Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
“In una Chiesa dove sempre si discute e ci sono cordate e si tradiscono i fratelli l’un l’altro, lì non vi è lo Spirito”. Nel primo Concilio di Gerusalemme gli apostoli cercarono “il cammino della preghiera e il dialogo. Questi che erano proprio su posizioni opposte dialogano e si mettono d’accordo. Questa è opera dello Spirito Santo”.
Già raccolti circa 1,2 milioni di euro. Urgente trovare case e container per i 130mila profughi cristiani fuggiti da Mosul sotto la minaccia dello Stato Islamico. Rispondere all’invito di papa Francesco: Non restare “inerti e muti” di fronte ai nostri fratelli e sorelle perseguitati.
“Ci sono due criteri che ci aiuteranno a distinguere il vero dal non-vero amore”. Il primo è che l’amore è “più nei fatti che nelle parole”. Il secondo è che “l’amore dà se stesso e riceve”. E anche i monaci e le monache di clausura “comunicano ... e tanto: con il Signore, anche con quelli che vanno a trovare una parola di Dio”.
Il sacramento del matrimonio è “un grande atto di fede e di amore”, e anche “di coraggio” e ha una “dimensione missionaria”. “Dobbiamo interrogarci con serietà: accettiamo fino in fondo, noi stessi, come credenti e come pastori anche, questo legame indissolubile della storia di Cristo e della Chiesa con la storia del matrimonio e della famiglia umana?”.
Per entrare nel Regno di Dio bisogna “passare per momenti bui, momenti difficili”. Questo “non è un atteggiamento sadomasochista”, ma è “la lotta cristiana” contro il principe di questo mondo. La pace di Gesù non è “una semplice tranquillità”, ma una pace che “va dentro, anche una pace che ti dà forza”.
Presentate le prospettive e alcuni degli appuntamenti del Giubileo della Misericordia che, per la prima volta, sarà celebrato in tutte le diocesi del mondo. Il 3 aprile 2016 ci sarà il Giubileo di movimenti, associazioni, istituti religiosi, il 4 settembre del volontariato caritativo, il 9 ottobre del mondo della spiritualità mariana e il 24 aprile dei ragazzi. E ci sarà anche il Giubileo dei carcerati, per il quale si sta studiando la possibilità perché alcuni possano essere a san Pietro. Non ci sarà quello dei giovani, per i quali è già fissato l’appuntamento della GMG di Cracovia, nei giorni 26-31 luglio.
Al Regina Caeli Francesco commenta il brano evangelico dell’Ultima Cena, nel momento in cui Cristo sa che la morte è ormai vicina: “E per questo vuole imprimere bene nella loro mente una verità fondamentale: anche quando Lui non sarà più fisicamente in mezzo a loro, essi potranno restare ancora uniti a Lui in un modo nuovo, e così portare molto frutto”. La vita di Cristo “può essere la nostra”.
Francesco celebra la messa in occasione Giornata di riflessione su “Fray Junípero Serra, apostolo della California, testimone di santità”, che sarà canonizzato il prossimo 23 settembre. La sua opera “ha tre caratteristiche: slancio missionario, devozione mariana e testimonianza di santità”. “Mi domando se oggi siamo capaci di rispondere con la stessa generosità e con il medesimo coraggio alla chiamata di Dio”.
Papa Francesco è intervenuto con un videomessaggio oggi all’inaugurazione della Expo di Milano (1° maggio – 31 ottobre 2015), che ha come tema ““Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. “La Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente!”. Occorre un cambiamento di mentalità per sconfiggere “il paradosso dell’abbondanza”, e la cultura dello spreco e dello scarto. Il discorso integrale.
L’auspicio di Francesco ai componenti della Commissione internazionale anglicana-cattolica: “la tradizione di fede e la storia condivise possano ispirare e sostenere i nostri sforzi nel superare gli ostacoli che si frappongono alla piena comunione”. Tra breve la pubblicazione di cinque dichiarazioni comuni prodotte finora nella seconda fase del dialogo anglicano-cattolico
Alla Comunità di vita cristiana (CVX) e alla Lega missionaria studenti Francesco indica tre “linee”: dedicarsi al bene comune, la pastorale familiare, anche con l’accoglienza dei cosiddetti ‘lontani’e la missionarietà, anche con i gemellaggi con siriani e libanesi, “popoli martoriati da terribili guerre”.
“Il cristiano è uomo e donna di storia, perché non appartiene a se stesso, è inserito in un popolo, un popolo che cammina. Non si può pensare in un egoismo cristiano, no, questo non va”.
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