Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
“Ci sono uomini e donne che lavorano tanto - ma lavorano tanto! - per fabbricare armi per uccidere”. “Se tu non sei misericordioso rischi che il Signore non sia misericordioso con te, perché noi saremo giudicati con la stessa misura con la quale noi giudichiamo gli altri”. Confessore non “bastonare” i fedeli e, se sei nervoso, “prima di andare in confessionale va dal medico che ti dia una pastiglia contro i nervi!”.
Evidenziato il “positivo contributo che la storica minoranza cristiana apporta alla società kuwaitiana” e “l’importanza dell’educazione per promuovere una cultura di rispetto e coesistenza pacifica fra diversi popoli e religioni”. Un Memorandum of Understanding sul rafforzamento delle relazioni bilaterali in favore della collaborazione reciproca, della pace e della stabilità regionale e internazionale.
Una “alleanza cruciale contro i ‘centri di potere’ ideologici, finanziari e politici”. Una alleanza “accogliente”, perché “una Chiesa davvero secondo il Vangelo non può che avere la forma di una casa accogliente, con le porte aperte, sempre. Le chiese, le parrocchie, le istituzioni, con le porte chiuse non si devono chiamare chiese, si devono chiamare musei!”.
Dio per riconciliare non fa “una grande assemblea”, non firma “un documento”. Dio è onnipotente e grande, ma ci “insegna a fare la grande opera della pacificazione e della riconciliazione nel piccolo, nel cammino, nel non perdere la speranza con quella capacità di sognare dei grandi sogni, dei grandi orizzonti”.
Centrale il ruolo del vescovo. Basterà una sola sentenze, e non la sentenza doppia conforme com’era finora. “Salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, venga assicurata la gratuità delle procedure”. Possibile un processo più breve quando la domanda sia proposta da entrambi i coniugi o quando "ricorrano circostanze di fatti e di persone” che “non richiedano una inchiesta o una istruzione più accurate, e rendano manifesta la nullità".
Francesco ha concelebrato con il nuovo Patriarca di Cilicia degli Armeni e con tutti i vescovi membri del Sinodo della Chiesa patriarcale armeno cattolica. “La prima nazione che si è convertita al cristianesimo: la prima. Perseguitata soltanto per il fatto di essere cristiani”. Noi non sappiamo cosa accadrà qui. Non lo sappiamo! Ma che il Signore ci dia la grazia, se un giorno accadesse questa persecuzione qui, del coraggio”.
Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, Francesco ricorda la misericordia di Madre Teresa e lancia un appello a parrocchie, comunità religiose, monastero, santuario d’Europa: “Ognuno ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma. Anche le due parrocchie del Vaticano”. Il sordomuto del Vangelo odierno “simbolo del non credente che compie un cammino verso la fede”.
Il Papa incontra i gruppi, diffusi in varie parti del mondo, e li sprona: “L’evangelizzazione sente forte l’esigenza dell’accoglienza, perché è uno dei primi segni della comunione che siamo chiamati a testimoniare per avere incontrato Cristo nella nostra vita”. L’Eucaristia “cuore di questa missione”.
Nel corso dell’omelia in Santa Marta, Francesco torna a parlare di chi semina zizzania con le chiacchiere: “I cristiani sono chiamati a vivere come Gesù e a portare pace, non divisione. Dobbiamo crescere in questo, dobbiamo convertirci: mai una parola che sia per dividere, mai, mai una parola che porti guerra, piccole guerre, mai le chiacchiere”. L'esercizio del "mordersi la lingua".
Il Medio oriente ai primi posti per numero di profughi (v. guerre in Siria e Iraq), ma anche per accoglienza: un terzo dei 52,9 milioni di rifugiati sono ospitati in Turchia, Libano, Iraq, Giordania. L’Alto Commissariato Onu: l’Europa prenda almeno 200mila domande di asilo.
Tutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia. Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra. Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali.
Alla messa in Santa Marta Francesco commenta il Vangelo della pesca miracolosa e invita a riconoscersi peccatori “non in teoria, nella pratica” e a riconoscere il Salvatore. Il Signore “perdona anche chi lo rinnega, se si ha la grazia di questa doppia confessione: Tu sei Dio, io sono un peccatore”.
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