Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
La Conferenza di Parigi raggiunga “un Accordo globale e trasformativo che abbia un chiaro orientamento etico, che trasmetta forti segnali per tutti gli attori coinvolti e che adotti una visione di lungo periodo consistente” con il conseguimento di tre obiettivi: “alleviare gli impatti del cambiamento climatico, combattere la povertà, far fiorire la dignità dell’essere umano”.
Francesco in visita alla moschea di Kaudoukou esorta a dire “no all’odio, no alla vendetta, no alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace, Dio salam”. Nella messa allo stadio chiede di portare avanti l’opera dei missionari, con lo sguardo all’“altra riva”. “Ogni battezzato deve continuamente rompere con quello che c’è ancora in lui dell’uomo vecchio, dell’uomo peccatore, sempre pronto a risvegliarsi al richiamo del demonio”.
Messaggio di Francesco per la festa di sant’Andrea, patrono del Patriarcato ecumenico. Anche se non tutte le differenze sono state superate, “non vi è più alcun ostacolo alla comunione eucaristica” tra cattolici e ortodossi “che non possa essere superato attraverso la preghiera, la purificazione dei cuori, il dialogo e l'affermazione della verità”.
Francesco è a Bangui dove, oggi pomeriggio, aprirà la Porta santa della cattedrale. “Unità, dignità, lavoro. Tre parole cariche di significato”. “Desidero in particolare richiamare l’attenzione di tutti, cittadini, responsabili del Paese, partner internazionali e società multinazionali, sulla loro grave responsabilità nello sfruttamento delle risorse ambientali”. In un Paese dilaniato dalla violenza, la prima visita dedicata a un campo profughi: “Noi dobbiamo lavorare e pregare e fare di tutto per la pace, ma la pace senza amore, amicizia, tolleranza e perdono non è possibile”.
“A tutti quelli che usano ingiustamente le armi di questo mondo, io lancio un appello: deponete questi strumenti di morte; armatevi piuttosto della giustizia, dell’amore e della misericordia, autentiche garanzie di pace”. “La felicità promessa da Dio è annunciata in termini di giustizia” e “la salvezza di Dio ha ugualmente il sapore dell’amore”.
La fedeltà a Dio “non diminuisce la nostra cura per questo mondo, come se guardassimo soltanto alla vita futura. Al contrario, offre uno scopo alla vita in questo mondo e ci aiuta a raggiungere i bisognosi, a cooperare con gli altri per il bene comune e a costruire una società più giusta”, a proteggere “la vita, dono di Dio, e protegga le meraviglie della natura, il creato, la nostra casa comune”.
Festoso incontro di Francesco con i giovani. Davanti a una esperienza negativa, ha ripreso, “c’è sempre la possibilità di aprire un orizzonte, di aprirlo con la forza di Gesù”. In una casa di carità: – “In quanto cristiani, non possiamo semplicemente stare a guardare” quanti sono “vittime dell’odierna cultura dell’“usa e getta’”. I sacerdoti siano fedeli alla tradizione dei “testimoni” i martiri dell’Uganda.
La visita a una bidonville e l’incontro con i giovani nell’ultimo giorno di Francesco, partito per l’Uganda. La corruzione è “in tutte le istituzioni, incluso in Vaticano”. Gli emarginati “hanno un posto speciale nella mia vita e nelle mie scelte”. Essi sono “conseguenza di nuove forme di colonialismo
La testimonianza della fede al centro dei due incontri di Francesco in Uganda. Esemplare l’accoglienza che questo Paese ha per i profughi in un momento ne quale assistiamo alla “globalizzazione dello scarto”. Ai catechisti: "Andate senza paura in ogni città e villaggio di questo Paese, senza paura per diffondere il buon seme della Parola di Dio".
Nel secondo giorno in Africa, Francesco incontra leader religiosi e celebra messa. “La salute di qualsiasi società dipende dalla salute delle famiglie”. “Sstenere le famiglie nella loro missione all’interno della società, ad accogliere i bambini come una benedizione per il nostro mondo e a difendere la dignità di ogni uomo e di ogni donna, poiché tutti noi siamo fratelli e sorelle nell’unica famiglia umana”. “Comprensione interreligiosa, dell’amicizia e della collaborazione nel difendere la dignità conferita da Dio ai singoli individui e ai popoli”.
Francesco ha parlato nell’Ufficio dell’Onu a Nairobi. Serve un accordo “basato sui principi di solidarietà, giustizia, equità e partecipazione” per la riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici, la lotta contro la povertà e il rispetto della dignità umana. A sacerdoti e religiosi ha chiesto di seguire Gesù per servire, non per ambizione o interesse.
Prima di partire da Roma Francesco ha incontrato nella Casa santa Marta undici donne vittime della tratta. Durante il volo, il Papa è passato a salutare, uno ad uno, i giornalisti che lo accompagnano in questo suo primo viaggio in Africa.
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