Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
“Ci sono due strade nella vita: la strada dell’esclusione delle persone dalla nostra comunità e la strada dell’inclusione. La prima può essere piccola ma è la radice di tutte le guerre: tutte le calamità, tutte le guerre, incominciano con un’esclusione. Si esclude dalla comunità internazionale ma anche dalle famiglie, fra amici, quante liti… E la strada che ci fa vedere Gesù e ci insegna Gesù è tutt’altra, è contraria all’altra: includere”.
In un messaggio al Global Christian Forum Francesco lamenta la “crescente discriminazione e persecuzione dei cristiani del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia e di altri luoghi nel mondo”. “La vostra riunione darà voce alle vittime di tale ingiustizia e violenza, e cercherà di mostrare la via che guiderà la famiglia umana fuori da questa tragica situazione”.
“Devo meditare” sulle conclusioni del Sinodo. Se non si rende testimonianza alla forza rinnovatrice del perdono di Dio, “faremo prediche anche bellissime, e magari scacceremo anche qualche diavolo, ma alla fine il Signore non ci riconoscerà come suoi discepoli”.
I due libri – frutto di una “attività illecita - parlando dell’attività economica e finanziaria della Santa Sede, forniscono “alla rinfusa” informazioni “legate a una fase del lavoro ormai superata” e ottengono il risultato “purtroppo in buona parte voluto – di creare l’impressione contraria, di un regno permanente della confusione, della non trasparenza se non addirittura del perseguimento di interessi particolari o scorretti”.
Nella messa in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell’anno, Francesco sottolinea lo “stile di Dio, che ci salva servendoci e annientandosi”. “Ai nostri occhi la morte appare buia e angosciante”. “Gesù però non l’ha fuggita, ma l’ha presa pienamente su di sé con tutte le sue contraddizioni”. “Sia sufficiente alla nostra vita la Pasqua del Signore, per essere liberi dagli affanni delle cose effimere, che passano e svaniscono nel nulla”.
Nonostante nel mondo aumentino ignoranza, indifferenza e superficialità i tanti segni di amore e speranza resistono anche nelle situazioni più cupe: la madre irakena che dà alla luce il bambino nel campo profughi e sorride anche se non ha niente; la madre musulmana indonesiana che benedice suo figlio divenuto cristiano e prete; famiglie cristiane cinesi che accolgono bambini gettati via a causa della legge del figlio unico.
Sono un ecclesiastico e una laica, entrambi in passato componenti della Commissione referente di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative della Santa Sede. I due libri che stanno per uscire “sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa”.
Nella festa di tutti i santi, Francesco sottolinea che il battesimo è la radice della vocazione alla santità: “Hanno conservato integro il ‘sigillo’, cercando di imitare Gesù: e ora hanno raggiunto la meta”. Durante il prossimo viaggio in Centrafrica, il pontefice aprirà la porta santa della cattedrale di Bangui.
Francesco celebra la messa nel cimitero Verano di Roma. Dal Discorso della montagna il pontefice traccia la rotta per la vita del buon cristiano: “Chiediamo al Signore la grazia di essere persone semplici e umili, la grazia di saper piangere, la grazia di essere miti, la grazia di lavorare per la giustizia e la pace, e soprattutto la grazia di lasciarci perdonare da Dio per diventare strumenti della sua misericordia”.
Francesco riceve l’Unione cristiana imprenditori dirigenti e ricorda: “L’economia e l’impresa hanno bisogno dell’etica per il loro corretto funzionamento; non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica che ponga al centro la persona e la comunità”. Necessario “tutelare al tempo stesso sia il diritto delle lavoratrici ad un lavoro pienamente riconosciuto sia la loro vocazione alla maternità e alla presenza in famiglia”.
“Dio ha compassione. Dio ci mette il suo cuore di Padre, ci mette il suo cuore per ciascuno di noi”. Un buon prete è quello che si coinvolge in “tutti i problemi umani”, che si commuove, si impegna nella vita della gente, “perché un prete è un sacerdote, come Gesù è sacerdote”.
“Noi siamo tanto legati all’amore di Dio, che nessuna persona, nessuna potenza, nessuna cosa ci potrà separare da questo amore”. “Ogni uomo, ogni donna può rifiutare il dono”. “Ma il dono c’è”. “Il dono è l’amore di Dio, un Dio che non può staccarsi da noi. Quella è l’impotenza di Dio. Noi diciamo: ‘Dio è potente, può fare tutto!’. Meno una cosa: staccarsi da noi!”.
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