Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
In visita alla Christuskirche, Francesco dice: “Se abbiamo lo stesso Battesimo dobbiamo camminare insieme”. “Sempre fare riferimento al battesimo., Un Signore, una fede un battesimo. Andate avanti, non oso dire di più”. “Mi piace fare il parroco, fare il pastore, non mi piace fare i lavori da burocrate”
Messaggio all’arcivescovo di Parigi. “Ancora una volta, il Santo Padre condanna con vigore la violenza, che non può risolvere niente, e chiede a Dio di ispirare in tutti pensieri di pace e di solidarietà”.
Francesco esprime approvazione e sostegno per il “Jesuit Refugee Service”, presente in 45 Paesi, ricevuto in occasione del 35mo anniversario di fondazione dell’organizzazione. L’impegno di aiutare, durante il Giubileo della misericordia, altri 100.000 giovani rifugiati ad andare a scuola.
“E’ una idolatria guardare le bellezze – tante – senza pensare che ci sarà un tramonto”. Invece bisogna puntare lo sguardo “sempre oltre”, all’“abitudine finale”, all’unico Dio che sta oltre “la fine delle cose create”.
Videomessaggio di Francesco per l’apertura del Congresso eucaristico nazionale indiano, apertosi oggi a Mumbai. “La comunione con il Signore”, prosegue Francesco, “ci conduce alla solidarietà con gli altri”. “Gli esseri umani di tutto il mondo hanno bisogno di nutrimento”, non solo “quello che serve a soddisfare la fame fisica”.
"In tanti può sorgere anche il dubbio che Dio, pur essendo Padre, sia anche padrone. Allora sembra meglio non affidarsi a Lui fino in fondo, perché potrebbe chiedere qualcosa di troppo impegnativo o persino mandare qualche prova. Ma questo è un grande inganno: è l’inganno antico del nemico di Dio e dell’uomo, che camuffa la realtà e traveste il bene da male".
Nella catechesi pronunciata nel corso dell’udienza generale, Francesco sottolinea come la condivisione del pasto sia una “esperienza fondamentale”. La convivialità “termometro sicuro per misurare la salute dei rapporti. Se qualcosa non va, a tavola si capisce subito”. La “vergogna” dei troppi esclusi dall’accesso al cibo. I figli attaccati al computer o al telefonino, mentre si mangia, rendono la famiglia “un pensionato”.
“Nasca in noi una rinnovata passione missionaria” che spinga a “uscire”, a “camminare per i sentieri accidentati di oggi”, a creare una comunità accogliente, “contrastando la cultura dell’indifferenza e dello scarto”. In piazza una bandiera cinese, testimonianza di una comunità di 20mila persone che vive e lavora nella città toscana. Francesco ha ricordato l’incendio che due anni fa provocò la morte di cinque uomini e due donne: “una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni inumane di vita”.
Ai 2.500 partecipanti al 5° Convegno nazionale della Chiesa Italiana Francesco parla dell’umanesimo cristiano, fatto dei “sentimenti” di Gesù: umiltà, disinteresse e beatitudini. Ai giovani chiede di essere “forti” e “superare l’apatia”. “Che nessuno disprezzi la vostra giovinezza, ma imparate ad essere modelli nel parlare e nell’agire”. “Non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico”.
Oltre 50mila persone allo stadio per la messa celebrata da Francesco. “I discepoli di Gesù non devono mai dimenticare da dove sono stati scelti, cioè tra la gente, e non devono mai cadere nella tentazione di assumere atteggiamenti distaccati, come se ciò che la gente pensa e vive non li riguardasse e non fosse per loro importante”.
“Quando la Chiesa è tiepida, chiusa in se stessa, anche affarista tante volte, non si può dire, che sia... al servizio, bensì che si serve degli altri”. In una intervista Francesco afferma che “La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare”. “I beni immobili della Chiesa sono molti, ma li usiamo per mantenere le strutture della Chiesa e per mantenere tante opere che si fanno nei paesi bisognosi: ospedali, scuole”.
Ai partecipanti al 35mo Convegno nazionale italiano dei Centri di aiuto alla vita Francesco sottolinea il “bisogno di lavorare, a diversi livelli e con perseveranza, nella promozione e nella difesa della famiglia, prima risorsa della società, soprattutto in riferimento al dono dei figli e all’affermazione della dignità della donna”.
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