Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Ci sono tre gruppi di cristiani: quelli che invece di rispondere al grido della gente che chiede salvezza allontanano la gente da Gesù perché pensano solo al loro rapporto “egoistico” con Dio oppure perché sono affaristi o mondani o rigoristi. E ci sono cristiani che ascoltano davvero il grido e vivono in coerenza con la loro fede e aiutano ad avvicinarsi a Gesù.
“Non c’è il matrimonio express: bisogna lavorare sull’amore, bisogna camminare. L’alleanza dell’amore dell’uomo e della donna si impara e si affina. Mi permetto dire: è un’alleanza artigianale. Fare di due vite una vita sola, è anche un miracolo, miracolo della libertà e del cuore, affidato alla fede”. I corsi prematrimoniali sono spesso l’unica occasione di conoscersi veramente per “coppie che stanno insieme tanto tempo” per “riflettere sulla loro esperienza in termini non banali”.
“E’ brutto vedere un cristiano, sia laico, consacrato, sacerdote, vescovo, è brutto quando si vede che vuole le due cose: seguire Gesù e i beni, seguire Gesù e la mondanità”. Ai suoi apostoli Gesù non promette ricchezze, ma l’eredità del Regno dei cieli “ma con persecuzione, con la croce”.
“Le ricchezze sono per il bene comune, per tutti. E se il Signore a una persona gliene dà è perché li faccia per il bene di tutti, non per se stesso, non perché le chiuda nel suo cuore, che poi con questo diventa corrotto e triste”.
“Rafforzati dallo Spirito che ci guida e rinnova noi e tutta la terra, rafforzati dallo Spirito e dai suoi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato e la corruzione che si allarga nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace”. “Il rispetto del creato è un’esigenza della nostra fede”.
In un messaggio per la beatificazione del vescovo salvadoregno, Francesco scrive che “la fede in Gesù Cristo, correttamente intesa e assunta fino alle sue ultime conseguenze, genera comunità artefici di pace e di solidarietà”. “Viva preoccupazione” e “dolore nel cuore” per “le vicende dei numerosi profughi nel Golfo del Bengala e nel mare di Andamane”. “L’inutile strage” della Prima guerra mondiale.
Messaggio di Francesco per la Giornata missionaria mondiale. “Nel comando di Gesù: ‘andate’ sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa. In essa tutti sono chiamati ad annunciare il Vangelo con la testimonianza della vita; e in modo speciale ai consacrati è chiesto di ascoltare la voce dello Spirito che li chiama ad andare verso le grandi periferie della missione, tra le genti a cui non è ancora arrivato il Vangelo”.
“Quello che è cambiato nel mondo globale non sono tanto i problemi, quanto la loro dimensione e la loro urgenza. Inedite sono l’ampiezza e la velocità di riproduzione delle disuguaglianze. Ma questo non possiamo permetterlo! Dobbiamo proporre alternative eque e solidali che siano realmente praticabili”.
“Signore, fissa il Tuo sguardo su me e dimmi cosa debbo fare; come devo piangere i miei sbagli, i miei peccati; quale sia il coraggio con il quale devo andare avanti sulla strada che Tu hai fatto per primo”.
Alla vigilia della Passione, Gesù ha pregato “per l’unità del suo popolo, per la Chiesa”. Ma Gesù “sa che lo spirito del mondo” è “uno spirito di divisione, di guerra, di invidie, di gelosie, anche nelle famiglie, anche nelle famiglie religiose, anche nelle diocesi, anche nella Chiesa tutta: è la grande tentazione”.
“La libertà religiosa è un diritto umano inalienabile”. In Italia nella veglia di Pentecoste saranno ricordati “tanti fratelli e sorelle esiliati o uccisi per il solo fatto di essere cristiani”. Il 24 maggio la preghiera alla Vergine di Sheshan. I cattolici cinesi siano “testimoni credibili” di amore misericordioso e vivano “spiritualmente uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa”. La alla “naturale vocazione a educare” della famiglia, sostituita da “esperti” e “Intellettuali ‘critici’".
Nella vita ci sono congedi “a tempo” e quelli “per sempre”, come accade “oggi” per coloro che sono costretti a lasciare le loro case – i Rohingya del Myanmar, i cristiani e gli yazidi in Siria e Iraq – e come un giorno accadrà a tutti. Quello sarà il momento nel quale affidare a Dio la nostra anima, la nostra storia, i nostri cari.
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