Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
In Niger "sono state commesse brutalità con i bambini, con le chiese", "non si può fare la guerra in nome di Dio". Il viaggio nello Sri Lanka e nelle Filippine. San Giuseppe Vaz "modello per tutti i cristiani, chiamati oggi a proporre la verità salvifica del Vangelo in un contesto multireligioso". "La cura dei poveri è un elemento essenziale della nostra vita e testimonianza cristiana; comporta il rifiuto di ogni forma di corruzione, perché la corruzione ruba ai poveri e richiede una cultura di onestà".
Il torneo, in programma in Australia dal 9 al 31 gennaio, è giunto alla fase finale a eliminazione diretta. La rassegna registra un numero record di telespettatori, nel continente asiatico è già l’evento sportivo dell’anno. Controlli serrati contro il rischio di combine e scommesse clandestine. La passione per il calcio è costata la vita a 13 giovani di Mosul, giustiziati dallo Stato islamico.
Il fossato fra le grandi fortune e il resto della popolazione si allarga sempre più. Fra il 2009 e il 2013 la ricchezza dell'1% dei ricchi è cresciuta dal 44% al 48%. Occorre riscrivere le regole fiscali internazionali tassando di più il capitale e meno il lavoro; fissando salari minimi e attuando una rete di protezione sociale per i più poveri.
La libertà di espressione non è fine a se stessa. Gli opposti estremismi del fondamentalismo violento e della libertà assoluta devono lasciare spazio alla "volontà di convivenza". L'occidente sta diventando una società multireligiosa. Come per la Shoah, occorre trovare un limite al "negazionismo" verso le religioni. Il Libano come modello. La laicité è morta.
Nel dialogo con i giornalisti sull'aereo che lo riporta in Vaticano, papa Francesco spazia sul tema della famiglia e della "colonizzazione ideologica", della paternità responsabile e dell'Humane Vitae, del neomalthusianesimo, della corruzione, del terrorismo islamico e della prudenza nella libertà di espressione (Charlie Hebdo). Una precisazione su Cina e Dalai Lama: Nessun rifiuto di lui e nessuna paura della Cina.
La testimonianza di una giovane, sopravvissuta a droga e prostituzione, spinge Francesco ad abbandonare il testo preparato e a parlare per oltre mezz'ora a braccio: "Solo se siamo capaci di piangere sulle cose che abbiamo appena sentito, potremo trovare una risposta al perché i bambini devono soffrire".
Celebrando la messa conclusiva del suo settimo pellegrinaggio apostolico internazionale, in Sri Lanka e Filippine, Francesco ricorda come "i filippini sono chiamati ad essere eccellenti missionari della fede in Asia. Dio ci ha scelti e benedetti per uno scopo: essere santi e irreprensibili ai suoi occhi". Un appello al mondo: "Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello".
Francesco ha comunque cercato di rispettare, seppure abbreviandoli, gli impegni previsti. Ha benedetto il Centro assistenziale per anziani e orfani a lui intitolato, ha visitato in una piccola casa una famiglia di pescatori, ha salutato i religiosi e ha pranzato velocemente con 30 sopravvissuti al tifone Yolanda. I poveri e i bisognosi "vengano trattati in maniera equa, che la loro dignità sia rispettata, che le scelte politiche ed economiche siano giuste e inclusive, che le opportunità di lavoro e di educazione vengano accresciute e che siano rimossi gli ostacoli all'attuazione dei servizi sociali".
Papa Francesco celebra la messa con i sopravvissuti al tifone Yolanda (novembre 2013), che ha provocato la morte di oltre 6mila persone. A causa di una tempesta in arrivo, con vento forte e pioggia, celebranti e fedeli indossano impermeabili di plastica. La visita a Tacloban è il motivo del viaggio in Filippine: "Quando da Roma ho visto questa catastrofe, ho sentito che dovevo venire qui". Davanti a chi ha perso tutto (familiari, casa, beni) il papa confessa: "Non so cosa dire a voi. Ma il Signore sa cosa dire a voi". Un minuto di silenzio e preghiera. "Non siamo soli. Abbiamo Abbiamo una Madre, abbiamo Gesù, nostro fratello maggiore. E abbiamo anche tanti fratelli che nel momento della catastrofe sono venuti per aiutarci".
L'esempio e la testimonianza dei missionari del Pime, le catechesi radiofoniche di p. Piero Gheddo e soprattutto la vitalità delle comunità cattoliche di Cina e Corea spingono un giovane italiano a mettere da parte i vecchi pregiudizi e riscoprire la gioia del Vangelo.
Alla messa nella cattedrale di Manila, insieme a vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi, seminaristi, papa Francesco chiede alle persone consacrate di essere "ambasciatori in nome di Cristo". Il Vangelo risana "il nostro mondo malato" e ispira "ordine sociale veramente giusto e redento". Convertirsi dall'orgoglio, l'autocompiacimento, il materialismo e vivere una preghiera continua. Sostenere i giovani "abbattuti e confusi"; proclamare "la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia". "Forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c'è nella vostra cultura".
L'arcivescovo di Manila saluta Francesco dopo la messa nella cattedrale dell'Immacolata Concezione: "Questa chiesa è stata distrutta sette volte ma è sempre rinata dalle macerie. La vostra visita è come un incendio, che non distrugge ma purifica, e come un terremoto che non devasta ma risveglia". Il testo completo del discorso.
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