Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
"L'amore a Dio e l'amore al prossimo sono una unità" e soprattutto in Quaresima "non è digiuno, non mangiare la carne" ma poi "litigare e sfruttare gli operai" e fare offerte alla Chiesa "sulle loro spalle". La Quaresima serve "per pensare a loro: cosa posso fare per i bambini, per gli anziani, che non hanno la possibilità di essere visitati da un medico?", che magari aspettano "otto ore e poi ti danno il turno per una settimana dopo".
"Una strada sbagliata è quella di cercare sempre il proprio successo, i propri beni, senza pensare al Signore, senza pensare alla famiglia". "Quando il Signore ci dà questo consiglio - 'Fermati! Scegli oggi, scegli' - non ci lascia soli. È con noi e vuole aiutarci. Soltanto noi dobbiamo confidare, avere fiducia in Lui".
All'udienza generale Francesco torna a invitare alla preghiera "per i nostri fratelli egiziani", uccisi in Libia "per il solo fatto di essere cristiani". Pace anche per l'Ucraina. "Fratello" e "sorella" sono "parole che il cristianesimo ama molto" e "la storia ha mostrato a sufficienza, del resto, che anche la libertà e l'uguaglianza, senza la fraternità, possono riempirsi di individualismo e di conformismo, anche di interesse".
"Lo sforzo di conversione non è soltanto un'opera umana. E' lasciarsi riconciliare. La riconciliazione tra noi e Dio è possibile grazie alla misericordia del Padre". "Ci farà bene a tutti , ma specialmente a noi sacerdoti, chiedere, all'inizio di questa Quaresima, il dono delle lacrime, così da rendere la nostra preghiera e il nostro cammino di conversione sempre più autentici e senza ipocrisia".
Tutti noi "siamo capaci di fare tanto bene, ma tutti noi siamo capaci anche di distruggere". "Nel traffico delle armi... 'Ma, siamo imprenditori!' Sì, di che? Di morte? E ci sono i Paesi che vendono le armi a questo, che è in guerra con questo, e le vendono anche a questo, perché così continui la guerra".
"L'invito del Signore a incontrarlo è rivolto ad ognuno di voi, in qualsiasi luogo e situazione si trovi". "Si si può 'vedere' Dio anche nel volto dei fratelli, specialmente quelli più dimenticati: i poveri, gli affamati, gli assetati, gli stranieri, gli ammalati, i carcerati". Siate "rivoluzionari", "ribellatevi contro la diffusa tendenza a banalizzare l'amore, soprattutto quando si cerca di ridurlo solamente all'aspetto sessuale".
"La loro presenza è un richiamo alla nostra comune umanità, alla fragilità della vita, alla dipendenza da Dio e dai fratelli". "Essi sono spesso testimoni dell'essenziale, dei valori familiari, sono capaci di condividere con chi è più povero di loro e ne sanno gioire, come ho potuto constatare anche nel mio recente viaggio apostolico in Asia".
"Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani! E il sangue è lo stesso. Il sangue testimonia Cristo".
Lo Stato islamico minaccia in modo diretto l'Italia e l'Europa. Il rischio più grande è la forza di imitazione che può spingere i "lupi solitari" a colpire. Il jihadismo dà uno scopo a giovani musulmani europei in crisi d'identità e di valori. L'uso spropositato e nuovo della parola "crociato". Un'operazione militare per ridurre la forza nociva e letale degli islamisti.
Alla messa nella basilica di san Pietro, papa Francesco spinge i nuovi porporati e tutti i cristiani a non subire la tentazione di "stare con Gesù senza voler stare con gli emarginati, isolandosi in una casta che nulla ha di autenticamente ecclesiale". Nella Chiesa attuale si scontrano due logiche: "la paura di perdere i salvati e il desiderio di salvare i perduti". "Servire Gesù crocifisso in ogni persona emarginata, per qualsiasi motivo". "Il Signore è presente anche in coloro che hanno perso la fede, o che si sono allontanati dal vivere la propria fede, o che si dichiarano atei". "Sul vangelo degli emarginati, si gioca, si scopre e si rivela la nostra credibilità!".
All'Angelus, papa Francesco ripropone lo stile di Gesù di fronte al male, notando con ironia che egli "non si pone a distanza di sicurezza e non agisce per delega"; "non viene a 'tenere una lezione' sul dolore", ma prende "su di sé il peso della nostra condizione umana, ... per liberarci in modo radicale e definitivo". Una domanda per tutti: "Quando aiutate gli altri li guardate negli occhi, li accogliere senza paura di toccarli?". Gli auguri alle popolazioni dell'Estremo oriente per il Capodanno lunare. L'applauso per i nuovi cardinali.
Presente Benedetto XVI, ai 20 porporati creati oggi Francesco dà come "parola-guida" la carità, che è "magnanima", il che vuol dire "saper amare senza confini, ma nello stesso tempo fedeli alle situazioni particolari e con gesti concreti" , essa poi "non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio", "non cerca il proprio interesse", ma ha al centro Cristo, dimentica il male ricevuto, evitando in particolare sentimenti di rancore e ama la giustizia, per cui rifiuta "qualunque ingiustizia gli risulti inaccettabile, anche quella potesse essere vantaggiosa per lui o per la Chiesa".
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