Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Il nuovo sistema economico, "trasparente", che restituisce "credibilità" alla Chiesa. Il presidente dello Ior , "i problemi più critici sono alle spalle, adesso si guardi in avanti". Le responsabilità finora di pertinenza dei dicasteri vaticani potrebbero essere decentrate nel senso della "sussidiarietà". . "Un certo consenso sul fatto che sia bene la possibilità di un'attuazione, anche graduale, quando ci sono decisioni o misure che sembrano mature".
La riforma dei dicasteri vaticani al centro del concistoro aperto questa mattina da un discorso di Francesco. Per padre Lombardi si prevedono tempi "consistenti". "Due proposte sembrano oramai giunte a maturazione", la creazione di due dicasteri che accorpino diversi pontifici consigli.
"Se una famiglia generosa di figli viene guardata come se fosse un peso, c'è qualcosa che non va". I figli non sono "un possesso" dei genitori, ma un dono. "Un figlio lo si ama perché è figlio: non perché sia bello, e perché sia così o cosà; no, perché è figlio". "Una società di figli che non onorano i genitori è una società senza onore; quando non si onorano i genitori si perde il proprio onore".
Sempre presente papa Francesco, il Consiglio ha esaminato in particolare l'Interim Report della commissione per la riorganizzazione del complesso dei media vaticani. La mattina di oggi nuovamente dedicata alla preparazione del concistoro di domani.
"Chi non si mette in cammino, mai conoscerà l'immagine di Dio, mai troverà il volto di Dio. I cristiani seduti, i cristiani quieti non conosceranno il volto di Dio: non lo conoscono".
In una dichiarazione, il direttore della Sala stampa della Santa Sede ricorda gli appelli di Francesco a porre fine a un conflitto che "miete tante vittime innocenti". "Come ripeteva spesso San Giovanni Paolo II, l'umanità deve trovare il coraggio di sostituire il diritto della forza con la forza del diritto".
Padre, Figlio e Spirito Santo "sono coinvolti in questa creazione, in questa ri-creazione, in questa perseveranza nella ri-creazione. E a tutti e tre noi rispondiamo: custodire e far crescere il Creato, lasciarci riconciliare con Gesù, con Dio in Gesù, in Cristo, ogni giorno, e non rattristare lo Spirito Santo, non cacciarlo via: è l'ospite del nostro cuore, quello che ci accompagna, ci fa crescere".
Nella giornata contro la tratta delle persone, Francesco chiede ai governanti di adoperarsi "con decisione" a rimuovere "questa piaga". Portare "la luce della Parola di Dio e la forza della grazia" ai malati e a coloro che li assistono. "Curare un malato, accoglierlo, servirlo è servire Cristo, è la carne di Cristo, il malato. Questo avviene anche nel nostro tempo, quando, nonostante le molteplici acquisizioni della scienza, la sofferenza interiore e fisica delle persone suscita forti interrogativi sul senso della malattia e del dolore e sul perché della morte".
Al termine dell'assemblea del Pontificio consiglio della cultura che ha discusso su "Le culture femminili: uguaglianza e differenza", Francesco indica alcune linee-guida: la ricerca della "reciprocità nell'equivalenza e nella differenza", la "generatività", la lotta contro le forme di degrado del corpo femminile e "una presenza femminile più capillare ed incisiva" nella Chiesa. Uguaglianza nella differenza.
Nel contesto urbano, spesso luogo di disumanizzazione e di infelicità, "c'è spesso un terreno di apostolato molto più fertile di quello che tanti immaginano". Andare incontro agli altri, nelle attività quotidiane, nel lavoro, come singoli o come famiglie, per "infrangere il muro di anonimato e di indifferenza che spesso regna sovrano nelle città".
"Rinunciare all'autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali". "La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità perché cerca il bene comune". "I pilastri di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica" sono "la dignità della persona umana e il bene comune". "Sentirsi "Custodi e non padroni della terra", che "non è un'eredità che noi abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi".
Il martirio dei cristiani non è una cosa del passato. "I nostri martiri, che finiscono la loro vita sotto l'autorità corrotta di gente che odia Gesù Cristo". "Anche io finirò. Tutti noi finiremo" e "questo, almeno a me, fa pregare che questo annientamento assomigli il più possibile a Gesù Cristo, al suo annientamento".
Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.
Iscrivitialla newsletter