Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
All’Angelus papa Francesco spiega il senso dell’Eucaristia, presenza reale - e non simbolo – di Gesù. La messa non è “una preghiera privata”. "Nutrirci di quel 'Pane di vita' significa entrare in sintonia con il cuore di Cristo, assimilare le sue scelte, i suoi pensieri, i suoi comportamenti".
Papa Francesco esprime partecipazione al disastro avvenuto nella città cinese, dove due esplosioni hanno ucciso oltre 50 persone e fatto 700 feriti, facendo temere per la sicurezza della popolazione, per la presenza nei magazzini esplosi di 700 tonnellate di sali di cianuro. “Nella storia pesa la violenza dei prepotenti”, ma “Dio non lascia soli i suoi figli”. La vita “non è un vagabondare senza senso, ma è un pellegrinaggio” verso una meta sicura, “la casa del Padre”. Una visita alla "Salus Populi Romani" a S. maria Maggiore.
All’udienza generale papa Francesco apre un nuovo percorso dedicato alla festa, al lavoro e alla preghiera in famiglia. La festa è “un’invenzione di Dio” perché ci sia il tempo di contemplare il lavoro ben fatto; non è “la pigrizia di starsene in poltrona”. La festa al lavoro interrompe “la macchina produttiva” per scoprirsi “signori” del lavoro e non “schiavi”. “l’ideologia del profitto e del consumo” riduce la festa “a un ‘affare’, a un modo per fare soldi e per spenderli. L’eucarestia domenicale ““porta alla festa tutta la grazia di Gesù Cristo”, così che “ogni realtà riceve il suo senso pieno”.
Papa Francesco ha scelto il tema per la prossima Giornata, che si celebra il primo gennaio e “traccia la linea diplomatica della Santa Sede per l’anno che si apre”. Il tema è caro al pontefice, che ha più volte invitato i fedeli a scuotersi e a combattere la “globalizzazione dell’indifferenza”. Giustizia e pace: “Tutti in campo per un mondo più consapevole e misericordioso, e quindi più libero e giusto”.
Papa Francesco ha indetto la Giornata, scegliendo come data quella in cui gli ortodossi celebrano già una cosa simile. Essa servirà a far riscoprire ai cristiani la “propria vocazione di custodi del creato” e testimonierà “la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi”.
Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco ricorda il 70mo anniversario dei bombardamenti nucleari sul Giappone: “Da ogni terra si levi un’unica voce: no alla guerra e alla violenza e sì al dialogo e alla pace!”. Prima della preghiera mariana, una riflessione sulla dinamica della fede, che è una relazione fra l’uomo e Cristo.
Il Movimento è nato nel 1915 per accrescere la devozione all’eucarestia fra i giovani e pregare per la pace. Domande da sei giovani: da Africa, Indonesia, Brasile, Taiwan, Francia, Argentina. Papa Francesco ha risposto a braccio. La sfida più grande: Trovare la pace nel Signore, non quella del diavolo, che è un truffatore. Cercare l’incontro con Gesù. “Ricordati di Gesù”, che ha dato la vita per ognuno di noi. La messa non è solo un rituale, ma è memoria. Un ricordo del dramma dei Rohingya e dei cristiani perseguitati in Medio oriente.
In una lettera indirizzata a mons. Maroun Laham, vicario patriarcale dei latini per la Giordania, papa Francesco ricorda i profughi irakeni a un anno dalla loro fuga da Mosul e dalla piana di Ninive: “Sono i martiri di oggi, umiliati e discriminati per la loro fedeltà al Vangelo”. Un grazie alle comunità che aiutano i profughi. “La Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine”. Mons. Nunzio Galantino, segretario Cei, in Giordania dal 6 al 9 agosto.
All’udienza generale, riprendendo le catechesi sulla famiglia, papa Francesco chiede a tutti i cristiani di avere l’atteggiamento del Buon Pastore, accogliendo le coppie di divorziati risposati e i loro figli perché essi “non sono scomunicati”. Esse “possono sviluppare la loro appartenenza a Cristo” con la preghiera, l’ascolto della parola di Dio, il servizio ai poveri, la “frequenza alla liturgia”. Il papa non cita l’assunzione dell’eucarestia. Un gruppo della Cina popolare saluta e canta il “Padre nostro” in cinese.
Incontrando le migliaia di partecipanti al pellegrinaggio internazionale “Eccomi, manda me!”, che coinvolge ragazzi e ragazzi da circa 20 Paesi, Francesco ringrazia per il servizio all’altare e ricorda che “è sempre Dio a fare il primo passo. L’azione divina non viene impedita dalle imperfezioni dell’uomo, la benevolenza divina lo rende idoneo alla missione, trasformandolo in una persona del tutto nuova e quindi capace di rispondere alla sua chiamata”.
All’Angelus Francesco commenta il Vangelo di Giovanni. Le folle seguivano Gesù per il pane materiale, non comprendendo la propria “cecità spirituale”. Cristo invece “è dono e donatore, alla luce dell’incontro con Lui anche le sofferenze della vita dell’uomo vengono illuminate”. Il ricordo del Perdono di Assisi: “Il Padre perdona sempre, perdona tutti”.
Papa Francesco all’Angelus ricorda il sacerdote gesuita, i due vescovi ortodossi e tutti i rapiti, per i quali fa recitare un’Ave Maria ai presenti. Alla presenza di due giovani, apre le iscrizioni alla Gmg di Cracovia e vi si iscrive con un tablet. Commentando il vangelo di oggi: “Chi di noi non ha i suoi “cinque pani e due pesci”? Se siamo disposti a metterli nelle mani del Signore, basteranno perché nel mondo ci sia un po’ più di amore”.
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