Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Messaggio di Francesco per la Giornata che la Chiesa cattolica inglese e gallese celebrata questa domenica sul tema “Coltivare la vita, accettare la morte”. “Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana”. E non è “una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre”.
Non è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
E’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).
Francesco oggi pomeriggio ha incontrato gli oltre 70 sindaci delle più importanti città del mondo, che hanno preso parte a un incontro su nuove schiavitù e i cambiamenti climatici, promossi dalle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali.
L’Incontro “Una giornata di riflessione – Uniti a Dio ascoltiamo un grido”, promosso dal Pontificio consiglio della giustizia e della pace con i rappresentanti di comunità colpite da attività minerarie provenienti da Africa, Asia e America. “Responsabili sono gli investitori, imprenditori, politici e governanti dei Paesi dove si trovano i giacimenti oppure dei Paesi dove risiedono i quartieri generali delle multinazionali minerarie”.
Anno positivo, invece, per il Governatorato – dal quale dipendono i musei, la posta, i magazzini commerciali, ecc. – che ha avuto un attivo di 63,5 milioni di euro. Il Patrimonio Netto si è incrementato di 939 milioni di Euro, in conseguenza di aggiustamenti fatti per includere tutte le attività e passività nei bilanci di chiusura del 2014.
Pregate per avere “un cuore libero che non sia schiavo di tutti gli inganni del mondo, delle comodità, di una bella vita, dei vizi, di una falsa libertà che è fare quello che mi piace in ogni momento. Dobbiamo chiedere un cuore libero”.
Grecia, libertà religiosa, crisi della famiglia, sostegno ai movimenti popolari “che non significa per la Chiesa seguire una strada anarchica”, nuovo colonialismo e “mediazione” tra Cuba e Stati Uniti, gli argomenti sui quali papa Francesco ha risposto alle domande postegli per un’ora dai giornalisti durante il volo che da Asuncion lo ha riportato a Roma.
Francesco celebra la messa nel Campo grande di Nu Guazù, all’interno di una base area militare. Durante l’omelia, il pontefice sottolinea come Cristo “indica che il cammino del cristiano è trasformare il cuore. Imparare a vivere in un altro modo, con un’altra legge, sotto un’altra normativa”. L’ospitalità, chiave della testimonianza e della conversione.
Il pontefice arriva nel Paese, “cuore dell’America Latina”, per l’ultima tappa della sua visita pastorale nel continente. Parlando alle autorità locali e al corpo diplomatico, Francesco ricorda la guerra civile e rende omaggio “alle migliaia di cittadini senza nome, i cui nomi non compariranno nei libri di storia, ma che sono stati e rimangono veri protagonisti della vita del loro popolo. E voglio riconoscere con emozione e ammirazione il ruolo svolto dalla donna paraguaiana in quei momenti drammatici della storia”.
Francesco celebra messa in uno dei santuari mariani più amati dell’America Latina, quello di Caacupé, che “custodisce gelosamente la memoria di un popolo che sa che Maria è Madre ed è stata e rimane accanto ai suoi figli”. Come la Madre di Dio, anche le donne del Paraguay “hanno vissuto tante tribolazioni. Ma proprio come Lei, non hanno perso la fede”. “Quando tutto sembrava crollare, insieme a Maria vi dicevate: Non temiamo, il Signore è con noi, è col nostro Popolo, con le nostre famiglie, facciamo quello che Lui ci dice”.
Francesco denuncia un sistema che “ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all’esclusione sociale o alla distruzione della natura” e le “facce diverse” del nuovo colonialismo. Serve “un’alternativa umana alla globalizzazione escludente”. “I popoli del mondo vogliono essere artefici del proprio destino. Vogliono percorrere in pace la propria marcia verso la giustizia. Non vogliono tutele o ingerenze”. “Il futuro dell’umanità è soprattutto nelle mani dei popoli”.
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