Chiesa “ospedale da campo” che “riscalda i cuori delle persone con la vicinanza e la prossimità”. La corruzione “il peccato elevato a sistema e divenuto abito mentale, modo di vivere”.
Il discorso di Francesco al corpo diplomatico. “Solo una forma ideologica e deviata di religione” può giustificare violenza in nome di Dio. Positivo l’accordo per il nucleare iraniano, preoccupante la bomba nordcoreana. La famiglia “minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita”
Francesco ha battezzato 26 neonati. “Voi avete chiesto la fede. La Chiesa quando vi consegnerà la candela accesa, vi dirà di custodire la fede in questi bambini. E alla fine non dimenticatevi che la più grande eredità che voi potrete dare ai vostri bambini è la fede; cercare che non venga persa, farla crescere e lasciarla come eredità”.
“Lo Spirito Santo, ricevuto per la prima volta nel giorno del nostro Battesimo, ci apre il cuore alla Verità, a tutta la Verità. Lo Spirito spinge la nostra vita sul sentiero impegnativo ma gioioso della carità e della solidarietà verso i nostri fratelli. Lo Spirito ci dona la tenerezza del perdono divino e ci pervade con la forza invincibile della misericordia del Padre”.
Dio ama sempre e ama per primo, non importa quanto siamo peccatori. “Lui ti aspetta, così come tu sei, non come ti dicono ‘che si deve fare’”. “Quest’Anno della Misericordia un po’ è anche questo: che noi sappiamo che il Signore ci sta aspettando, ognuno di noi”.
“Il servizio al prossimo, al fratello, alla sorella che ha bisogno”, “anche, di un consiglio”, “questi sono i segni che andiamo sulla strada del buono spirito, cioè sulla strada del Verbo di Dio che si è fatto carne”. La mondanità è proprio “lo spirito che ci allontana dallo Spirito di Dio che ci fa rimanere nel Signore”.
Nella celebrazione della messa per l’Epifania, papa Francesco ribadisce la natura missionaria – non proselitista - della Chiesa. La Chiesa vive del “mysterium lunae”: essa riflette la luce da Dio, “non può illudersi di brillare di luce propria”. “Come i Magi tante persone, anche ai nostri giorni, vivono con il “cuore inquieto” che continua a domandare”. Davanti al bambino e a sua Madre, “presentiamogli i nostri doni: la nostra libertà, la nostra intelligenza, il nostro amore”.
All’Angelus dell’Epifania, papa Francesco esorta a seguire l’esempio dei Magi, “a non accontentarci della mediocrità, a non ‘vivacchiare’, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita”. Per noi “la stella [ che guida a Cristo] è il Vangelo”: “Senza l’ascolto del Vangelo, non è possibile incontrarlo!”. La “vicinanza spirituale” alle comunità ortodosse e cattoliche che domani festeggiano il Natale.
All’Angelus papa Francesco ribadisce che per “conoscere Gesù” occorre “tutti i giorni leggere un brano, un passo del vangelo per spalancare il nostro cuore a Gesù e farlo conoscere meglio agli altri”. Il mistero del male ci porta a chiudere “la porta in faccia al Figlio di Dio” e a far entrare nella nostra vita il male, “accovacciato davanti alla nostra porta”. Affidarsi a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra che contempliamo nel presepio.
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